Lo scherzo della matricola. Senza aver ancora debuttato con la Juve (era solo alla 13ª presenza in panchina), il brasiliano Pedro Felipe si è preso a suo modo la scena durante la gara contro il Sassuolo di ieri. È il 63' quando Jonathan David segna il gol del tris e tutta la squadra si catapulta addosso al canadese per festeggiare il suo riscatto dopo il rigore sbagliato contro il Lecce. Scattano anche i componenti della panchina e, per ultimo, arriva pure Luciano Spalletti. E, nella concitazione del momento, tra calcetti e pacche sulla testa al tecnico da parte di Miretti, all'allenatore toscano viene tolto anche... il cappellino. A sfilarglielo dalla testa, proprio lui, il più piccolo di tutti, quel Pedro Felipe aggregato alla prima squadra ormai quasi stabilmente per sopperire all'emergenza infortuni in difesa.
Classe 2004, difensore centrale brasiliano fisicamente strutturato, ma abile pure in costruzione, arriva alla Juve nel gennaio di due anni fa, prima in prestito e poi a titolo definitivo dal Palmeiras. Il suo inizio in bianconero, però, è in salita: nell'ultima metà del 2023-24 gioca 8 partite in Next Gen e, nella stagione scorsa (quando aveva iniziato a giocare da titolare con continuità), si lesiona il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Per uno scherzo del destino, proprio negli stessi mesi in cui un altro brasiliano, Bremer, subisce un infortunio simile. Svolta la riabilitazione e tornato protagonista in campo in Serie C, dall'inizio di questa stagione Pedro Felipe è stato quasi stabilmente aggregato alla prima squadra, prima da Tudor (che lo ha portato per la prima volta in panchina contro il Milan) e poi da Spalletti, che si è trovato a fare i conti con gli stop di Bremer prima e di Gatti e Rugani poi. Il debutto non è ancora arrivato, probabilmente entro fine gennaio potrebbe trovare una sistemazione in prestito in Serie B, ma per il momento l'allenatore juventino ne ha bloccato la partenza a causa dell'emergenza difensiva. E, intanto, Pedro Felipe, con il "furto" del cappellino, si è già preso, per qualche istante, la scena.