L'Italia ha vinto, viva l'Italia. Ma il successo ottenuto a Debrecen in pieno recupero lascia seri interrogativi sul futuro della nostra Nazionale.
Quella vista contro Israele è stata una squadra "folle" per usare le parole del CT Gattuso al termine della partita. E la follia, nel calcio, difficilmente porta risultati nel lungo periodo.
N/A
Certo, molti davanti alla TV si saranno divertiti, ma la verità è che quella di lunedì sera è stata una prestazione piena di errori e orrori in fase difensiva.
Gattuso d'altronde lo sa bene e ha più volte sottolineato come la sua Italia debba migliorare. Perché così la corsa verso i Mondiali resta in salita.
La coppia formata da Moise Kean e Mateo Retegui funziona, eccome.
Eccolo il dato più positivo che si porta via Gattuso dalla doppia sfida contro Estonia e Israele. Il CT ha avuto il coraggio di schierare insieme capocannoniere e vicecapocannoniere dello scorso campionato di Serie A.
Il risultato? Semplicemente devastante: due goal e quattro assist per Retegui di cui tre proprio al compagno di reparto, che contro Israele ha firmato una doppietta.
La sensazione è che scoppiare la coppia d'ora in avanti sarà molto difficile. A patto che, ovviamente, i due conservino lo stesso stato di forma e lavorino anche in fase di non possesso.
Perché a questa Nazionale, ora che ha trovato gli attaccanti, manca soprattutto una cosa. L'equilibrio.
Già contro l'Estonia, nonostante il livello degli avversari, l'Italia soprattutto in avvio di gara aveva rischiato qualcosa.
Ecco perché Gattuso a Debrecen ha cercato di metterci una pezza inserendo un marcatore puro come Gianluca Mancini e un centrocampista in più.
Correttivi che non sono però bastati ad evitare che Israele affondasse come il coltello nel burro della nostra difesa. Ogni volta che attaccava, di fatto, la selezione di Ben Shimon si è sempre resa estremamente pericolosa.
Gli Azzurri non sono mai riusciti a prendere le contromisure necessarie agli attaccanti avversari, in particolare Solomon ha fatto impazzire un Di Lorenzo ben lontano dalla versione napoletana.
Male, anzi malissimo, sia Mancini che Bastoni. Mentre le carenze difensive di Dimarco sono note da tempo. E se la soluzione fosse quel Leoni spedito due volte su due in tribuna da Gattuso? Chissà.
In realtà anche le scelte iniziali di Gattuso contro Israele non hanno convinto.
Specie nei primi venti minuti l'Italia in campo ci ha capito davvero poco. Colpa anche di un modulo ibrido tra 3-5-2 e 4-4-2 che ha messo in seria difficoltà soprattutto la fascia sinistra degli Azzurri.
Dimarco spesso si è ritrovato solo, mentre Tonali non trovava la posizione: mezzala o esterno? Nel secondo tempo le cose sono andate decisamente meglio quando Gattuso ha spostato il giocatore del Newcastle sulla sinistra.
E non a caso proprio Tonali è salito in cattedra risultando ancora una volta tra i migliori e firmando il goal del definitivo 4-5 in pieno recupero.
Ora però toccherà a Gattuso capire come schierare la sua Italia senza rinunciare alla coppia Kean-Retegui ma anche senza esporre troppo il centrocampo, a tratti letteralmente travolto da Israele con Locatelli e Barella in grande difficoltà.
Gattuso alla vigilia lo aveva detto, d'altronde, per vincere a volte non servono solo le qualità ma soprattutto il cuore. E da quel punto di vista, oggettivamente, alla sua prima Italia c'è pochissimo da rimproverare.
Il nuovo CT sembra aver già trasmesso al gruppo il carattere che metteva in campo quando era lui a indossare la maglia azzurra lì nel mezzo. Sempre lì.
L'Italia infatti è andata sotto ben due volte contro Israele ma ha sempre reagito. E anche dopo essersi fatta rimontare il doppio vantaggio, da 2-4 a 4-4, gli Azzurri sono riusciti a trovare la zampata per portare a casa i tre punti. Pesantissimi.
Già perché di tempo per migliorare ce n'è ancora. Mentre una mancata vittoria contro Israele avrebbe di fatto scritto la parola fine al sogno di agguantare il primo posto del girone ed evitare i playoff.
L'appuntamento ora è tra un mese, quando Gattuso e i suoi uomini affronteranno di nuovo Estonia e Israele. Italia rimandata ad ottobre, insomma. Ma per ora va bene così.