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Allegri a Cagliari, il suo trampolino di lancio: "Credo in un calcio equilibrato ma offensivo, in cui si gioca divertendosi"

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Allegri ha giocato a Cagliari, per poi diventare allenatore e resistere a cinque sconfitte consecutive che avrebbero potuto cambiare completamente la sua storia.

Dopo Torino e Milano, in virtù del suo lavoro come allenatore di Juventus e Milan, Cagliari è la città in cui Max Allegri ha passato più tempo. Da giocatore, dove ha sfiorato una finale di Europa League (Coppa UEFA) a metà anni '90 e dunque da tecnico, quando venne chiamato dall'allora presidente Massimo Cellino in seguito alla promozione del Sassuolo dalla Serie C alla B. Ora, il ritorno. Di nuovo.

Non è certo una prima volta, ma come dichiarato alla vigilia di Cagliari-Milan del 2 gennaio Max Allegri è sempre contento di tornare in città, visti i tanti amici lasciati in Sardegna e l'amore della popolazione. Del resto venne invitato anche in occasione dell'addio al calcio di Daniele Conti, uno dei suoi giocatori più importanti in rossoblù.

Al biennio da giocatore è seguito quello da allenatore, in cui Allegri riuscì a resistere a un mangia-allenatori come Cellino. Il passato è passato e in un universo parallelo forse le cose sono andate diversamente, ma nel nostro è andato oltre diverse sconfitte consecutive a inizio anno, venendo confermato e dunque scelto dal Milan, con cui nel 2011 vincerà il suo Scudetto.

RESISTERE ALLE SCONFITTE...

Allegri subì cinque sconfitte nelle prime cinque partite dell'annata 2008/2009, rimanendo comunque in sella. Cellino si fidò del tecnico livornese, alla fine mantenendo in squadra un mister capace e in grado di cambiare radicalmente la stagione del Cagliari.

"Cellno fenomeno a non esonerarmi? Questo è sicuro" diceva Allegri a gennaio 2009, dopo la ripresa del suo team. "Il presidente ha la vista lunga, e capisce realmente di calcio: lasci perdere me, e pensi ai tecnici che aveva prima, da Ballardini a Giampaolo per risalire fino a Reja. Tutta gente che sta facendo benissimo. E poi sono contento per lui anche dal punto di vista umano".

...GIOCANDO BENE

Spesso l'Allegri che ha guidato la Juventus e il Milan viene accusato di essere un allenatore che non fa giocar bene le sue squadre, ottenendo però vittorie e innumerevoli trofei. Ai tempi del Cagliari, invece, avveniva il contrario, con ottime prestazioni che non si traducevano con successi:

"Perdevamo, sì, ma giocando bene, e poi Cellino mi dava forza nello spogliatoio evitando di minacciare l'esonero" ricordava Allegri nel 2009, intervistato dalla Gazzetta. "Io credo in un calcio equilibrato ma offensivo, da giocare con coraggio e — diciamolo — divertendosi".

"Sono fatto così, non potrei passare le giornate sempre triste o incazzato, non è nella mia natura. E non mi sento mica strano. Ancelotti mi pare uno rispettato dai suoi giocatori eppure la battuta o la risata non se la fa mai mancare. Sul lavoro sono un gran rompiscatole. Ma una volta usciti dal campo, se qualcuno dei miei ventenni vuole un consiglio sentimentale glielo do volentieri, con tutti i casini che ho combinato io a quell'età ci mancherebbe che facessi il pretino".

CELLINO E ALLEGRI

Per quale motivo Cellino andò oltre la sua personalità di mangia-allenatori confermando Allegri? Probabilmente per come il tecnico livornese sapeva trattare con il presidente:

"Uno solo sapeva ascoltare e confrontarsi da uomo, non solo da tecnico: Massimiliano Allegri" il racconto di Cellino a Tuttocagliari.net. "Gli dicevo: 'Hai perso? Vai, lavati, affronta la stampa. Non ti nascondere'. Aveva il dono dell'equilibrio".

Dopo il sesto Scudetto consecutivo con la Juventus, Allegri ricordava con entusiasmo il periodo di Cagliari, nonostante quel primo difficile periodo:

"Ancora oggi ho un rapporto ottimo con Cellino. È vero che tra di noi c'è stato un periodo di gelosia, ma poi tutto passò. Per me è stato un maestro, un insegnante fondamentale. Per i giovani tecnici che si affacciano per la prima volta in A, avere un presidente così e una società solida alle spalle ritengo sia una cosa importante".

MIGLIOR ALLENATORE IN SERIE A

Cancellate le cinque sconfitte consecutive e le voci sull'esonero, Allegri riuscirà a portare il Cagliari ad un egregio nono posto finale, il quale gli permetterà di vincere la Panchina d'Oro come miglior allenatore del campionato. Un riconoscimento enorme, considerando non stesse allenando una big di prima fascia.

L'annata di Cagliari sarà il suo trampolino di lancio, quella che gli permise di essere seguito con attenzione dal Milan. Alla fine quell'esonero di cui si parlava ampiamente nell'autunno 2008, arrivò nella primavera 2010 nonostante una salvezza praticamente raggiunta, ma con diverse sconfitte consecutive sul groppone con cui fare i conti.

A quel punto, pochi mesi più tardi, sarà ingaggiato dal Milan, con cui vincerà lo Scudetto al primo colpo.

MAI SCONFITTO

Allegri si presenta a Cagliari per l'anticipo del 19esimo turno, l'ultimo del girone d'andata 25/26, con un dato chiarissimo: non ha mai perso contro la sua vecchia squadra.

Sconfitto dal Cagliari solamente nel 2005, quando allenava il Grosseto, da quando ha lasciato i rossoblù ha quasi sempre vinto, e soprattutto non ha mai patito un k.o in 19 partite.

Ok l'affetto per l'Isola, ma dal 1' al 90' cambia tutto.