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Chiesa, assist alla Juve: per tornare è disposto a tagliarsi l'ingaggio. I dettagli

Gazzetta

L'assist lo serve Federico Chiesa, come ai tempi d'oro. L'attaccante azzurro vuole vivere un nuovo ballo con la Juventus e ne fa una questione d'amore, feeling e ambizione, non di soldi. Al punto da essere disposto a ridursi lo stipendio da sei milioni di euro pur di far decollare l'affare tra i bianconeri e il Liverpool. Della serie: trovate un accordo tra società, poi il mio contratto non sarà un problema. Un passo importante e non scontato, ovviamente apprezzato dalle parti della Continassa. Gli aspetti economici si intrecciano a quelli motivazionali. L'apertura a rinunciare a qualcosa a livello economico conferma una volta di più lo spirito che muove Fede, voglioso di rimettersi in gioco, di tornare protagonista (appena 529' e 2 gol con gli inglesi in stagione) e di riscrivere il finale della sua storia con la Juventus. Chiesa non avrebbe voluto lasciare i bianconeri nell'estate 2024, quando fu messo alla porta dalla coppia Thiago Motta-Giuntoli, e adesso è disposto a fare il massimo pur di non perdere un'occasione tanto affascinante quanto inaspettata fino a qualche settimana fa.

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". La canzone di Antonello Venditti fotografa alla perfezione i sentimenti di Federico, pronto a fare la propria parte per sbloccare la trattativa tra Liverpool e Juventus. Il 28enne azzurro fino a qualche tempo fa non aveva in programma di lasciare l'Inghilterra e la Premier, ma il pensiero di rimettersi la maglia bianconera gli ha fatto scoccare la scintilla. Il più classico dei ritorni di fiamma, rafforzato dalla possibilità di tornare ad essere allenato dall'ex ct Luciano Spalletti e di ritrovare alla Continassa come dirigente l'ex capitano Giorgio Chiellini. Se la mossa di Chiesa basterà per arrivare alla fumata bianca tra Liverpool e Juventus si capirà nei prossimi giorni. Federico ha fornito l'assist, ma ovviamente non tutto dipende da lui. I bianconeri insistono per il prestito e i Reds sono fermi nella propria posizione: cessione a titolo definitivo, anche per recuperare i 12 milioni spesi nell'estate 2024. Da almeno dieci giorni le mediazioni sono al lavoro per trovare un compromesso. L'apertura di Fede può aiutare l'ad Comolli e il ds Marco Ottolini a compiere un passo verso il Liverpool trasformando il semplice affitto semestrale in un prestito più lungo e garantito in base alle presenze dell'azzurro e ai risultati della Signora. Ma per arrivare al traguardo servirà anche un ammorbidimento dei Reds. Possibile - ma non ancora scontato - se Momo Salah al ritorno dalla Coppa d'Africa confermerà ufficialmente la volontà di concludere la stagione a Anfield.

Chiesa incrocia le dita, alla Continassa non si illudono e proseguono valutazioni, ragionamenti e sondaggi tanto in Italia quanto in Europa. A gennaio le opportunità possono aprirsi da un giorno all'altro, però in questo momento le principali alternative a Chiesa sono due. Da qualche giorno sono segnalate in rialzo le quotazioni di Daniel Maldini, apprezzato da Spalletti e ancora più chiuso all'Atalanta dall'arrivo di Giacomo Raspadori. L'ex Milan intriga per il ruolo di vice Yildiz, ma vanta diversi estimatori anche lontano da Torino. A ruota dei due figli d'arte resiste la candidatura di Albert Gudmundsson, che però la Fiorentina considera incedibile al momento. Spalletti si aspetta anche un terzino destro da alternare a Pierre Kalulu, sempre in campo tra campionato, Champions e Coppa Italia. Il ds Ottolini è rientrato dal blitz in Spagna con appunti positivi su Oscar Mingueza, in scadenza di contratto con il Celta Vigo. Il club spagnolo non vorrebbe privarsene a metà stagione, anche perché il 50 per cento dell'indennizzo spetterebbe al Barcellona, la precedente società del ragazzo. La Juventus valuta l'affare per gennaio o per l'estate a zero, al netto delle concorrenti: in primis l'Aston Villa. Per tutti questi motivi, in cima ai pensieri resta Noussair Mazraoui, jolly del Marocco e del Manchester United.