Massimiliano Allegri è tornato ufficialmente alla guida del Milan a undici anni dall’esonero del gennaio 2014. Lo ha fatto con energia e idee chiare, indicando fin da subito le regole per riportare i rossoneri ai vertici: ordine, responsabilità, lavoro e unità.
Durante la conferenza stampa a Casa Milan e nel primo incontro con la squadra in palestra, ha espresso l’obiettivo principale del nuovo corso: riportare il club in Champions League, senza proclami ma con una cultura del lavoro quotidiano.
Ha fissato precise regole comportamentali, richiamato tutti alla disciplina, spiegato i princìpi tattici del progetto e individuato i leader tecnici della rosa.
Nel primo allenamento aperto al pubblico, oltre duemila tifosi hanno mostrato un primo segnale di fiducia, nonostante le ferite ancora aperte della scorsa stagione.
Il tecnico livornese ha anche avuto modo di incontrare il patron Gerry Cardinale e Ibrahimovic, sottolineando come la sintonia tra tutte le componenti societarie sarà essenziale per il successo.
Allegri ha ribadito più volte il concetto fondamentale che guiderà il nuovo Milan: lavorare. Già nelle prime ore a Milanello, come riportato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato alla squadra dell'importanza dello spirito di sacrificio, dell'impegno quotidiano, del rispetto delle regole e del senso di appartenenza.
Ha chiesto ai suoi di anteporre sempre il bene del collettivo al singolo, sottolineando l'importanza dell'entusiasmo, della professionalità e della responsabilità.
La stagione dovrà essere costruita giorno dopo giorno, con l’obiettivo dichiarato di essere a marzo in piena corsa per la qualificazione alla Champions League.
Il ritorno di Allegri ha subito riacceso l’ambiente. Nonostante l’assenza degli ultrà, oltre duemila tifosi si sono presentati a Milanello per il primo allenamento aperto al pubblico.
Un segnale chiaro di attesa e speranza dopo la deludente stagione 2024-25. Allegri ha cercato di trasmettere serenità e determinazione con il suo stile ormai noto, tra battute e pragmatismo.
“Inizia una fantastica avventura, bisogna divertirsi con grinta e vincendo”, ha dichiarato, spiegando che non serve una rivoluzione, ma ordine e responsabilità.
Non è solo una questione di campo. Il nuovo corso parte anche dallo spogliatoio. Secondo Il Corriere della Sera, Allegri ha introdotto una serie di regole rigide per instaurare disciplina e coesione: due allenamenti al giorno, colazione e cena obbligatorie tutti insieme, divieto di telefoni a tavola, pesatura quotidiana e nessuna tolleranza sui ritardi.
Concetti come “unità” e “blocco unico” sono ricorsi più volte nel suo discorso iniziale, a conferma della volontà di ricostruire un’identità forte e condivisa.
Il tecnico non si è lasciato andare a promesse di vittoria immediata, ma ha indicato come traguardo realistico il ritorno in Champions League.
“A marzo vedremo dove saremo”, ha detto in conferenza, evitando il tema scudetto ma precisando che nel suo contratto biennale da cinque milioni netti è previsto un premio per il titolo, non per il quarto posto.
In campionato, ha spiegato, vince chi mantiene una costanza di rendimento, chi si allena forte ogni giorno e gioca sempre per ottenere il massimo.
Sul piano tecnico, Allegri ha chiarito che il modulo di riferimento sarà il 4-3-3. Ha evitato paragoni col passato e si è limitato a un giudizio sulla stagione precedente, sottolineando la necessità di migliorare la tenuta difensiva: 43 i goal subiti dal Milan nel 2024-25, un dato che secondo lui non consente di competere ai vertici.
Ha ricordato che solo la Juventus di Sarri, tra le vincitrici recenti, non aveva la miglior difesa del campionato.
Il focus sarà quindi anche sull’equilibrio: “Bisogna attaccare bene e non subire gol quando si difende”, ha dichiarato, evitando qualsiasi promessa su un gioco spettacolare. “Il bel calcio? Mi diverto, ma conta il risultato”, ha aggiunto, allontanando l’etichetta di “catenacciaro”.
Tra le figure chiave per il rilancio del Milan, Allegri ha indicato Mike Maignan, destinato a diventare capitano, e Rafael Leao, considerato “un giocatore straordinario” nella piena maturità calcistica.
Ha invece salutato Theo Hernandez, riconoscendone il valore ma sottolineando che ha fatto una scelta diversa.
Il tecnico si è detto soddisfatto della rosa a disposizione, pur aspettandosi qualche rinforzo, e ha spiegato che spetterà alla società cogliere eventuali occasioni di mercato, senza stravolgimenti.
Nel primo giorno a Milanello, Allegri ha avuto un pranzo con il proprietario del club Gerry Cardinale, definito “piacevole”.
Ha anche incrociato Zlatan Ibrahimovic sul campo, con cui ha scambiato battute e gesti distensivi, smentendo così le voci su un eventuale dissenso dello svedese rispetto al suo ritorno.
La presenza di entrambe le figure dirigenziali è stata letta come un segnale di unità interna, un aspetto che Allegri ha più volte indicato come decisivo per raggiungere i risultati.
Dopo un anno sabbatico e le etichette ingenerose di “allenatore superato”, Allegri si è rimesso in gioco accettando la proposta del Milan “in un’ora”, come ha raccontato lui stesso.
Nessuna rivincita dichiarata, ma una sfida che affronta con il solito spirito competitivo, un fisico ancora asciutto a quasi 58 anni, e la volontà di riportare il Milan al livello che la sua storia richiede.