Nicolò Barella si è preso la scena in una serata che lo ha visto protagonista assoluto nella nuova veste di regista dell’Inter.
Nel successo largo contro la Cremonese, il centrocampista nerazzurro non si è limitato al suo solito lavoro da mezzala, ma ha guidato la squadra dalla cabina di regia al posto di Calhanoglu, combinando corsa, pressing alto, visione di gioco e capacità di finalizzare.
La sua partita è stata un condensato di energia e qualità: un goal con un destro sotto l’incrocio, 109 palloni giocati, 77 passaggi completati, sette recuperi e persino un colpo di “scorpione” a metà campo.
Dati e gesti che confermano la crescita di un giocatore ormai indispensabile, capace di tornare alle origini del suo percorso calcistico e al tempo stesso di reinventarsi.
L’istinto è stato il filo conduttore della sua prestazione. Barella stesso ha raccontato a fine partita che “quando uno si diverte viene tutto”, riferendosi sia alle giocate spettacolari sia alla capacità di incidere sotto porta.
Chivu, il suo allenatore, lo aveva invitato a calciare di più e il centrocampista lo ha preso alla lettera, trovando la rete con un tiro potente e preciso.
“Ho sempre cercato l’assist, mai la gloria, ma in certe situazioni devi tirare”, ha detto, sottolineando come l’arrivo di Bonny abbia dato nuova energia al gruppo: “Dico grazie a Bonny perché da quando è arrivato dà sempre il massimo. Avevamo bisogno di ragazzi come lui”.
Il nuovo ruolo ha visto Nicolò Barella centrale in tutte le fasi di gioco. Al posto di Calhanoglu, il calciatore nerazzurro ha diretto il centrocampo con naturalezza, gestendo i ritmi della squadra e imponendo un palleggio che ha messo subito in crisi la Cremonese.
Nei primi minuti è stato lui ad aggredire Sanabria e a recuperare il pallone che ha dato il via al goal di Lautaro, con un tocco d’esterno per Bonny che ha innescato l’azione.
La sua prestazione è stata un ritorno alle origini, perché prima di diventare mezzala aveva iniziato la carriera proprio come regista, ruolo che ha saputo interpretare di nuovo senza difficoltà.
La partita di Barella è stata anche una dimostrazione statistica della sua onnipresenza.
Secondo i dati riportati dalla Gazzetta dello Sport, ha toccato 109 palloni, più di tutti, e completato 77 passaggi, primeggiando anche in questo aspetto.
Ha aggiunto cinque lanci lunghi riusciti e sette recuperi, segnando così un dominio totale sulla zona centrale del campo. Dati che testimoniano la sua capacità di unire quantità e qualità, risultando imprescindibile per i nerazzurri.
Barella ha anche sottolineato come la squadra abbia ritrovato fiducia e meccanismi persi nelle scorse settimane: “Abbiamo cercato di essere un po’ più verticali e ci siamo divertiti. Questa è la cosa più importante”.
Un approccio che ha permesso all’Inter di giocare con maggiore fluidità, favorendo la verticalità e il coinvolgimento di più soluzioni offensive.