
L'edizione numero 113 del Tour de France ha preso il via sabato 4 luglio con la tappa di Barcellona. I corridori più forti al mondo si daranno battaglia nella Grande Boucle dal 4 al 26 luglio per portare la maglia gialla fino all'arrivo dell'ultima tappa sugli Champs-Elysées.
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L'ultima tappa di Parigi, accorciata a 88,7 km per l'emergenza incendi, è stata vinta da Mathieu van der Poel. Dopo la sfilata celebrativa dei leader, la corsa è esplosa sul circuito di Montmartre con un attacco dello stesso olandese e di Pogacar. I due hanno pedalato in sintonia finché lo sloveno ha mollato a 300 metri dal traguardo, lasciando la vittoria all'alleato di giornata. Van der Poel ha resistito al ritorno del gruppo, precedendo il compagno Philipsen per una doppietta storica della Alpecin-Premier Tech.
Tadej Pogacar ha così celebrato il suo quinto Tour de France, eguagliando il record di leggende come Merckx, Hinault, Anquetil e Indurain. Il podio finale della classifica generale è stato completato da Remco Evenepoel, secondo, e dal giovane talento Isaac del Toro, terzo. La maglia verde è stata vinta da Mads Pedersen, mentre la maglia a pois e il premio della combattività sono andati a Richard Carapaz. Isaac del Toro ha conquistato la maglia bianca, portando per la prima volta il Messico sul podio finale della Grande Boucle. La classifica a squadre è stata vinta dalla Lidl-Trek, a coronamento di un Tour solido per la compagine statunitense. Pogacar ha chiuso la passerella alzando la mano aperta con le cinque dita, simbolo del suo ingresso definitivo nel mito del ciclismo.
La ventesima tappa è stata vinta da Richard Carapaz. L'ecuadoriano ha bissato il successo di tappa precedente, blindando definitivamente la maglia a pois. La frazione regina è stata caratterizzata dalla sfortunata caduta di Sepp Kuss durante la scalata. Il giovane Paul Seixas ha tentato un attacco disperato sul Col de Sarenne per puntare al podio. Tadej Pogacar si è messo eccezionalmente al servizio di Isaac del Toro in veste di gregario. Lo sloveno ha scortato il compagno per difendere il suo terzo posto storico dagli attacchi rivali. La tappa si è conclusa con Evenepoel secondo, confermando le prime tre posizioni della generale.
La 19ª tappa del Tour è stata vinta da Tadej Pogacar che ha trionfato in solitaria con un'azione leggendaria. Dopo una fuga iniziale di oltre 40 corridori, la corsa si è accesa sulle rampe finali, dove lo sloveno ha sferrato un attacco micidiale già al primo chilometro di salita. Pogacar ha frantumato il record storico di scalata di Marco Pantani, fermando il cronometro a 35'26" e riprendendo gli ultimi fuggitivi a 800 metri dal traguardo. Mentre Richard Carapaz ha conquistato la maglia a pois per un solo punto chiudendo terzo, Lenny Martinez ha ottenuto il secondo posto di tappa. Remco Evenepoel ha concluso al sesto posto, rallentato anche da folla e moto, vedendo il suo distacco in classifica generale salire a 7'11". La prestazione dello sloveno consolida il suo dominio assoluto, nonostante una squadra UAE indebolita dai malanni di diversi componenti.
La diciottesima tappa è stata vinta da Richard Carapaz, trionfatore in solitaria sul traguardo di Orcières-Merlette. L'ecuadoriano ha promosso una fuga con Jorgenson, Schmid e Paret-Peintre, quest'ultimo vincitore di diversi gran premi della montagna. Carapaz ha sferrato l'attacco decisivo a 4,1 km dalla vetta, bissando l'azione ai -3,3 km per staccare definitivamente i suoi rivali.
Mauro Schmid e Matteo Jorgenson hanno chiuso rispettivamente al secondo e terzo posto, staccati di 45 secondi dal vincitore. Il gruppo dei migliori, controllato dalla Red Bull-BORA-hansgrohe, è giunto al traguardo con un ritardo di 4' 35". Tadej Pogacar ha mantenuto la maglia gialla, conservando un vantaggio di 4' 32" su Remco Evenepoel e 6' 51" su Isaac del Toro.
La diciassettesima tappa ha visto il trionfo del belga Jasper Philipsen. La frazione è stata caratterizzata da una maxi-fuga iniziale di quasi 50 corridori, nata sulle rampe dei primi strappi della giornata. Col passare dei chilometri, il gruppo di testa si è assottigliato fino a 26 unità che si sono giocate il successo sul traguardo. Fondamentale è stato il lavoro di Mathieu van der Poel, che ha protetto e lanciato perfettamente Philipsen negli ultimi metri.
Il belga ha battuto nettamente allo sprint Mauro Schmid e Olav Kooij, sbloccandosi finalmente in questa edizione della corsa. La maglia gialla Tadej Pogacar ha trascorso una giornata tranquilla, chiudendo nel gruppo principale a oltre 8 minuti senza variazioni in classifica.
La cronometro di 26,1 km è stata vinta da Remco Evenepoel. Il belga ha dominato in 32'19", precedendo di 28" Tadej Pogacar, che ha comunque conservato saldamente la maglia gialla. Sul podio di giornata è salito Mattias Skjelmose, mentre l'italiano Mattia Cattaneo ha concluso con un eccellente sesto posto. L'evento più critico è stata la caduta e il ritiro di Florian Lipowitz, che occupava la quinta posizione in classifica. Lo stesso Pogacar ha rischiato di cadere nella medesima curva, optando per una condotta prudente nel finale della prova. Per Evenepoel si tratta del nono sigillo stagionale e della seconda vittoria di tappa consecutiva in questo Tour.
La quindicesima tappa con arrivo in quota al Plateau de Solaison è stata vinta dal belga Remco Evenepoel in volata. La frazione è stata segnata dal drammatico ritiro di Jonas Vingegaard, caduto rovinosamente a 21 chilometri dal traguardo. Nelle fasi iniziali, Jasper Philipsen si è aggiudicato lo sprint intermedio di Saint-Laurent-en-Grandvaux superando Pedersen e Girmay. Una numerosa fuga di ventiquattro corridori, inclusi Pidcock e Yates, ha animato la giornata prima di essere riassorbita.
Sulla salita finale, la UAE Team Emirates ha imposto un ritmo altissimo per favorire Isaac del Toro, giunto poi terzo. Evenepoel è riuscito a resistere agli allunghi e a battere la maglia gialla Tadej Pogacar negli ultimi metri della gara.
La quattordicesima tappa è stata vinta da Tadej Pogacar, al suo quarto successo in questo Tour. Dopo il forcing della Decathlon, lo sloveno ha sferrato l'attacco decisivo a 1,5 km dalla vetta del Col du Haag. Pogacar ha staccato nettamente Jonas Vingegaard, arrivando al traguardo con un vantaggio di 38 secondi. Isaac del Toro ha chiuso secondo battendo in volata Paul Seixas, mentre Vingegaard e Remco Evenepoel sono finiti ai piedi del podio. Nelle fasi iniziali, Jasper Philipsen si era aggiudicato lo sprint intermedio di Mulhouse superando Mads Pedersen.
Lo svizzero Mauro Schmid ha vinto la tredicesima tappa al termine di una volata a due. La frazione, la più lunga di questo Tour, ha registrato una media oraria record di quasi 50 km/h. Una maxi-fuga di 57 corridori ha animato la giornata, con Tom Pidcock protagonista capace di risalire al 4° posto in generale. La corsa si è infiammata sulle pendenze del Ballon d'Alsace, dove il gruppo di testa si è selezionato drasticamente. Nel finale Schmid e Harold Tejada hanno sorpreso gli inseguitori, arrivando a giocarsi la vittoria in un duello serratissimo. Lo svizzero ha preceduto Tejada di pochi centimetri, mentre Pidcock ha regolato il gruppetto inseguitore per il terzo posto.
Il velocista belga Tim Merlier si è aggiudicato la dodicesima tappa. La fuga di giornata ha visto protagonista Veistroffer, successivamente raggiunto da Damiano Caruso, Vercher e Costiou. Nel finale la Lidl-Trek ha cercato di scompaginare i piani dei velocisti con le accelerazioni di Quinn Simmons. L'ultimo chilometro è stato segnato da una caduta che ha coinvolto Fernando Gaviria e Søren Wærenskjold. Merlier ha battuto in volata Olav Kooij e Jasper Philipsen, mentre Tadej Pogacar ha conservato la maglia gialla.
L'undicesima tappa è stata vinta dal norvegese Søren Wærenskjold del team Uno-X Mobility. Si è trattato della frazione più veloce nella storia della Grande Boucle, corsa a una media record di 50,91 km/h. La gara è stata animata dalla fuga di Alaphilippe, Charmig, Le Berre e Oliveira, ripresi solo a 6 km dall'arrivo. Il gruppo ha controllato un finale nervoso dove Wærenskjold ha sorpreso tutti con uno sprint anticipato e potentissimo. Il norvegese ha resistito al ritorno di Olav Kooij e Jasper Philipsen, centrando il suo primo successo al Tour. In classifica generale la situazione resta invariata, con Tadej Pogacar che conserva saldamente la maglia gialla.
Tadej Pogacar ha vinto in solitaria la decima tappa riscattando la sconfitta subita due anni prima sullo stesso traguardo. Dopo un'azione di Richard Carapaz sul Puy Mary, lo sloveno ha sferrato l'attacco decisivo sul Col de Pertus, superando l'ecuadoriano e involandosi verso l'arrivo. Alle sue spalle, Remco Evenepoel ha saputo gestire un momento di crisi rimontando fino al secondo posto, davanti alla sorpresa Paul Seixas. Grazie a questa prova di forza, la maglia gialla ha incrementato il proprio vantaggio in classifica generale su Jonas Vingegaard.
Mathieu van der Poel ha vinto la nona tappa in una giornata di caldo torrido nel Massiccio Centrale che ha costretto ad accorciare la tappa di 30 km. L'olandese si è imposto partendo dalla fuga, conquistando così il suo terzo successo in carriera alla Grande Boucle. La squadra della maglia gialla, la UAE Team Emirates, ha controllato l'azione mantenendo il divario costante intorno al minuto.
Al secondo e terzo posto si sono piazzati rispettivamente Tobias Johannessen e Tom Pidcock, battuti nello sprint dei fuggitivi. Il plotone principale, regolato in volata da Filippo Ganna, ha chiuso la corsa con soli 6 secondi di ritardo dai primi. Tadej Pogacar ha conservato la maglia gialla concludendo in sicurezza la frazione che precedeva il primo giorno di riposo.
L’ottava tappa è stata vinta in volata da Tim Merlier, al suo secondo successo consecutivo in questo Tour. La frazione è stata caratterizzata da una lunga fuga di Liam Slock, Jakub Otruba e Thibault Guernalec, riassorbita solo nelle fasi conclusive. Slock ha tentato un ultimo coraggioso attacco solitario, ma il lavoro delle squadre dei velocisti ha annullato il tentativo prima del traguardo. Nonostante il caldo intenso e due GPM di quarta categoria, lo sprint di Bergerac ha confermato la netta superiorità del belga della Soudal Quick-Step. Tadej Pogacar ha mantenuto senza problemi la maglia gialla, concludendo la giornata in sicurezza protetto dal plotone principale.
La settima tappa ha visto il trionfo in volata del belga Tim Merlier. La frazione è stata caratterizzata dalla fuga di Veistroffer e Otruba, riassorbita dal gruppo a 18 km dal termine. Nello sprint finale, Merlier ha prevalso su Søren Wærenskjold e Biniam Girmay nonostante l'assenza del suo ultimo uomo. Tadej Pogacar ha mantenuto la maglia gialla restando al sicuro nel gruppo dei migliori per tutta la giornata.
Tadej Pogacar ha vinto la sesta tappa con un attacco solitario sul Col du Tourmalet lanciato a 42 km dal traguardo. Lo sloveno ha inflitto un distacco di 2'38" al rivale Jonas Vingegaard, dimostrando una superiorità netta sulle grandi salite dei Pirenei. Grazie a questa impresa, Pogacar ha riconquistato la maglia gialla ai danni di Torstein Træen, crollato in classifica con oltre 20 minuti di ritardo. Il podio di giornata è stato completato dal compagno Isaac del Toro, a conferma del dominio assoluto della UAE Team Emirates.
Olav Kooij ha conquistato la quinta tappa, vincendo la prima volata di gruppo sul traguardo di Pau. La frazione è stata animata dalla fuga solitaria di Baptiste Veistroffer, neutralizzata a 14 chilometri dal termine prima della preparazione dello sprint finale. Una caduta a circa 5 km dall'arrivo ha creato caos nel finale, coinvolgendo senza gravi conseguenze anche Jonas Vingegaard e la maglia gialla Torstein Træen. L'olandese ha battuto nettamente Max Kanter e Tim Merlier, mentre Træen è riuscito a mantenere il primato nella classifica generale.
Mads Pedersen ha conquistato la quarta tappa del Tour de France 2026 trionfando in una volata a ranghi ridotti dopo una spettacolare maxi fuga di 34 corridori. L'azione si è selezionata progressivamente sui GPM del Col de Coudons e del Col de Montségur, lasciando in testa solo dieci uomini che hanno guadagnato circa tredici minuti sul gruppo dei favoriti. Il danese della Lidl-Trek ha battuto allo sprint Quinn Simmons e Raúl García Pierna, sfruttando il lavoro della squadra che ha tenuto chiusa la corsa nel finale. Grazie all'enorme vantaggio accumulato, il norvegese Torstein Træen è diventato il nuovo leader della classifica generale, sfilando la maglia gialla a Tadej Pogacar.
Tadej Pogacar ha vinto la terza tappa e ha indossato la maglia gialla, superando Vingegaard grazie ai migliori piazzamenti. Il percorso di 195,9 km con quasi 4.000 metri di dislivello ha visto Alex Baudin animare una lunga fuga che ha impensierito i leader della generale. La UAE Team Emirates ha orchestrato l'inseguimento, ricongiungendo il gruppo prima della salita finale di 1,7 km verso il traguardo francese. Nello sprint conclusivo a Les Angles, lo sloveno ha battuto Vingegaard e Carapaz grazie all'ottimo supporto fornito da Isaac del Toro.
Il messicano Isaac del Toro ha vinto la seconda tappa siglando una splendida doppietta per la UAE Emirates insieme a Tadej Pogacar. La frazione si è decisa sull'impegnativo circuito finale di Barcellona che prevedeva tre scalate alla salita del Montjuïc, con rampe che toccavano il 13% di pendenza. Jonas Vingegaard è riuscito a difendere la maglia gialla chiudendo nel gruppo dei migliori, nonostante i ripetuti attacchi dei suoi diretti rivali per la classifica. La tappa è stata caratterizzata da un caldo intenso e dal tentativo finale di Remco Evenepoel, frenato da una mossa azzardata all'ultima curva.
Il team Visma-Lease a Bike ha vinto la cronosquadre inaugurale di 19,6 km a Barcellona, portando Jonas Vingegaard a indossare la prima maglia gialla. Dopo un avvio velocissimo dal Parc del Fòrum e il passaggio iconico alla Sagrada Família, la tappa si è decisa sull'impegnativa salita finale verso lo Stadio Olimpico di Montjuïc.
La prova è stata caratterizzata dalla novità regolamentare dei tempi individuali registrati per la classifica generale, nonostante la vittoria di tappa fosse basata sul primo corridore del team. Il team di Filippo Ganna ha chiuso al secondo posto con un distacco di soli 7 secondi, precedendo la squadra di Tadej Pogacar arrivata terza a 11 secondi.
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