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Gollini a DAZN Talks racconta la sua avventura in Inghilterra e il rapporto con Conte

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tottenham-gollini (C)Getty Images

E' stato Pierluigi Gollini il grande ospite di oggi di DAZN Talks. Ecco cos'ha raccontato a Marialuisa Jacobelli e Francesco Fontana. 

Affetti e amici

Intanto, il soprannome: come ti chiamano? "I miei amici storici, a Ferrara, mi chiamano Pier, come la mia famiglia. Ma nel mondo del calcio sono Gollo per tutti". 

Gollni ha poi ricevuto - tramite Francesco Fontana - un messaggio da Ilicic: "Grande Jojo, lui è un top player e ci siamo sentiti. Ci sono state cose che hanno coinvolto la sua persona, lui è un talento geniale. In Champions ci ha trascinato fino ai quarti, prestazioni clamorose, abbiamo fatto la storia. Siamo molto legati anche se non ci sentiamo tutti i giorni. E' normale che sia fantastico, credo abbia giocato in squadre minori rispetto al suo talento. Ha dimostrato a tutto il mondo il talento che è". 

L'avventura a Londra

"L'ultima col Norwich? Da quando è arrivato il mister abbiamo cambiato marcia, abbiamo avuto slancio e fiducia diversa e lo dicono i risultati. Il livello qui è altissimo, fanno grandi mercati. Arrivare in Champions qua equivale a vincere campionati altrove, o quasi. Sarebbe come vincere lo scudetto, l'approdo in Champions. Ora abbiamo due risultati su tre contro il Norwich. Qui non è facile". 

United, Aston Villa con Di Matteo, ora il Tottenham: "Se mi piace l'Inghilterra? Fino a quest'esperienza ho sempre avuto un'idea diversa. Ho cambiato la mia idea, mi sono trovato qui veramente bene. Le altre mi hanno fatto crescere molto, dal punto di vista umano e calcistico. Ho sofferto la differenza di cultura, tante cose diverse, essere molto da solo. Sono arrivato da giocatore con tante esperienze, con grande club. A Manchester ero arrivato da ragazzino con la tibia rotta... Dopo Manchester mi arrivò una proposta di lavoro dall'aeroporto di Bologna. Io sono dell'ultimo paesino della provincia di Ferrara. Io avevo un buon livello di inglese e mi avevano offerto questo lavoro, era l'estate in cui ho firmato il mio primo contratto col verona".

"L'inglese del nord? Difficilissimo. Quasi un'altra lingua. Quello del centro-sud è il migliore, qui è pulito. Più vai a nord e più incomprensibile".

Conte e Gasperini

"Due martelli? Sì, così i loro giocatori danno il meglio e ottengono risultati. Difficile comunque che non siano così ad alto livello, o hai una squadra così mentalmente forte... ma è inevitabile per raggiungere certi risultati". 

"Soddisfatto dell'esperienza? E' normale che speravo di giocare un po' di più, ma lo sapevo dall'inizio che io avrei giocato le coppe e Lloris il campionato. Stavo giocando la Conference e siamo usciti senza aver giocato, avevamo 9 casi di Covid e non ci hanno fatto rimandare la partita. Carabao? Fuori in semifinale con il Chelsea e poi in FA Cup l'ultima il mister ha deciso di non fare turnover. Ho giocato 11 partite e ho avuto la fortuna di allenarmi con Lloris. Si può crescere anche non giocando, anche se ci sono cose che impari solo in campo, come gli errori che fai per migliorare. Se hai la testa giusta, anche osservando certi ambienti, puoi imparare. Nel calcio come in altri ambienti. Ho sempre pensato che uno, per essere forte, devi tirare il meglio dalla situazione. Se hai l'idea di perdere tempo, lo perdi sempre". 

Migliori e peggiori

"Lo stadio è facilissimo: il nostro. E' fuori di testa. Davanti anche ad Anfield? Dipende cosa intendi: ha un'atmosfera unica, è magica. Se parliamo di stadio, di struttura, il nostro sembra uno stadio di NFL. Il campo si gira, c'è la piattaforma per gli eventi. Il nostro stadio non ha una storia, è un'opera d'arte. Anfield è l'opposto. Anche Old Trafford, se non ci sei mai stato è un'esperienza unica". 

"Il compagno più simpatico? Qui c'è un'umiltà fuori dal normale, la gente è tranquilla, non hanno niente da dimostrare. Ho stretto molto con Dele, mi ha aiutato a inserirmi. Son è simpatico. Ce ne sono tanti. E' uno spogliatoio bello". 

"Uno solo della Serie A da portare al Tottenham? Ce ne sono, eh. Difensore: uno tra De Ligt e Skriniar. Perisic qua lo vedrei molto bene. Qualcuno dell'Atalanta? Zapata lo vedrei bene, Muriel quando entra può fare il panico. Come stile di gioco però Duvan sarebbe molto adatto a come viene visto il calcio". 

Gli anni a Bergamo

"Quanto fatto con l'Atalanta è inutile aggiungere come sia unico e come sia legato a Bergamo, ci sarà sempre una porta aperta. Devo tutto quanto fatto finora all'Atalanta. Siamo andati in Champions e sono convinto di aver dato un contributo fondamentale. Non abbiamo mai perso quand'ero in campo, due volte su due agli ottavi, in tutti i campionati siamo andati in Champions. Due finali di Coppa Italia in tre anni. C'è stato un grande rendimento, anch'io ho dato il mio contributo, ho avuto il merito di conquistarmi la Nazionale. Nessuno fa niente da solo. A Bergamo abbiamo fatto la storia, è un posto unico e le emozioni vissute lì spero di riviverle. Abbiamo fatto qualcosa di diverso da quanto era atteso, so di aver dimostrato il mio valore. Le categorie ci sono per un motivo, io in Champions ho dimostrato. Le parole sono per tutti, i fatti sono innegabili. Tra me e Bergamo c'è stato un rapporto particolare, hanno colto me dal punto di vista umano. Come sono, quanto contava quel gruppo, quanto ci tenessi e quanto fossi anche importante in quello spogliatoio. Io come tanti altri. In un ambiente come una famiglia".

"Un episodio col Gasp? Ne avrei un tot da raccontare. Una che posso dire è questa: nel primo anno in cui ci siamo qualificati, ero titolare e poi ho smesso. Eravamo sesti, settimi a marzo. Il periodo era così. Rossi e Berisha erano con me. Mi disse: 'Io non so chi far giocare! Per me non siete al livello da Serie A, dicono che siete di livello ma per me non potete giocare. Non cambia niente chi gioca, fate danno'. Io ho un carattere così, mi scivola tutto addosso. Gasp ci massacrò pesante, voleva vedere la nostra reazione. Poi mi fece giocare, contro la Fiorentina. Da lì sono entrato e non sono più uscito, senza perdere una partita e andando in finale di Coppa Italia. A fine anno sono andato e ho detto: aveva detto che non potevo giocare in Serie B e vi ho portato in Champions? Si è messo a ridere, era la cena di fine anno". 

Sul mercato

"Che futuro per me? Ringrazio tante persone, gli italiani che mi scrivono sempre. Leggo, non rispondo a tutti. Lo dico sinceramente, mi fa piacere quando mi scrivono e mi chiedono di giocare per la propria squadra. Mi fa sempre piacere sentirsi apprezzati. E' un onore e mi fa super piacere. Dico la verità: se potessi, rimarrei al Tottenham. Sto molto bene qua, sono molto legato a questo gruppo e alla società. Se decideranno di tenermi, sarò felice di restare. Altrimenti, se ci dividiamo, mi piacerebbe tornare in Italia. Amo casa mia, la Serie A. Adesso non so ancora niente". 

 

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