Una domenica particolare, segnata dalla triste notizia della scomparsa di Giovanni Galeone e proseguita con una partita non adatta ai deboli di cuore: Massimiliano Allegri ha quantomeno un motivo per gioire, seppur senza strafare, dopo la morte del suo maestro calcistico.
Il tecnico livornese, oltre all'analisi dell'1-0 inferto dal Milan alla Roma, si è lasciato andare anche al ricordo dell'84enne, che per lui ha rappresentato praticamente tutto per ciò che concerne il processo di apprendimento calcistico.
Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Allegri ai microfoni di 'DAZN'.
"I primi 35 minuti la Roma meritava il vantaggio, noi non riuscivamo a giocare e abbiamo sbagliato tutto. Forse bisognava abbassare di più Bartesaghi. Una volta andati sull'1-0 ci siamo disposti meglio in difesa. Nel secondo tempo siamo rientrati bene e abbiamo avuto tante occasioni per raddoppiare".
"L'approccio complicato lo abbiamo avuto stasera all'inizio a causa della loro pressione. Ci siamo messi con i quattro centrocampisti spalmati per il campo e siamo riusciti a dare un po' di pressione andando sui mediani. La squadra deve migliorare l'autostima attraverso queste partite, giocare a San Siro non è facile. Con le varie assenze abbiamo avuto modo di testare diversi giocatori: Bartesaghi si è ripreso in corso d'opera, bisogna ripartire da qui".
"Leao ha fatto una buona partita così come Nkunku. Se abbiamo giocatori con queste caratteristiche va sistemata la squadra in avanti. Possono soltanto migliorare. L'importante è andare a riempire l'area e stasera lo abbiamo fatto".
"Per me è una giornata triste, ero molto legato al mister. Nel 1991 ero arrivato a Pescara dal Pavia e dopo mezz'ora di allenamento mi ha detto: 'Se vuoi giocare a calcio non puoi fare il trequartista, ma la mezzala'. Mi ha insegnato molto, i concetti della fase difensiva li ho imparati tutti da lui".