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Adams, non solo gol: la punta di Toro e Scozia è in forma Mondiale

Gazzetta

Dopo il gol del pari contro la Juventus, la doppietta alla Bolivia nell’ultima amichevole prima della Coppa del Mondo. Che Adams continua a segnare, con la maglia del Toro come con quella della Scozia. L’attaccante è uno dei tre granata che parteciperanno al Mondiale tra Canada, Stati Uniti e Messico — gli altri due sono Marcus Pedersen con la Norvegia e Nikola Vlasic con la Croazia — e sembra arrivarci in un ottimo stato di forma, al termine di una stagione in Italia vissuta con grande maturità: tra gol, assist e pressing, Adams ha confermato le sue qualità, tra cui quella di riuscire sempre a fare la cosa più utile per la squadra. 

Le due annate passate finora in granata da Adams non avrebbero potuto essere più diverse. Nell’estate 2024, quando arrivò al Torino, al primo posto nella lista dei compiti a lui affidati spiccava una voce: trovare l’intesa con Zapata. A dirlo erano le caratteristiche complementari dei due: la stazza, la potenza e l’abilità nel gioco aereo del colombiano, unite all’energia, alla tecnica sugli spazi stretti e all’immediatezza delle letture dello scozzese. Ma a dirlo era anche la carriera stessa di Adams, che sia nel Birmingham in Championship (2016-2019), sia nel Southampton (2019-24) in Premier League aveva giocato in coppia con un altro attaccante. I primi turni di quella stagione confermarono l’affinità tra i due, ma poi arrivò l’infortunio di Duvan e il quadro cambiò completamente. Da ottobre in avanti, Che Adams sarebbe diventato di fatto il primo e unico terminale offensivo del Toro, nel 3-5-2 come nel successivo 4-2-3-1. In campionato giocò 36 partite, 30 delle quali da titolare, fornendo tre assist e segnando nove gol. Alcuni dei quali memorabili, su tutti la magia di Empoli, quando colse fuori dai pali Vasquez battendolo con un pallonetto da centrocampo.

In questa stagione, invece, Che Adams ha condiviso il campo con più compagni di ruolo. È tornato Duvan Zapata, è arrivato Giovanni Simeone, nel corso della stagione si sono affacciati anche Alieu Njie e Sandro Kulenovic. Sono cambiati soprattutto i moduli di gioco, dal 4-3-3 iniziale al 3-5-2, per poi passare al 3-4-1-2 o al 3-4-2-1 prediletti da Roberto D’Aversa nell’ultima parte del campionato. Così Adams si è adattato a tante situazioni di gioco diverse. In avvio di campionato, prima con il 4-3-3 e poi con il 3-4-2-1, è spesso entrato dalla panchina, ma dopo lo splendido gol contro la Lazio — botta di prima intenzione sotto la traversa su assist di Nkounkou — si è conquistato il posto da titolare, anche perché dalla partita contro il Napoli in poi il Torino è passato al 3-5-2. Prima ha spalleggiato Simeone, poi quando a novembre Duvan Zapata è tornato a garantire abbastanza minuti, ha ricomposto la coppia dell’avvio della stagione precedente e ha trovato continuità. Ha segnato contro il Pisa, ha segnato a Lecce e anche in casa contro i salentini, è stato il grande protagonista della notte della vittoria all’Olimpico contro la Roma negli ottavi di Coppa Italia, segnando un doppietta. Poi ha iniziato ad alternarsi con Zapata al fianco del Cholito. Il gol decisivo contro il Pisa e, soprattutto, quello per il pareggio contro la Juventus, hanno confermato la sua vena realizzativa e la sua duttilità, da attaccante capace di adattarsi a tutti i ruoli e a tutti i compagni.