Appena arrivato a Detroit Max Verstappen ha sbirciato il panorama dalle finestre della Michigan Central Station, che giovedì è stata sede della presentazione della nuova Red Bull, nata in collaborazione con Ford: "Che bello – ha commentato guardando la neve che nella notte americana ha coperto tutto l’orizzonte – il tempo perfetto per un giro in macchina". Come un chiodo fisso, un tappeto volante che lo riporta sempre a ciò che ama: sono le auto il centro dei pensieri di Max. Che siano quelle ancora da capire, protagoniste di questa nuova e complessa generazione di F.1, o quelle che già ama, come le GT3 con cui una settimana fa girava in pista a Portimao.
Si è divertito in pista in Portogallo?
"Durante le vacanze mi sono riposato un po’ ma è stato bello tornare in pista con le GT3, macchine che amo. Al momento non mi fisso obiettivi precisi, perché il mio focus come pilota è in Formula 1, ma voglio far crescere il mio team (Verstappen.com Racing, NdR) e non perdere la passione per le gare endurance".
Dove sogna di correre?
"Sicuramente voglio correre la 24 Ore di Le Mans e tutte le altre gare iconiche del mondo endurance. Ma voglio farlo passo dopo passo, senza fretta, e senza dovermi rendere conto che gli impegni presi, sia personalmente che con il mio team, sono troppo grandi per essere portati a termine. Se faccio qualcosa nel motorsport io non voglio farlo per presenziare, voglio farlo per essere competitivo. Sempre".
Questo significa che non la vedremo alla 24 Ore del Nurburgring quest’anno?
"Al momento è molto difficile dare una risposta. Vorrei farla preparandomi bene e le gare di preparazione sono in conflitto con la Formula 1. Quindi solo se cambierà qualcosa potrò correre già quest’anno".
Che idea si è fatto sulla stagione che vedremo in F.1 con i nuovi regolamenti?
"È presto per avere un’opinione chiara, perché davvero non sappiamo a che punto sono i nostri avversari e che cosa porteranno in pista ai test o alla prima gara. Quello che ho capito in questi anni è che bisogna sempre lavorare un passo alla volta: fare tutto ciò che c’è da fare prima che la macchina debutti, assicurarsi di essere pronti per quando ci sarà da mettersi al volante".
Ci sono aspetti che la incuriosiscono più di altri in questa rivoluzione tecnica?
"Tutto ciò che riguarda il motore. Sarà una novità per tutti ma per noi in particolare, visto che passiamo da essere clienti a costruttori di power unit in collaborazione con Ford, e seguire il cambiamento del team è stato interessante. Ora aspetto solo di guidare la macchina per capire come queste vetture saranno in pista, sperando ci facciano divertire".
C’è qualcosa che la spaventa di questo cambio regolamentare?
"All’inizio il divario tra squadre sarà molto grande, quando arriva un nuovo regolamento in Formula 1 è sempre così. Ci saranno una o due squadre che partiranno molto meglio delle altre e poi ci si livella con il passare del tempo. La speranza è che si possa arrivare a una situazione di equilibrio abbastanza in fretta".
Ora tornerà in pista non da campione in carica, dopo quattro anni di successi consecutivi. Vuole subito una rivincita o non ci pensa?
"Non ci penso, non mi interessa. Anche perché non possiamo dire chi lotterà per il Mondiale in questa stagione, non ne abbiamo idea. So che altri piloti non sono come me, che dicono o fanno cose molto diverse, ma io sono così. Se avrò la macchina per lottare, lotterò per vincere un altro Mondiale. Se non avrò una macchina competitiva, cercherò di aiutare il team".
Il contributo del pilota all’interno del team quest’anno avrà un ruolo maggiore?
"Credo servirà grande spirito di adattamento e velocità di reazione da parte del pilota. Dare risposte e indicazioni precise, dire che cosa ti piace con chiarezza e che cosa invece non va. È un processo a cui sono abituato ma sarà ancora più importante con il cambio regolamentare".
Test, simulatore, fabbrica: è un inverno carico di impegni. Ha avuto tempo per riposare?
"Sì, penso che una parte importante della preparazione tra una stagione e l’altra sia riposare. Continuare ad allenarsi ma anche mangiare e dormire bene. Più passano gli anni più mi rendo conto che il tempo trascorso con la propria famiglia, in tranquillità, fa davvero la differenza. Tanti mi considerano un pilota giovane ma, anche se ho 28 anni, sono in Formula 1 da parecchio tempo ormai".
Come procede la vita da papà?
"È divertente, mi piace molto. Fuori dalla pista sono una persona normale: durante le vacanze siamo stati in Brasile per Capodanno, visto che la mia compagna Kelly (Piquet, ndr) è brasiliana, e abbiamo passato del tempo tutti insieme. Ne avevo bisogno dopo una stagione intensa".
Un anno, il 2025, in cui ha sfiorato l’impresa di una storica rimonta. Cosa le resta di questa stagione?
"A non dare mai niente per perso, a crederci sempre. Nel corso della mia carriera, con il passare degli anni, ho imparato a mettere le cose nella giusta prospettiva e a non preoccuparmi mai troppo per ciò che succederà. Non ha senso anticipare i tempi, perché tutto può cambiare in un attimo. Bisogna farsi trovare pronti".
Pensa che l’opinione del pubblico su di lei sia cambiata dopo l’ultima stagione?
"Forse tanti tifosi che prima non erano miei fan hanno cambiato l’idea che avevano di me. E mi fa piacere".
L’abbiamo vista spesso al fianco dei rookie lo scorso anno, come una sorta di mentore per i giovani piloti. Le piace passare del tempo con loro?
"Sono tutti dei ragazzi simpatici e mi hanno impressionato come piloti. Hanno commesso qualche errore com’è normale che sia nella stagione d’esordio, qualcuno – come Kimi Antonelli – ha avuto più pressione perché ha esordito subito in un top team, ma ognuno ha affrontato le proprie sfide nel modo migliore".
Nel 2016, dieci anni fa, debuttava con Red Bull vincendo il primo GP disputato con il team. Si sente lo stesso pilota?
"In dieci anni si cresce e sotto molti aspetti non sono più lo stesso ragazzo di allora. Ma amo correre allo stesso modo, e amo questa squadra allo stesso modo. Siamo una famiglia".
Che cosa le riserva il futuro?
"Chi lo sa, per ora mi concentro sul presente e su questa stagione, in cui ci sarà tanto da imparare. Non mi vedo in Formula 1 a quarant’anni, ho altri obiettivi, mi piacciono tante categorie del motorsport e ci sono altre sfide che vorrei affrontare. Ma non ci penso ora: finché mi diverto in pista sono felice di ciò che faccio".