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L’uomo delle notti importanti: Immobile si lascia l’infortunio alle spalle e il Bologna ritrova l’arma che cercava

GOAL

Esperienza e leadership: Immobile può finalmente dimostrare perché il Bologna ha creduto in lui. Ora inizia davvero la sua avventura in rossoblù.

"Sono il signor Wolf, risolvo problemi", diceva Harvey Keitel in Pulp Fiction, cult degli anni ’90 firmato Quentin Tarantino.

E, in fondo, Ciro Immobile è proprio questo. Il Bologna lo ha voluto con forza in estate per notti come questa: prendersi la responsabilità del rigore decisivo e spedirlo all’incrocio dei pali, regalando ai rossoblù la prima storica finale di Supercoppa Italiana.

Vincenzo Italiano può finalmente sorridere, consapevole che l’infortunio dell’ex Lazio è ormai alle spalle e che ora ha tutte le cartucce a disposizione. L’ultima avventura italiana di Immobile può davvero cominciare.

IN CAMPO NEL FINALE: UN QUARTO D'ORA PER LA GLORIA

Ad un quarto d’ora dalla fine, Italiano ha deciso di cambiare i suoi attaccanti.

Fuori Castro, autore di 75 minuti non del tutto convincenti, dentro Ciro Immobile.

L’ex Lazio tocca pochi palloni, ma si scalda il giusto per arrivare pronto dal dischetto, entrando pienamente con la testa nella partita.

DAL DISCHETTO È GLACIALE: 87 CENTRI SU RIGORE

Dopo una serie quasi comica di rigori, con cinque errori consecutivi interrotti dai goal di Rowe e de Vrij, il pallone del rigore decisivo finisce, come ormai prevedibile, tra i piedi di Ciro Immobile.

L’ex Lazio ha una responsabilità enorme: trasformare dagli undici metri il goal che vale la prima storica finale di Supercoppa Italiana del Bologna.

Immobile non lascia spazio a dubbi: tiro potentissimo all’incrocio dei pali e Inter eliminata. I rossoblù affronteranno il Napoli di Conte per il trofeo.

La statistica è impressionante: sono ben 87 i centri dal dischetto in carriera, tra club e Nazionale, per un vero e proprio specialista dal dischetto.

ESPERIENZA E LEADERSHIP PER IL BOLOGNA

L'arrivo di Immobile a Bologna in estate non è stato affatto casuale. Per chi si chiedeva perché i rossoblù, già dotati di Castro e Dallinga, avessero investito su un altro attaccante, non proprio giovanissimo, ecco la risposta.

Immobile, che a febbraio compirà 36 anni, è l’esperienza che mancava alla squadra di Italiano e che può rivelarsi decisiva in momenti come questo.

Accanto al 21enne Castro e al 25enne Dallinga, il classe 1990 ha il duplice compito di far crescere i compagni e di essere pronto quando conta.

L’infortunio subito all’inizio del campionato contro la Roma ne aveva limitato l’impatto, ma ora Immobile è finalmente a piena disposizione e tutto può andare secondo i piani.

ITALIANO LO ESALTA: "LO ABBIAMO PRESO PER QUESTO"

Dopo il successo contro l'Inter, non sono mancate parole dolci di Italiano nei confronti di Immobile:

"Ciro lo abbiamo preso per questo. Ci ha ripagato della fiducia che abbiamo in lui. 

Bravissimo lui, il rigore decisivo è capitato sui piedi di chi in questi anni ha dimostrato di essere un cecchino infallibile e ci ha portato in finale".