L’ex presidente dell’Ajaccio colpito al cuore durante il funerale della madre a Vero: indagini per omicidio di mafia, pista della faida criminale.
Shock in Corsica e in tutta la Francia per l’omicidio di Alain Orsoni. L’ex leader del nazionalismo corso ed ex presidente dell’Ajaccio è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre partecipava al funerale della madre.
L’agguato è avvenuto nel pomeriggio di lunedì nel cimitero di Vero, piccolo comune dell’entroterra a circa trenta chilometri da Ajaccio.
Secondo quanto ricostruito da France 3, il 71enne è stato colpito da un singolo proiettile esploso da grande distanza, mentre le esequie erano in corso.
L’omicidio si è consumato intorno alle 16.30. Il procuratore di Ajaccio Nicolas Septe ha riferito che Orsoni è stato raggiunto al petto da un colpo sparato da diverse centinaia di metri, una dinamica compatibile con l’azione di un cecchino.
Padre Roger Polge, che officiava la cerimonia funebre, ha raccontato di aver udito lo sparo durante la funzione e di aver visto Orsoni accasciarsi a terra senza vita.
L’ex dirigente viveva da tempo all’estero, soprattutto in Nicaragua, ed era tornato in Corsica esclusivamente per il funerale della madre; secondo la stampa francese, non indossava il giubbotto antiproiettile che abitualmente utilizzava.
L’inchiesta è stata affidata alla Procura nazionale anti-crimine organizzato, che ha aperto un fascicolo per omicidio in banda organizzata e associazione criminale.
Gli inquirenti lavorano in coordinamento con il tribunale specializzato interregionale di Marsiglia.
La morte di Orsoni si inserisce in un contesto segnato da faide e rivalità storiche: l’ex presidente dell’Ajaccio era sopravvissuto a diversi tentativi di omicidio e nel 2008 la polizia aveva sventato un piano per eliminarlo, attribuito a un gruppo del banditismo corso.
Nato ad Ajaccio nel 1954, Alain Orsoni è stato una figura centrale del nazionalismo corso tra gli anni Settanta e Novanta.
Da giovane entrò nel Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FLNC), organizzazione indipendentista con una componente armata. Nel 1980 partecipò a un attentato contro gendarmi francesi a Parigi, davanti all’ambasciata iraniana, episodio per il quale venne arrestato e poi liberato nel 1982 grazie a un’amnistia.
Deluso dalle divisioni interne e dalle derive criminali del movimento, nel 1990 fondò il Movimento per l’Autodeterminazione, formazione autonomista di orientamento liberale.
Negli anni Novanta, in un clima segnato da scissioni e omicidi interni al mondo indipendentista, decise di lasciare l’isola per motivi di sicurezza, vivendo tra Stati Uniti, Nicaragua e Spagna.
Orsoni tornò in Corsica nel 2008 assumendo la presidenza dell’Ajaccio, incarico che – come raccontato da Le Monde – accettò su richiesta dell’amico ed ex presidente Michel Moretti.
Guidò il club dal 2008 al 2015 e nuovamente nel 2022, anni caratterizzati da promozioni e retrocessioni tra Ligue 1 e Ligue 2.
La squadra, però, entrò progressivamente in una grave crisi finanziaria e nel 2025 è stata esclusa da tutte le competizioni nazionali francesi a causa dei debiti, circostanza che ha segnato la fine definitiva della sua esperienza dirigenziale.
Negli ultimi anni Orsoni aveva ripreso a vivere quasi stabilmente all’estero, tornando in Corsica solo per brevi periodi.
La sua famiglia è stata più volte al centro delle cronache giudiziarie: il figlio Guy Orsoni, descritto dalle autorità come figura di spicco del banditismo corso, è stato condannato nel maggio 2025 a tredici anni di carcere per tentato omicidio.
Secondo France 3 e Le Monde, l’assassinio di Alain Orsoni rappresenta uno dei delitti più rilevanti in Corsica degli ultimi anni, in un’isola dove il separatismo armato si è attenuato, ma le rivalità criminali continuano a produrre violenza.