L a Signora tira sempre, anche sul mercato. Il fascino della Juventus è uno dei principali alleati dell’ad Damien Comolli per costruire una squadra da scudetto a Luciano Spalletti, fresco di rinnovo fino al 2028 e di quarto posto Champions agguantato in campionato. "Non posso garantire che vinceremo, ma vogliamo metterci nella posizione per riuscirci. Faremo un mercato ambizioso", assicura il manager francese, ieri a Pinerolo (una quarantina di chilometri fuori Torino) per caricare la Juventus One, la formazione bianconera paralimpica, in vista delle finali nazionali. "Tornate col trofeo, siamo la Juve".
Non solo acquisti, anche rinnovi “pesanti”. "Dopo Yildiz, confermeremo altri uomini chiave", puntualizza Comolli. La partita più importante è quella per Dusan Vlahovic. Il serbo è in scadenza, ma vorrebbe restare. "Il ds Ottolini ha avuto alcune chiacchierate con Dusan. Non aspettatevi nulla prima della fine della stagione. Però speriamo di avere altre novità interessanti". Il prossimo a firmare dovrebbe essere il capitano Manuel Locatelli, uno che ha vissuto sulla propria pelle la pressione dell’Allianz: "Da noi arrivano nonni, padri e figli che hanno visto grandi campioni come Sivori, Platini, Del Piero, Ronaldo... Questa storia va rispettata. Non è pressione, è una forza".
L’altra si chiama Luciano Spalletti: "Non siamo diversi, vogliamo vincere. Luciano è rimasto perché crede di poter trionfare con la Juventus. Spalletti è arrivato a fine ottobre e da allora abbiamo ottenuto 48 punti in 24 partite. In proiezione un risultato buono per il secondo o terzo posto, ma non basta per il primo. Luciano sta svolgendo un gran lavoro". Comolli è ambizioso anche per il finale di campionato. "Abbiamo sei finali e dobbiamo puntare in alto. Se adesso siamo quarti dobbiamo inseguire il terzo posto del Milan...".
Un trofeo Comolli spera di conquistarlo già nel 2026-27 con Spalletti. "Non ci sarà una rivoluzione: senza buoni giocatori non avremmo una media di due punti a gara. La nostra è una base molto solida, servono pochi innesti che migliorino anche i più giovani, con la giusta personalità al di là dell’età". Due o tre big, magari qualcuno a parametro zero, per alzare il livello della Juventus. I bianconeri hanno già incassato la disponibilità di Alisson, 33enne portiere del Liverpool, e sperano di arrivare al traguardo per il sogno Bernardo Silva, in scadenza col Manchester City. Mentre per gli altri svincolati di lusso Robert Lewandowski (Barcellona) e Leon Goretzka (Bayern) è forte anche la concorrenza del Milan. "Bernardo Silva e Alisson? Io non faccio nomi (sorride). Ma sì, la Juve ha sempre il fascino per attirare i campioni. Quello che mi ha sorpreso finora è che nessun giocatore con cui abbiamo parlato ci ha detto: “Vengo solo se andate in Champions”. I calciatori vogliono venire alla Juventus perché è la Juventus". Il francese aspetta a breve una risposta da Bernardo Silva, corteggiato anche dal Barcellona e dalla Mls americana, e fatica a trattenere la stima per il tuttocampista portoghese. "Lo prendo a esempio come profilo giusto, ma pure lui prima di andare al City aveva vinto poco. Ecco, noi non cerchiamo necessariamente giocatori che abbiano vinto o per forza parametri zero, bensì uomini con la personalità per trionfare e che aiutino i più giovani a diventare vincenti".