La sfida di domenica sera tra Juventus e Milan segna il ritorno di Massimiliano Allegri allo Stadium da avversario.
Dodici anni dopo l’ultima volta da rivale a Torino e a un anno e mezzo dal suo addio alla panchina bianconera, il tecnico livornese si presenta in un contesto completamente diverso.
Nell’aprile 2024 le due squadre avevano chiuso con uno 0-0 privo di emozioni, ma oggi lo scenario è mutato: la Juventus e il Milan hanno attraversato un periodo difficile e in estate entrambe hanno deciso di rinnovarsi. Allegri è ora alla guida di un Milan capolista, con nove goal segnati in cinque partite e appena tre subiti, due in meno della difesa juventina.
Dopo aver battuto il Napoli campione d’Italia, i rossoneri affrontano un nuovo banco di prova, con l’obiettivo di sorprendere la sua ex squadra e confermare le ambizioni da Scudetto.
Il confronto con la Juventus rappresenta molto più di una semplice partita. Allegri conosce bene l’ambiente bianconero e i suoi giocatori, nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni.
Il tecnico ha saputo rilanciare il Milan, riportandolo in vetta alla classifica e costruendo una squadra capace di segnare quasi due goal a gara.
La sfida dello Stadium diventa così una prova di forza: la quinta vittoria consecutiva in campionato consoliderebbe l’idea di un Milan già competitivo per il titolo.
La probabile assenza di Tomori per infortunio obbliga a modificare la difesa, ma le mosse decisive, secondo La Gazzetta dello Sport, passeranno dalle fasce.
Alexis Saelemaekers è diventato un elemento chiave nel centrocampo a cinque: esterno destro capace di sostenere la difesa e spingersi in avanti, ha già deciso partite importanti come quella col Napoli.
Non solo: in estate la Juventus aveva tentato di inserirlo in un’operazione con Vlahovic, ma l’affare non si è concluso. Oggi il belga è protagonista nel progetto rossonero, dimostrando di aver trovato la sua collocazione ideale.
Il Milan cercherà di colpire anche grazie alla rapidità dei suoi attaccanti. Pulisic è l’uomo più atteso contro i giganti della difesa bianconera: Bremer, Gatti e Kelly, tutti sopra il metro e novanta.
Con sei goal e due assist in sette gare, l’americano ha dimostrato di saper sfruttare dribbling e scatto nello stretto, muovendosi senza dare punti di riferimento.
Accanto a lui ci saranno Leao, non ancora al meglio ma sempre capace di spaccare le difese in campo aperto, e Nkunku, che aspetta una nuova occasione dopo il goal spettacolare in Coppa Italia contro il Lecce.
A reggere l’urto fisico sarà Fofana, chiamato da Allegri a fare da schermo davanti alla difesa e a protezione di Modric.
Il croato dovrà essere liberato da compiti troppo dispendiosi: contro il Napoli aveva percorso oltre 11 chilometri trasformandosi in regista e interditore, complice l’inferiorità numerica.
Per questa partita Allegri vuole che si concentri sulla costruzione, affidando a Fofana la fase di copertura.
Al suo fianco resterà Rabiot, altro grande ex bianconero, la cui esperienza rappresenta un valore aggiunto in una partita tanto delicata.
Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, la sfida con la Juventus non è solo il ritorno da avversario di Allegri, ma un vero esame di maturità per il Milan.
Una vittoria allo Stadium significherebbe confermare la solidità del nuovo corso rossonero e dare ulteriore credibilità alla corsa Scudetto, che sembra già entrata nel vivo.