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Atalanta, ora servono le reti di De Ketelaere: quando segna lui la Dea vince sempre

Gazzetta

Raffaele Palladino sa benissimo che la vittoria contro la Roma dovrà essere replicata più volte per poter tenere in vita il sogno europeo. Il calendario offre un altro scontro diretto e la prova positiva dell’Atalanta sabato sera deve servire per guardarlo con occhi ottimistici. 

Le ultime due vittorie in campionato sono arrivate grazie a Isak Hien e Giorgio Scalvini, due difensori. Il potenziale della Dea è così elevato e profondo che è un peccato dover risalire la corrente temporale per ritrovare reti offensive in campionato. Stasera i bergamaschi inseguono la seconda vittoria di fila esterna in campionato per la prima volta in campionato. Lo faranno davanti a 175 tifosi nerazzurri che saranno nel settore ospiti perché in possesso della “Dea Card”. Per tutti gli altri, l’attesa di un successo sarà da vivere davanti alla tv.

La Dea deve aprire un ciclo di vittorie consecutive e se nel contempo i tre punti servono a rallentare le altre concorrenti, ancora meglio. Palladino in 10 partite non ha ancora infilato un pareggio: 7 vittorie e 3 sconfitte tra tutte le competizioni. Non esistono mezze misure. Charles De Ketelaere è lo specchio dell’allenatore della Dea: non conosce mezze misure quando segna. In campionato non lo fa dal 14 settembre (doppietta al Lecce, oggi sono 115 giorni di digiuno), ma quando ci riesce è capace di infilare filotti. La statistica curiosa infatti dimostra che i 31 gol segnati con la maglia dell’Atalanta sono arrivato in 23 incontri in tutte le competizioni portando 22 vittorie. Sì, una sentenza: quando CDK segna, l’Atalanta vince il 95,6% delle partite. Unico neo, il gol su rigore segnato contro il Real Madrid il 10 dicembre 2024 nella prima fase della Champions. Quella partita fu vinta dai Blancos a Bergamo per 3-2. Chiara la sintesi. Quando De Ketelaere segna in campionato, l’Atalanta vince, è accaduto 14 volte su 14. L’importanza dei gol di De Ketelaere si spiega anche leggendo queste statistiche. Certo, il valore del belga non si misura solo su questo parametro. Basti ricordare la partita positiva fatta sabato sera contro la Roma. Una volta compreso che da quella parte sarebbe stato difficile sfondare, si è messo a disposizione in fase di ripiegamento. 

I numeri hanno portato a galla questo aspetto: 17 duelli, di cui 9 vinti; 2 su 3 quelli aerei; 11 palle recuperate, il migliore dei suoi. L’intelligenza calcistica di Charles non si è svelata certamente sabato sera a Bergamo contro la Roma. Era nota, è stata solo evidenziata in un settore che a volte sfugge. Quello dell’applicazione senza palla, l’esercizio più complicato per ogni giocatore offensivo. Eppure CDK ha saputo calarsi in quella realtà. È chiaro però che il suo compito principale rimane quello di inventare e segnare. Il 14 settembre - la data degli ultimi gol in campionato - è troppo sbiadita e la Dea ha bisogno che la rinfreschi. Bologna è una tappa fondamentale per la rincorsa e lui non ha mai segnato agli emiliani. Palladino, che non avrà ancora Ademola Lookman perché la Nigeria in Coppa d’Africa sta volando anche grazie a lui, aspetta che gli attaccanti tornino a segnare per evitare che rimanga il solo Gianluca Scamacca a farlo. 

Le ultime due vittorie in campionato sono arrivate grazie a Isak Hien e Giorgio Scalvini, due difensori. Il potenziale della Dea è così elevato e profondo che è un peccato dover risalire la corrente temporale per ritrovare reti offensive in campionato. Stasera i bergamaschi inseguono la seconda vittoria di fila esterna in campionato per la prima volta in stagione. Lo faranno davanti a 175 tifosi nerazzurri che saranno nel settore ospiti perché in possesso della "Dea Card". Per tutti gli altri, l’attesa di un successo sarà da vivere davanti alla tv.