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Maurizio Sarri non è più l'allenatore della Lazio: dalla rivelazione Empoli alla grande storia con il Napoli, poi le vittorie con Chelsea e Juventus. La storia dell'ex tecnico biancoceleste

Redazione
Maurizio Sarri non è più l'allenatore della Lazio: dalla rivelazione Empoli alla grande storia con il Napoli, poi le vittorie con Chelsea e Juventus. La storia dell'ex tecnico biancocelesteGetty Images
La storia del calciatore e dell'allenatore: Maurizio Sarri raccontato anno dopo anno

L'hanno chiamato Comandante. Per molti è stato un professore della tattica. E c'è chi non l'ha capito. Maurizio Sarri ha scritto una pagina importante della storia del calcio italiano: pur vincendo, non ha segnato il suo percorso con le vittorie. E succede forse solo ai più grandi e originali. 

Ma come ha fatto dallo Stia ad arrivare ad alzare uno scudetto e un'Europa League? La sua storia è solo da raccontare.

Biografia

Nato nel 1959, figlio di un operaio toscano, Sarri è cresciuto a Castro e successivamente a Figline Valdarno. Durante la sua giovinezza, ha giocato a calcio amatoriale e ha lavorato presso la Banca Toscana, assumendo incarichi in vari paesi europei. Nel 2002, mentre era alla guida della Sansovino, ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla carriera di allenatore.

È sposato con Marina ed è padre di un figlio di nome Nicolè, che insieme alla madre ha gestito un'attività commerciale a Matassino, una frazione di Figline Valdarno.

Carriera da calciatore

Fin da giovane, dopo le esperienze nelle giovanili locali, Sarri ha tentato di entrare nel mondo del calcio professionistico sostenendo provini con il Torino e la Fiorentina. Ha trascorso diversi anni nel calcio amatoriale toscano come difensore, giocando sia come terzino sinistro, sia come stopper determinato ma spesso afflitto da infortuni. La maggior parte della sua carriera da calciatore è legata al Figline, con cui ha esordito in Serie D nella stagione 1975-76. Ha proseguito la sua carriera in squadre di seconda e terza categoria, fino alla sua ultima stagione giocata con lo Stia.

Carriera da allenatore

Sarri inizia la sua carriera di allenatore con lo Stia in Seconda Categoria, portando la squadra al quarto posto. Successivamente guida la Faellese al quinto e al terzo posto consecutivamente, sfiorando la promozione in Prima Categoria. Passa poi ad allenare in Promozione, ottenendo successi significativi con Cavriglia ed Antella, entrambe promosse in Eccellenza. Assume la guida della Sansovino nel 2000 e la conduce dalla Eccellenza alla promozione in Serie C2, vincendo i play-off e la Coppa Italia Serie D nella stagione 2002-2003.

Nel 2003 diventa allenatore della Sangiovannese, ottenendo la promozione in C1 nella stagione 2003-2004 e l'ottavo posto nel campionato successivo. Successivamente allena il Pescara e l'Arezzo, prima di guidare l'Avellino, il Verona, il Perugia e il Grosseto. Passa poi all'Alessandria, ottenendo il terzo posto e i play-off per la promozione in Serie B. Dopo l'esperienza all'Alessandria, diventa allenatore del Sorrento, venendo poi esonerato dopo aver ottenuto il sesto posto in classifica.

Da Empoli a Napoli

Sarri da allenatore del NapoliGetty

 

Il 25 giugno 2012, Sarri firma con l'Empoli. L'inizio in campionato nella stagione 2012-2013 è povero di risultati, e dopo 9 partite l'Empoli si ritrova all'ultimo posto con solo 4 punti ottenuti, ma dopo qualche tempo la squadra inizia la risalita e si piazza al quarto posto: qualificandosi per i playoff, perde la finale per la promozione in Serie A contro il Livorno di Nicola, dopo aver sconfitto il Novara in semifinale. Nella stagione 2013-2014, l'Empoli termina al secondo posto e viene quindi promosso nella massima serie.

Nella stagione 2014-2015, Sarri inizia con gli azzurri toscani in Serie A, all'età di 55 anni, ottenendo la salvezza con 4 giornate d'anticipo: la stagione si conclude al 15º posto con 42 punti (8 vittorie, 18 pareggi, 12 sconfitte) e l'Empoli viene considerato la sorpresa del campionato. Il 19 maggio 2015, l'ex capitano della squadra empolese Ighli Vannucchi consegna a Sarri il premio "Leone d'Argento". Il 4 giugno seguente, Sarri si dimette.

L'11 giugno successivo, firma con il Napoli, ereditando la panchina azzurra da Rafael Benítez. Esordisce in campionato il 23 agosto 2015 al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, perdendo 2-1. Il 17 settembre esordisce come allenatore nelle competizioni europee, con una netta vittoria per 5-0 del Napoli sul Club Bruges in una partita di UEFA Europa League, segnando la sua prima vittoria sulla panchina partenopea.Termina la prima stagione sulla panchina azzurra al secondo posto in campionato, ottenendo la qualificazione diretta in UEFA Champions League e registrando nuovi record societari di punti (82) e vittorie in campionato (25), reti stagionali in tutte le competizioni (106), il maggior numero di reti segnate (80) e il minor numero di reti subite (32) nei tornei con 20 squadre.

Il secondo anno sulla panchina azzurra si conclude al terzo posto in campionato, ottenendo la qualificazione per i preliminari (poi vinti) di Champions contro il Nizza. Riesce inoltre a migliorare alcuni dei record della società partenopea, raggiunti nella stagione precedente, stabilendo nuovi primati per quanto riguarda i punti (86), le vittorie in campionato (26), le reti stagionali in tutte le competizioni (115) e le reti segnate (94) nei tornei con 20 squadre. Il terzo anno sulla panchina azzurra si conclude nuovamente al secondo posto in campionato con la qualificazione diretta in Champions. In questa stagione migliora ulteriormente il record di punti (91), le vittorie in campionato (28) e il minor numero di reti subite (29) nei tornei con 20 squadre.

Il 23 maggio 2018, dopo tre stagioni alla guida degli azzurri, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis annuncia la fine del rapporto con il tecnico.

Le vittorie tra Chelsea e Juventus

Il 14 luglio 2018, Sarri diventa allenatore del Chelsea, coadiuvato dai vice Gianfranco Zola e Luca Gotti. Perde la sua prima partita ufficiale, il Community Shield, contro il Manchester City di Pep Guardiola. Esordisce in Premier League il 11 agosto, vincendo per 3-0 in trasferta contro l'Huddersfield Town. Il 24 febbraio perde, dopo i tiri di rigore (3-4), la finale di Coppa di Lega sempre contro i Citizens. Sei giorni prima era uscito dalla FA Cup agli ottavi per mano del Manchester Utd. Il 9 maggio 2019, vincendo ai rigori contro l'Eintracht Francoforte dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, raggiunge la finale di UEFA Europa League. In Premier arriva invece terzo con 72 punti, a 26 lunghezze dalla capolista Manchester City.

Il 29 maggio 2019, battendo i concittadini dell'Arsenal per 4-1 in finale, vince l'Europa League, il suo primo trofeo internazionale e il primo assoluto tra i professionisti. L'ultimo allenatore italiano a trionfare nella competizione, quando ancora si chiamava Coppa UEFA, era stato Alberto Malesani nell'edizione 1998-1999. Al contempo diventa l'allenatore più anziano ad aver vinto il trofeo, all'età di 60 anni e 139 giorni.

Il 16 giugno 2019, dopo la risoluzione contrattuale con i Blues, Sarri diventa l'allenatore della Juventus. Esordisce sulla panchina bianconera il 14 settembre, in una partita di campionato contro la Fiorentina (0-0); quattro giorni dopo esordisce in UEFA Champions League con la squadra torinese, pareggiando contro l'Atlético Madrid (2-2) a Madrid.

Sarri con Ronaldo

Durante una stagione sportiva segnata dalla pausa causata dalla pandemia di COVID-19, perde la Supercoppa Italiana contro la Lazio prima della pausa natalizia. Nel giugno successivo, raggiunge la finale di Coppa Italia, persa ai tiri di rigore (2-4) contro il Napoli. Il 26 luglio 2020, con due turni di anticipo, guida la Juventus alla conquista del suo nono scudetto consecutivo, il primo della sua carriera. Diventa, all'età di 61 anni, il tecnico più anziano a vincere il titolo italiano nell'era del girone unico, superando il precedente record stabilito da Nils Liedholm nella stagione 1982-1983. Nonostante il successo in campionato, i deludenti risultati nelle altre competizioni stagionali, tra cui l'eliminazione agli ottavi di finale della Champions per mano dell'Olympique Lione, portano la società a sollevarlo dall'incarico l'8 agosto 2020.

L'esperienza alla Lazio

Il 9 giugno 2021, dopo un anno sabbatico, Sarri viene annunciato come nuovo allenatore della Lazio. Il 21 agosto successivo, fa il suo debutto sulla panchina biancoceleste, guidando la squadra a una vittoria per 3-1 sul campo dell'Empoli in una partita di campionato. In campionato, la Lazio si piazza al quinto posto, mentre in UEFA Europa League viene eliminata nei confronti con il Porto nella fase a eliminazione diretta.

Nella sua seconda stagione a Roma, migliora il posizionamento della squadra biancoceleste, portandola al secondo posto in classifica e garantendo la qualificazione in UEFA Champions League. Tuttavia, l'andamento negativo nelle coppe europee continua, con la Lazio eliminata prima dall'UEFA Europa League e poi, dopo un ripescaggio, anche dalla UEFA Europa Conference League.

Nel 2023/2024, la formazione capitolina raggiunge le semifinali di Coppa Italia (vincendo 1-0 il Derby con la Roma ai quarti) e togliendosi la soddisfazione di battere una big europea come il Bayern Monaco (1-0 all'Olimpico) negli ottavi di Champions. Contro il Bologna, nel match perso 2-1, raggiunge le 100 panchine con i biancocelesti.

Sarri si dimette il 12 marzo in seguito alla sconfitta casalinga di lunedì contro l'Udinese. Il tecnico ha presentato la volontà di salutare i biancocelesti, formalizzando l'addio e svuotando l'armadietto di Formello.

Come giocava la sua Lazio?

Da sempre grandissimo amante del 4-3-3, Maurizio Sarri ha avuto il merito di non snaturarsi mai, riuscendo a plasmare quasi tutte le squadre allenate. Dopo un percorso più intenso con i biancocelesti - e un mercato che ha allungato la rosa - stava provando a ridefinire il gruppo. Mantenendo lo stesso marchio: gioco veloce, di prima, 

Il termine Sarrismo

Coniato dalla Treccani, il termine "Sarrismo" viene definito così: "La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; anche, il modo diretto e poco diplomatico di parlare e di comportarsi che sarebbe tipico di Sarri".