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Meloni e Francesca Lollobrigida unite per gli 80 anni del voto alle donne

Gazzetta

Giorgia Meloni usa una metafora sportiva per parlare della parità di genere: "La vera libertà per me resta potersi guadagnare sul campo la propria posizione e non aspettare che quella posizione venga concessa. Ho sempre pensato che il compito dello Stato non sia stabilire a tavolino quante donne debbano ricoprire determinate posizioni in ogni ambito perché lo Stato non può giocare la partita al posto delle persone, quello che però lo Stato deve riuscire a fare è garantire che la partita non sia truccata, che non ci sia cioè una metà campo in piano e un'altra in salita, metà pista libera e metà pista piena di ostacoli". Parole chiare con cui la premier ha sottolineato il percorso per la parità di genere, partendo dal suffragio universale ottenuto 80 anni fa. L'occasione era infatti la conferenza "1946-2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant'anni" all'Accademia della Scherma - Casa delle Armi del Foro Italico. 

Con lei tantissime donne di talento, tra cui uno stuolo di sindache con fascia tricolore, imprenditrici, giganti della musica come Arisa e anche campionesse dello sport, come Deborah Compagnoni, Manuela Di Centa e la due volte campionessa olimpica Francesca Lollobrigida: "Le mie medaglie sono frutto di anni di sacrifici, il mio è uno sport individuale ma dietro c'è un lavoro di squadra davvero forte, a partire da mio marito, la famiglia, la federazione e il gruppo sportivo. Io ho avuto il coraggio di non rinunciare né alla famiglia né alla carriera, è stata una sfida coraggiosa perché nel mio sport nessuno lo aveva mai fatto, una sfida che ho vinto. Dei due ori conquistati in Italia mi porterò sempre nel cuore l'amore che ho sentito dalla gente. Non me lo sarei mai aspettato, perché il mio sport non è molto mediatico, ma aver trasmesso la mia storia di mamma atleta è stato davvero importante". E sul futuro rivela: "Sono in partenza per i Mondiali, poi voglio allargare di nuovo la famiglia e dopo potrei mettermi in gioco un’altra volta...".

Sulle donne è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Voglio partire da Ondina Valla, primo oro olimpico nel 1936, costretta a saltare Los Angeles perché troppo giovane per viaggiare sola con gli uomini. Adesso siamo praticamente arrivati alla parità di partecipazione degli atleti, di strada ne è stata fatta. A Milano Cortina le donne hanno vinto 6 ori su 10, ma abbiamo ancora solo un presidente federale donna su 51. Sono convinto che riusciremo a fare crescere la predisposizione delle donne all’attività manageriale nello sport. È una crescita di civiltà che questo governo cerca di mettere in campo in ogni circostanza"