
Lo scherzo del destino è che si comincia nella terra con la bandiera cromaticamente più vicina alla nostra. Il pensiero è sempre lì inevitabilmente, ma ora basta: a 50 giorni dall’inizio del Mondiale è arrivato il momento di pensare a tutto ciò che sarà questo viaggio - a prescindere - e non a quello che sarebbe potuto essere.
Quella maledetta FOMO (fear of missing out), che ormai fa parte di tutti noi, concentriamola sulle cose che proprio non dobbiamo perderci dei primi quattro gironi del Mondiale più grande di sempre e che siamo pronti a raccontarvi come mai nessuno ha fatto.
Dunque in Messico, il prossimissimo 11 giugno, alle ore 21 (in Italia) la gara inaugurale: Messico-Sudafrica. Nel Mondiale delle prime volte ci sarà anche un record per Città del Messico che diventerà la prima città a ospitare tre partite inaugurali di un Mondiale (dopo le edizioni del 1970 e del 1986).
È la stessa gara inaugurale del Mondiale 2010 in Sudafrica, e si giocò nello stesso giorno, quella per intenderci del gol forse più virale a una gara inaugurale, quella del gol di Siphiwe Tshabalala e il simpatico balletto. Finì 1 a 1 e nel pacchetto portieri dei messicani c'era già all'epoca Guillermo Ochoa. A 40 anni "Memo" sta ancora giocando, a Cipro, e molto probabilmente verrà convocato come terzo portiere della selezione allenata da Javier Aguirre, diventando così il primo calciatore in assoluto nella storia ad essere convocato a sei diverse edizioni della Fifa World Cup.
Dalla nostra Serie A dovrebbero esserci Santi Gimenez del Milan e Johan Vasquez del Genoa. Chissà se per il Messico sarà l'occasione giusta, in casa, di sfatare la maledizione delle 5 partite. Mai infatti “La Tricolor” ha giocato più di cinque partite nelle ultime 7 fasi finali del torneo.
La seconda di queste al girone sarà sicuramente contro la Corea del Sud, a Guadalajara, allenata da Hong Myung-bo dal luglio 2024. I più attenti e rancorosi lo ricorderanno come il capitano di quella nefasta Corea che ci eliminò nel 2002, ma in realtà è ben oltre: è il giocatore coreano con più presenze nella fase finale della Coppa del Mondo FIFA con 16 partite, partecipando consecutivamente alle edizioni di Italia 1990, USA 1994, Francia 1998 e, appunto, Corea-Giappone 2002 dove trascinò la sua nazionale al punto più alto della sua storia, la semifinale. A proposito di icone dovrebbe essere l'ultimo Mondiale di Son, il suo posto lo prenderà sicuramente Lee Kang In del PSG.
A completare il Girone A la Repubblica Ceca, di ritorno ad una fase finale della Coppa del Mondo Fifa dopo vent'anni, l'ultima apparizione nel 2006. Anche qui un record: sarà guidata dal 74enne Miroslav Koubek, destinato a diventare l’allenatore più anziano nella storia di un Mondiale.
Vaughn Ridley/Getty Images
La seconda nazione ad aprire le porte di questo mondiale sarà il Canada, venerdì 12 giugno alle nostre 21 a Toronto, difatti la seconda delle tre gare inaugurali. Per i biancorossi è la terza partecipazione dopo Messico 1986 e Qatar 2022, rientranti da un'assenza lunga 34 anni.
Guidati dal commissario tecnico statunitense Jesse Marsch l'obiettivo sarà aumentare il numero di gol canadesi nella storia del mondiale anche perché sapete quanti ne ha segnati il Canada fin ora? Due. E invece il miglior marcatore di sempre nella storia del Canada ai Mondiali? Uno! Alphonso Davies contro la Croazia nel 2022. Quello è stato l'unico gol di un canadese nella storia dei Mondiali, perché l'altro fu un autogol di Aguerd in Canada - Marocco. A cercare gioia tra i nordamericani anche lo juventino Jonathan David, l'ex interista Buchanan e Ismael Kane del Sassuolo.
Di fronte si ritroveranno nella prima partita la Bosnia-Erzegovina, e qui concediamoci tutti un respirone. Lo sappiamo, li conosciamo bene, i ragazzi allenati da Sergej Barbarez sono al secondo Mondiale senza mai essersi qualificati ad un Europeo, il primo fu quello del 2014 in Brasile, con l'esordio al Maracanà contro l'Argentina. Di quella selezione sono rimasti solo il sempreverde Edin Dzeko e l'atalantino Kolasinac. Da seguire ci saranno i giovani Esmir Bajraktarević e Kerim Alajbegović che abbiamo ancora negli occhi e la rivelazione in difesa della nostra Serie A Tarik Muharemovic.
Una delle nazionali che annovera più "italiani" è sicuramente la Svizzera, potenzialmente sono sei nel roster di Murat Yakin a rappresentare il nostro campionato: Sohm, Freuler, Akanji, Athekame, Jashari e Ulisses Garcia.
Prima qualificazione da Paese non ospitante per il Qatar, dopo aver ospitato la FIFA World Cup del 2022 giocando la gara inaugurale contro l'Ecuador. È stata la rivelazione e la campionessa dell'ultima edizione della Coppa d'Asia, da un anno a questa parte è allenata dallo spagnolo Julen Lopetegui, tornato nelle vesti di CT dopo l'ultima esperienza con la Spagna del 2018 dove fu “scaricato” dalla federazione spagnola a pochi giorni dall'inizio di Russia 18.
EFE
Cerchi una squadra da tifare al Mondiale? Il Brasile del nostro Carlo Ancelotti può essere una buona risposta. Di scena a New York per la prima partita il 13 giugno (da noi sarà mezzanotte) nella partita forse più interessante dei primissimi giorni di torneo contro il Marocco, la Seleção è avvolta dal solito entusiasmo precompetizione che l'ha sempre contraddistinta e il fatto che ci sia il tecnico italiano alla guida non fa che aumentare l’attenzione su di lei, non lo nascondiamo anche da parte nostra.
Chiaramente stiamo parlando della nazionale più vincente di sempre in questa competizione distante una sola vittoria dai 250 punti ottenuti nella FWC. Ha la percentuale di vittorie più alta (il 67%), dunque il maggior numero di partite vinte e dunque quella che ha vinto più mondiali: cinque. Oltre che essere l'unica ad aver partecipato a tutte le 22 edizioni della Coppa del Mondo. Individualmente gli occhi puntati saranno su tre grandissime stelle del calcio europeo: Marquinhos, Raphinha e Vini, in attesa di una risposta definitiva su un romantico ma difficile ritorno di Neymar. Pochi e difensori i brasiliani osservati da Ancelotti in Serie A: Bremer della Juve, Wesley e forse il prossimo Campione d'Italia Carlos Augusto.
Se il Brasile cerca riscatto, il Marocco rispetto a Qatar 22 cerca conferme. I "Leoni dell'Atlante" hanno cambiato a cento giorni dall'inizio del Mondiale la guida tecnica che sarà Mohamed Ouahbi, chiamato a sostituire Walid Regragui, autore di un'impresa nella scorsa edizione arrivando in semifinale e ottenendo un quarto posto senza precedenti. Oltre che aver vinto, tra le infinite polemiche, formalmente l’ultima edizione della Coppa dAfrica. Tra l'altro qualche mese dopo la fine dell'avvincente avventura qatarina, proprio contro il Brasile il Marocco in un'amichevole si tolse la soddisfazione di essere la prima e unica nazione araba a battere il Brasile.
Oltre che una ricerca della continuità questo per i rossoverdi sarà un Mondiale dove sarà importante gettare le basi in vista del 2030, infatti, assieme a Portogallo e Spagna, il Marocco sarà uno dei paesi ospitanti della prossima edizione e al CT Ouahbi è stato dato l'incarico di costruire una selezione pensando anche al futuro. Ne è un esempio il 2001 della Roma Neil El Aynaoui, molto probabilmente l’unico marocchino convocabile in Serie A.
È stata addirittura più volte invece definita "colonia" quella di scozzesi protagonisti sui nostri campi. Dal più rappresentativo McTominay insieme al compagno Gilmour, agli ormai veterani Ferguson, Adams e Doig, fino ai recenti Miller e Bowie, sono ben sette potenzialmente i convocatili dal CT Steve Clarke che ha riportato la sua nazione dopo 23 anni di digiuno da Europeo e Mondiale a disputare una fase finale. Il sessantaduenne commissario tecnico si ritirerà come previsto dopo questo torneo, lo farà come uno dei più grandi, se non il più grande, ad aver ricoperto questo incarico.
L'esordio della Scozia di "McFratm" al Mondiale è previsto domenica 14 giugno alle nostre 3 di notte e l’avversario sarà Haiti. Che attenzione, non è un esordiente al Mondiale: chi c'era nel '74 se la ricorda come una delle avversarie dell'Italia al girone di quella edizione della Coppa del Mondo. Il nostro amico Emanuele Giaccherini invece se la ricorda avendoci segnato contro in un’ amichevole in Brasile 19 secondi dopo il calcio d'inizio, facendolo diventare il gol più veloce della storia della nostra Nazionale.
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Terzi padroni di casa, e ultimi a cominciare, gli Stati Uniti di Maurizio Pochettino. Kick-off il 13 giugno alle 3 di notte da noi a Los Angeles contro il Paraguay, si giocherà però al modernissimo Los Angeles Stadium di Inglewood, non allo storico Rose Bowl di Pasadena che abbiamo visto con l'Inter alla Club World Cup e che soprattutto ci ricordiamo per il rigoraccio di Baggio a USA '94. Ecco, 32 anni dopo il popolo statunitense torna a ricevere l'élite del Soccer globale e la propria nazionale non ha intenzione di sfigurare, anzi. Già la scelta del CT è un' indicazione, dopo l'uscita di Gregg Berhalter a settembre 2024 la scelta di Pochettino è molto ambiziosa considerando il suo recente curriculum con le squadre di club europeo. A disposizione avrà tantissima Italia e di qualità con due nomi su tutti: McKennie e Pulisic. Oltre a loro da ricordare c'è Musah dell’Atalanta, l'ex juventino Weah e addirittura dalla nostra Serie B il portiere del Cesena Jonathan Klinsmann avrebbe avuto una possibilità, ma il recente infortunio gli ha cancellato il sogno.
Come detto il primo avversario sarà il Paraguay, un gradito ritorno dopo quella dolorosissima eliminazione nel 2010 agli ottavi contro la Spagna dove Cardozo sbagliò il rigore nel finale di partita e nell'azione successiva gli spagnoli ottennero un rigore a favore. David Villa sbagliò la prima volta, ma poi la beffa: venne fatto ripetere e in quel caso poi segnò, Paraguay eliminato e poi Spagna campione del mondo. Una botta emotiva talmente forte che al giro dopo di qualificazione sono arrivati ultimi. In questa edizione saranno guidati dall'esperto CT Gustavo Alfaro, istituzione del calcio sudamericano avendo già svolto questo incarico con Ecuador e Costa Rica. Consigliamo di seguire i talentini Almiron ed Enciso, che stanno incantando la Premier, chissà se anche loro parlano il guaranì, la lingua che i paraguaiani usano per non farsi capire in campo.
Altra squadra se sei un italiano per cui fare tantissimo il tifo: la Turchia di Vincenzone Montella. Onestamente non si può non volergli bene. Ha fatto un lavoro strepitoso premiato con la qualificazione agli spareggi ai danni del Kosovo, riportando una delle nazioni che vive più di calcio al mondo al Mondiale dopo ventiquattro lunghissimi anni. L'ultima apparizione in Corea-Giappone nel 2002 e che ultima apparizione visto che arrivarono terzi, dietro Brasile e Germania. Potenzialmente anche in questa edizione possono issarsi a rivelazione del torneo, avendo a disposizione due dei migliori talenti del calcio moderno: Kenan Yildiz e Arda Guler, serenamente inseribili in una top 11 Mondo. Non dimenticabili il capitano Hakan Calhanoglu, reduce dall'ennesima stagione pazzesca con l'Inter, e il difensore della Roma Celik.
Insomma, l'esordio della Turchia merita di essere visto: ore 6, all'alba, live su DAZN direttamente da Vancouver c'è Australia-Turchia. Sarà il 14 giugno, una domenica, puoi decidere se svegliarti presto o restare direttamente sveglio dopo la serata, di fronte al mare mentre fai colazione con la brioche e il caffè, oppure semplicemente sul lettino in spiaggia, o anche a casa avendo una giustificazione valida da dare ai tuoi genitori per essere ancora sveglio.
Fai tu, noi siamo pronti a sostenervi e a garantirvi ogni scusa da usare, a qualsiasi ora, dall'alba al tramonto. Gasiamo.



