Il risultato non è stato favorevole, così come il secondo tempo, che ha messo in luce quanto lavoro ci sia ancora da fare per Massimiliano Allegri.
Tuttavia, la sfida contro l’Arsenal non è certo da archiviare come negativa: diversi sono gli aspetti positivi da sottolineare in questo nuovo Milan.
Sin dai primi minuti è emersa una squadra attenta in fase difensiva, compatta e organizzata nel cercare di limitare le occasioni avversarie. In fase offensiva, invece, i rossoneri hanno provato a colpire puntando sulla fantasia, soprattutto attraverso le iniziative di un ispirato Rafael Leao.
Primo e secondo tempo hanno mostrato differenze sotto molti aspetti, ma un filo conduttore ha unito entrambe le frazioni: la centralità della fase difensiva.
Pulisic è stato il primo a dare il via al pressing alto, disturbando la retroguardia e la mediana dell’Arsenal per ostacolarne l’impostazione dal basso.
Una volta superata la metà campo, il Milan ha costantemente cercato di ricompattarsi dietro la linea della palla, costruendo un blocco solido e difficile da superare.
Del resto, Allegri è stato chiaro sin dall’inizio: negli ultimi vent’anni, quasi sempre è stata la miglior difesa a vincere il campionato. Il suo obiettivo è rendere questo Milan un bunker difficilmente violabile.
Soprattutto nel primo tempo, il Milan ha cercato di mantenere il possesso del pallone attraverso un fraseggio basso, spesso sterile ma funzionale a prendere il controllo del ritmo di gioco.
In questo contesto è emersa la centralità di Ricci, che si è sempre fatto trovare pronto, rivelandosi fondamentale nel legare i reparti e nell’avviare le manovre offensive.
L’ex Torino ha cercato costantemente spazi tra le linee dell’Arsenal, mostrando personalità e intelligenza tattica.
Già dal primo vero test stagionale del nuovo Milan targato Allegri è emerso con chiarezza un punto fermo: Rafael Leao sarà uno dei protagonisti assoluti della nuova stagione.
Il portoghese è sceso in campo con la fascia da capitano al braccio, segnale evidente della piena fiducia che Allegri ripone in lui.
Nel pressing di riconquista, Leao è stato l’unico esentato: una scelta tattica pensata per permettergli di conservare energie preziose in vista delle azioni offensive.
I suoi spunti in avanti - con quel suo caratteristico “surfare” palla al piede e il sorriso stampato in volto - hanno rappresentato uno dei segnali più incoraggianti della giornata. Indizi incoraggianti di una possibile forma ritrovata e della voglia di tornare ai suoi massimi livelli.
Al di là dei segnali, positivi e negativi, emersi nella giornata, è importante considerare alcuni aspetti fondamentali.
In primo luogo, la pesantezza nelle gambe dei giocatori è del tutto comprensibile, visto che ci troviamo nella fase più intensa della preparazione atletica, durante la quale è difficile esprimersi al massimo delle proprie potenzialità.
Ciò che è apparso evidente, però, è che questo Milan sia ancora un cantiere aperto. Mancano diversi elementi fondamentali: da chi deve ancora rientrare, come Maignan, Modric e Gimenez (per citarne alcuni), a chi deve ancora arrivare, come Estupinan, destinato a raccogliere l’eredità lasciata da Theo Hernandez sulla corsia sinistra.
Ma non può finire qui. La necessità di ulteriori interventi sul mercato è chiara. L’arrivo di un altro centrocampista - come Jashari, ad esempio - e di un attaccante di esperienza appare essenziale per completare la rosa e permettere a Massimiliano Allegri di disporre di una squadra competitiva, pronta a lottare fino in fondo nella prossima Serie A.