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L'Udinese: "Vergognosi insulti razzisti contro Davis in campo". Il Cagliari e Dossena negano

Gazzetta

Un match tranquillo, anche perché senza pesanti implicazioni di classifica (anche se ai sardi manca ancora un punto per la certezza di salvarsi), come Cagliari-Udinese finisce con una rissa prolungata nei minuti finali. A scatenare il tutto sarebbe stato un insulto razzista di Alberto Dossena rivolto a Keynan Davis, che infatti all'improvviso perde la testa e prende l'arbitro per un braccio per segnalare l'episodio. Dionisi d'istinto ammonisce l'attaccante, salvo poi revocare il cartellino quando capisce il motivo della protesta. 

Il tutto però ha scatenato tanto nervosismo, con Dossena che inizia a beccarsi con lo stesso Davis finché non vengono coinvolti quasi tutti i giocatori. Siamo nel recupero, alla fine si riprende e proprio Davis sforna l'assist per Gueye, che chiude la partita. Peccato che il raddoppio dei friulani alimenti altro nervosismo. Con seconda, inutile quanto triste, rissa in campo. 

Perentorio a fine gara il comunicato dell'Udinese: "Udinese Calcio esprime massima solidarietà e pieno supporto a Keinan Davis oggetto di vergognosi insulti razzisti da parte di un calciatore della squadra avversaria nel corso della partita di questo pomeriggio. Il Club ribadisce la ferma condanna di simili atti deplorevoli che danneggiano gravemente l’immagine e i valori dello sport che amiamo. Udinese Calcio tutelerà Keinan in tutte le sedi ed auspica una rapida definizione dell'accaduto da parte degli organi di giustizia sportiva in cui nutre piena fiducia". Dossena negherebbe l'addebito e Caprile sta con lui: "Credo ad Alberto". Ma anche Zaniolo conferma in un post la colpe di Dossena.

Il Cagliari in serata ha replicato al club bianconero con una nota ufficiale: "Cagliari Calcio apprende con sorpresa e profondo disappunto il comunicato diffuso da Udinese Calcio al termine della gara odierna. Il Club ribadisce con assoluta fermezza che i propri valori, la propria storia e la propria cultura sportiva non lasciano spazio ad alcuna forma di discriminazione, razzismo o violenza, sia essa verbale o fisica. Ogni comportamento contrario al rispetto della persona e ai principi dello sport merita sempre la più netta condanna. Quanto accaduto in campo è stato chiarito a fine gara nel pieno rispetto della verità dei fatti non avendo il presunto episodio trovato alcun riscontro oggettivo". Sono seguiti anche i post dei due giocatori, con accuse reciproche molto pesanti. Viste le versioni contrastanti, saranno decisivi il referto dell'arbitro e la relazione degli uomini della Lega che erano a bordo campo.