Sarà una delle grandi attese al Mondiale per Club FIFA 2025, esclusiva DAZN che dal 15 giugno al 13 luglio proporrà tutte le partite gratuitamente.
Dominatore della stagione 2024/2025, il Paris Saint-Germain ha vinto tutto quello che c'era da vincere e va negli Stati Uniti con l'obiettivo di alzare anche il Mondiale per Club. I francesi si sono dimostrati imbattibili praticamente per chiunque, ma sono davvero impenetrabili?
Il PSG è una squadra che ha espresso ed esprime un bel gioco, fatto di velocità, qualità e sangue freddo. La formazione francese, in finale ma non solo, ha messo in mostra tutte le sue caratteristiche. Ha giocatori capaci di andare in velocità, considerando i rapidissimi Kvaratskhelia, Doué, Dembélé, Barcola, Hakimi e non solo.
C'è però anche gente in grado di scardinare difese schierate, e questo grazie a tanti giocatori in grado di saltare l'uomo: molti dei sopra citati, su tutti il georgiano e l'ex Inter, sono tra i migliori in Europa per dribbling.
Infine, anche la qualità del gioco è innegabile: in mediana, ci sono giocatori fenomenali con la palla tra i piedi. In questo senso, non possono non emergere calciatori come Vitinha e Fabian Ruiz, spesso in grado di regalare giocate e assist trovando spazi che sembrano non esserci.
E il portoghese e l'ex Napoli sono anche degli eccellenti tiratori da fuori, in grado dunque di regalare un'altra arma letale a Luis Enrique. Infine, il pressing in fase di possesso palla non li spaventa: sanno dialogare negli spazi stretti e non solo.
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Il PSG si schiera con un 4-3-3 che alterna velocità a qualità, grazie a giocatori come Vitinha, Fabian Ruiz a centrocampo, Marquinhos a guidare la difesa e Donnarumma tra i pali. Davanti, spazio alla qualità con Doué, Kvaratskhelia e Dembélé e altri grandi giocatori pronti a subentrare come Barcola e Gonçalo Ramos.
Questo l'undici schierato contro l'Inter in finale di Champions:
Tanti i fattori che hanno portato la squadra parigina a vincere praticamente tutto in questa stagione, conquistando la prima storica Champions League ed estendendo il dominio in Francia.
Luis Enrique allena il PSG dal 2023 e in due stagioni ha già vinto tutto quello che c'era da vincere, avendo conquistato la Champions League e confermandosi inarrestabile in Francia. Per la seconda volta (l'aveva fatto già nel 2014/2015 con il Barcellona) ha vinto pure lui il Triplete, aggiungendo anche la Coupe de la Ligue in questo 2024/2025. Un allenatore in grado di gestire al meglio un gruppo di qualità, e non è una cosa scontata se si pensa che i parigini, con Mbappé, Messi e Neymar nella stessa squadra, non sono riusciti a portare a casa la Champions.
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Le sue qualità anche umane, messe in mostra più e più volte e non soltanto dalla panchina, ma anche nella vita di tutti i giorni, stimolano inevitabilmente ogni singolo giocatore a dare il massimo e fare di tutto per vincere. Cosa che è effettivamente successa. E il suo modo di fare ha conquistato il pubblico di Parigi, altro risultato tutt'altro che prevedibile dato che i tifosi sono stati poco generosi anche nei confronti, ad esempio, di Mbappé quando ha lasciato il PSG per andare al Real. La coreografia in occasione della vittoria della Champions che lo ritrae con la figlia Xana è la dimostrazione che un altro grande successo di Luis Enrique è arrivato al confine tra la sfera sportiva e quella umana.
A prescindere dai grandi giocatori in rosa (e ce ne sono davvero tanti), il PSG è innanzitutto un gruppo. Il grande merito di Luis Enrique, ma per estensione quello del PSG, è stato capire che nel calcio si può vincere anche e soprattutto senza figurine.
Non a caso, la prima Champions League è arrivata dopo l'addio di Mbappé che ha fatto seguito a quelli di Messi e Neymar. E, forse anche complice una pressione inferiore sulle spalle della società e di chi scende in campo, la squadra è cambiata, arrivando a esprimere bel calcio ma soprattutto a divertirsi. Un gruppo riuscito a farsi forza quando era a un passo dall'eliminazione dalla Champions: sotto 2-0 col City nei gironi, era quasi fuori, ma è riuscito a rimontare vincendo 4-2. Da lì, una cavalcata ai limiti della perfezione, culminata con il clamoroso 5-0 all'Inter.
Certo, nel calcio moderno poi si arriva inevitabilmente a vincere anche grazie ai campioni e quelli, al PSG, non mancano. Ecco i principali:
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In ordine di ruolo, il miglior portiere del Mondo in questo momento: Gianluigi Donnarumma. Decisivo ai rigori con il Liverpool agli ottavi ma capace di grandi parate anche con l'Aston Villa e l'Arsenal, ha messo i guanti su questa prima Champions.
Arrivato nell'estate 2021 proprio dall'Inter, Hakimi è riuscito a diventare ancora più forte e decisivo della versione che aveva contribuito al titolo ottenuto con i nerazzurri. Veloce, implacabile e anche goleador, come nella finale di Champions in cui ha chiesto scusa ai suoi ex tifosi.
Senza leader ed esperienza non si va da nessuna parte: Marquinhos ha saputo dare entrambe, confermandosi uno dei migliori difensori di questa stagione e di questi anni. Ha sollevato la Champions: a detta sua, il giorno sportivo più bello della sua vita..
A centrocampo, Vitinha ha dato quella qualità che le squadre di Luis Enrique hanno sempre avuto. Detta i ritmi, gestisce la palla ed è preciso, puntuale e a tratti magico nei passaggi. Ha letteralmente dominato in finale contro l'Inter
Il migliore di questa stagione, il vero capolavoro di Luis Enrique: era calcisticamente sparito dai radar, l'ha saputo rivitalizzare ed è stato protagonista di una seconda parte di stagione praticamente perfetta. Non ha segnato in finale, ma è stato decisivo in tanti altri momenti della Champions e non solo.
Il primo giocatore a essere coinvolto in tre gol in una finale di Champions: doppietta e assist per il classe 2005 Desiré Doué, già pronto a far partire un duello generazionale con Lamine Yamal. Veloce, fantasioso, intelligente: ha da poco compiuto 20 anni, ne ha ancora tantissimi da protagonista davanti.
L'unico grande vero acquisto di questa stagione, ma si è dimostrato decisivo: arrivato con la voglia di rifarsi dopo sei mesi non eccellenti al Napoli, Khvicha Kvaratskhelia è tornato quello che ha incantato nell'anno dello Scudetto di Spalletti. Il suo gol contro l'Aston Villa è da stropicciarsi gli occhi, ci ha messo il suo in finale con l'Inter. In pochi anni, un ragazzo sconosciuto arrivato dalla Georgia si è preso letteralmente tutto.
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I punti di debolezza del PSG non sono molti, anche se nella serata decisamente storta di Monaco di Baviera l'Inter li ha quanto meno fatti emergere, seppur minimamente. Di fronte a una squadra che ha vinto tutto, la domanda è più che lecita: come si ferma questa squadra?
Tanti ragazzini con qualità, voglia e velocità: le principali caratteristiche di questa squadra fanno emergere inevitabilmente anche delle armi con cui poter provare a contrastare una squadra che però promette di aprire un ciclo in Europa.
Le uniche occasioni che l'Inter ha avuto nella finale di Monaco sono arrivate con i calci piazzati che, dall'altra parte, erano un valore per la squadra non più allenata da Inzaghi. Il calcio d'angolo con colpo di testa di Thuram, l'incornata di Acerbi alta sopra la traversa sono dei segnali.
D'altronde, se si guarda alla rosa, si nota che pochi sono i giocatori in grado di farsi valere sulle palle aeree: spicca Marquinhos per esperienza e posizionamento, ma di fronte ad una squadra fisica, anche a palla in movimento a centrocampo, i giocatori di Luis Enrique potrebbero fare fatica. Magari, contro un tipo di mediana diverso da quello che ha affrontato a Monaco: Calhanoglu, Mkhitaryan e Barella non spiccano per imponenza. E d'altronde, se si guarda al percorso, non si può non notare le difficoltà avute nel girone contro l'Atletico Madrid, prossimo avversario al Mondiale per Club su DAZN.
Il PSG inizierà il suo Mondiale per Club il 15 giugno contro l'Atletico, ed è inserito nel gruppo B.
Questo il calendario dei campioni d'Europa in carica: