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Bremer: "Non immagino una Juventus senza Champions, Spalletti ha ragione, devo prendermi più rischi"

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Gleison Bremer si è raccontato tornando sul lungo infortunio, i consigli ricevuti da Chiellini e Del Piero e come vede il calcio: "Vincono le squadre che dominano".

Da ormai oltre un mese la Juventus ha ritrovato Gleison Bremer, tornato ad essere immediatamente colonna della difesa bianconera. Il brasiliano ha superato i problemi fisici che lo hanno tenuto fuori da ottobre 2024 fino ad agosto 2025 e poi anche negli  ultimi mesi.

 

Bremer ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera dove è tornato proprio a parlare di come ha vissuto il periodo senza poter giocare, svelando un aneddoto sul consiglio che per caso gli ha dato Alessandro Del Piero.

 

Poi le richieste di Luciano Spalletti, simili a quelle che già gli chiedevano quando era in Brasile. 

"VINCONO LE SQUADRE CHE DOMINANO"

Dopo la sconfitta di Cagliari e in generale sulle filosofie di gioco: "Se non vinci ti arrabbi sempre, e magari dobbiamo essere più bravi sui cross, anche noi a saltare. Ma pensi anche che un certo lavoro è stato fatto e che, se giochi così, in futuro girerà bene. Il bel gioco esiste, anche se poi devi vincere. Però, se giochi bene solitamente funziona: negli ultimi anni, parlo in generale, hanno vinto le squadre che dominano il gioco".

"SPALLETTI DICE CHE DEVO RISCHIARE DI PIÙ"

Non solo difendere ma anche costruire: "Quando giocavo in Brasile era così, in Italia è stato un po' diverso e ho avuto pochi allenatori che me lo chiedevano: ho ricominciato con Thiago Motta, poi mi feci male. Spalletti dice che devo essere più incisivo e che devo prendermi più rischi, e ha ragione. Dice che viaggio un po’ con il dosatore? Diciamo che, dopo due infortuni, pensi che non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità, ma devi sfruttare anche le letture difensive: una cosa sulla quale sto migliorando, studiando l'avversario, grazie allo staff della Juve che lavora sui video e a un match-analyst che mi segue. Il gioco di Spalletti mi piace molto, perché abbiamo spesso il pallone noi e allora faccio meno fatica. Ogni tanto mi dico: cavolo, così non sento neppure il peso dell'infortunio".

"IL MIO MODELLO È LUCIO"

"Il mio modello è il brasiliano Lucio", rivela Bremer che però racconta un aneddoto: "Mazzarri mi disse che avevo qualche caratteristica di Chiellini e che dovevo guardarlo, ci sentimmo e ora è un mentore. Il primo anno qui mi disse che devo guardare anche l'uomo, non solo la palla. Ha ragione, l'ho sempre pensato anche se sono brasiliano: il pallone non è mai entrato in porta da solo".

CHITARRA E LIBRI

"Durante lo stop per infortunio ho imparato a suonare la chitarra, mia vecchia passione, e tempo per la famiglia. Ogni tanto, mia figlia Agata, 5 anni, mi diceva: “Papà, non farti più male”. E poi, i libri. Letture preferite? “L’arte della guerra” e i saggi di filosofia, Aristotele soprattutto: autori avanti di testa, che hanno visioni e pensieri profondi". 

IL CONSIGLIO DI DEL PIERO

Bremer ha raccontato anche il consiglio di Alessandro Del Piero durante l'infortunio: "E poi, durante la riabilitazione, le storie di Baggio e di Del Piero: volevo capire come si fa a ritornare dopo un grave infortunio. Ho imparato ad avere pazienza. Una volta incrociai Alex al J-medical: “Calma, non avere fretta, e migliora la tua mobilità”, mi disse".