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Cosa ha vinto Allegri da tecnico del Milan? Curiosità, statistiche e campioni che ha allenato durante la prima esperienza in rossonero

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Il Milan ha il suo nuovo allenatore: è Massimiliano Allegri. Per il tecnico livornese si tratta di un ritorno, visto che si era già seduto su questa panchina dal 2010 al 2014. E così, dopo la Juve, anche il club rossonero ha il suo Allegri-bis.

Massimiliano Allegri torna al Milan: il comunicato del club rossonero

Questo l'annuncio della società: "AC Milan comunica di aver affidato la conduzione tecnica della Prima Squadra maschile a Massimiliano Allegri. Nato a Livorno l'11 agosto 1967, Massimiliano Allegri dopo aver giocato in Serie A con le maglie di Pisa, Pescara, Cagliari, Perugia e Napoli, inizia la carriera da allenatore nel 2002. Siede sulle panchine di Aglianese, SPAL, Grosseto e Sassuolo prima della chiamata del Cagliari nel 2008, con cui debutta in Serie A".

"Nel 2010 arriva al Milan, con cui vince subito lo Scudetto numero 18 della storia rossonera e la Supercoppa Italiana 2011. Dal 2014 al 2019 prima, e dal 2021 al 2024 poi, siede sulla panchina della Juventus con cui conquista 5 Scudetti, 5 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Il Club rivolge a Massimiliano e ai suoi collaboratori un caloroso in bocca al lupo".

Cosa ha vinto Allegri da allenatore del Milan?

Come ricordato anche nel comunicato, dal 2010 al 2014 Allegri ha vinto uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. La sua prima esperienza, infatti, è subito vincente: nel 2010/2011, insieme a Zlatan Ibrahimovic che ritroverà nell'attuale dirigenza e a giocatori come Pato, Ronaldinho, Boateng, Thiago Silva e tanti altri, vince il diciottesimo titolo della storia del club rossonero, aggiudicandosi il duello a distanza con l'Inter e vincendo entrambi i Derby. La certezza del tricolore arriverà con il pareggio sul campo della Roma con due giornate d'anticipo.

Allegri nel primo mandato al MilanGetty

Il 6 agosto 2011, invece, nella Supercoppa Italiana disputata a Pechino, batte 2-1 l'Inter grazie ai gol di Ibrahimovic e Boateng, conquistando il secondo e ultimo trofeo alla guida del Milan, club che allenerà fino alla sconfitta con il Sassuolo che porterà al suo esonero nel gennaio 2014.

Allegri, le statistiche con il Milan

  • Anni da allenatore: 2010-gennaio 2014
  • Panchine: 178
  • Vittorie: 91
  • Pareggi: 49
  • Sconfitte: 38
  • Trofei: 2

Allegri e i giocatori allenati durante la sua prima esperienza al Milan: il rapporto con Pirlo

Nel primo di tre anni e mezzo in rossonero, Allegri ha a disposizione una squadra fortissima che, non a caso, contenderà lo Scudetto all'Inter campione d'Europa e del Mondo in carica, vincendolo con due giornate d'anticipo. Tanti i giocatori di livello passati sotto la sua guida, ma non sono mancati alcuni casi, su tutti quello riguardante Andrea Pirlo. Uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio, infatti, arriverà a disputare solo 25 partite in quel Milan, di cui 17 in campionato.

In estate, lascia il club rossonero e va alla Juventus, con cui vincerà quattro Scudetti disputando anche la finale di Champions 2015 a Berlino persa contro il Barcellona. Anni dopo, dichiarerà di aver avuto un "rapporto normale nonostante siano state dette e scritte moltissime cose. Abbiamo passato insieme un anno al Milan e uno alla Juventus. Lui pensò che non ero più un calciatore per quel Milan, decisi di andare via e fu una mia decisione perché volevo giocare sempre. Alla Juventus, invece, ci fu un bel ciclo vincente".

Ibrahimovic e quel borsone lanciato nel 2012

Ibrahimovic saluta i tifosi del MilanGetty

Tra gli artefici di quei due trofei sotto la guida di Allegri c'è certamente Zlatan Ibrahimovic, che il tecnico livornese ritroverà nel 2025, ma nelle vesti di dirigente. Preso dal Barcellona, lo svedese fu uno dei punti di riferimento di quella squadra, in campo e fuori. Segnò nel Derby d'andata con l'Inter e chiuse il 2010/2011 con 21 gol (di cui 14 in campionato) in 44 partite. L'anno dopo, perse lo Scudetto contro la Juventus di Antonio Conte. Con Allegri allenatore, Ibrahimovic ha segnato 56 reti in 85 gare.

In qualità di uomo fiducia di Cardinale, certamente Massimiliano Allegri sarà di nuovo a stretto contatto con Zlatan, nella speranza di ripetere quanto fatto insieme nella prima esperienza in rossonero. E la mente non può non andare all'episodio in Champions League . La data è il 6 marzo 2012, si gioca Arsenal-Milan: i rossoneri, forti del 4-0 dell'andata, sembrano con un piede e mezzo ai quarti di finale, ma i Gunners spaventano Ibra e compagni vincendo 3-0. Quel giorno, come rivelato dallo svedese anni dopo, ci fu un acceso diverbio tra l'allenatore e l'attaccante, che a fine primo tempo diede a un calcio a un borsone.

"Avevamo perso 3-0 e lui era contento", ricordò Ibra. "Avevamo passato il turno, ma non c'era da ridere e gliel'ho fatto notare. Mi rispose dicendo di pensare a me, dato che avevo fatto ca*are. Gli risposi che in realtà era lui che aveva fatto ca*are". Due personalità forti, insomma, pronte a ritrovarsi in giacca e cravatta per riportare in alto il Milan.

La coppia Nesta-Thiago Silva

Alessandro NestaGetty

Dei tre anni al Milan, due Thiago Silva li ha trascorsi con Allegri in panchina. Considerato uno dei difensori più forti del nuovo Millennio, il brasiliano ha composto una formidabile coppia di centrali con Alessandro Nesta, una vera e propria leggenda del club rossonero. Un duo capace di proteggere in ogni modo la squadra che ha vinto uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, ma che nel 2012 si è sfaldato per via del ritiro dell'ex Lazio e dell'addio del brasiliano. Thiago Silva, invece, saluta e va al PSG, poi nel 2021 vince la Champions col Chelsea.

Il centrocampo Gattuso-Seedorf-Van Bommel

Gennaro Gattuso, Milan, DAZN Italia

Anche a centrocampo non manca la qualità: detto del rapporto con Pirlo, Allegri ha comunque a disposizione, soprattutto nei primi due anni, un centrocampo di sostanza e di qualità. Gennaro Gattuso, vicecapitano del Milan campione d'Italia, è fondamentale in quelle stagioni: basti pensare al gol a Torino contro la Juventus. I due olandesi, invece, garantiscono giocate e solidità fino al 2012, anno della rivoluzione rossonera al termine del campionato perso.

Kevin-Prince Boateng

Boateng è stato uno dei protagonisti assoluti del Milan campione d'Italia e non solo. L'ex Genoa arriva e vince il titolo, ma sarà decisivo pure in Supercoppa Italiana e negli anni successivi, tra gol strepitosi a Barcellona e Arsenal in Champions, compirà gesta ancora oggi ricordate con grande piacere dal popolo rossonero. Celebre anche la danza in stile Michael Jackson in occasione dei festeggiamenti per il diciottesimo Scudetto.

Fantasia al potere: gli ultimi mesi di Ronaldinho e Pato-Robinho

Alexandre Pato in allenamento con il MilanGetty

Con Allegri in panchina, Ronaldinho ha giocato gli ultimi mesi con la maglia rossonera. Va via infatti a gennaio 2011, ma nel frattempo ha modo di giocare 11 partite e segnare un gol in Champions League.

Ma è con altri due brasiliani, Pato e Robinho, che il Milan e il livornese scriveranno pagine di calcio e spettacolo. Il primo segnerà 20 gol in 51 partite, ma i 14 della Serie A 2010/2011, tra cui la doppietta nel Derby di ritorno contro l'Inter, saranno decisivi per la vittoria dello Scudetto.

L'ex Real, invece, arriva al Milan proprio insieme ad Allegri e resterà fino al 2014, al termine della stagione durante la quale il tecnico viene esonerato. Anche lui segna 14 gol nel campionato 2010/2011, contribuendo in modo importante al titolo.

Antonio Cassano

Antonio Cassano con la maglia dell'ItaliaGetty

Arrivato nel gennaio 2011, Antonio Cassano giocherà un anno e mezzo con il Milan, periodo che coinciderà con la prima metà del primo mandato di Allegri. 40 gol in 8 partite per "Fantantonio" e un rapporto non sempre idilliaco, soprattutto dopo lo Scudetto e nell'ultimo periodo in rossonero.

"Per Allegri contavo poco, ero la quinta-sesta-settima punta. Non mi promettere niente, ma almeno fammi sentire importante", disse il barese in una conferenza stampa risalente ai primi periodi all'Inter.