A Milano, le curve di San Siro cambiano volto. Per la stagione calcistica 2025/26, centinaia di ultrà delle due tifoserie organizzate di Inter e Milan si sono visti rifiutare il rinnovo dell’abbonamento.
Come riporta il Corriere della Sera, la decisione arriva in seguito all’inchiesta “Doppia curva” della Direzione distrettuale antimafia, che ha portato alla luce un sistema criminale radicato nei gruppi ultrà delle due squadre.
La risposta dei club, in accordo con procura e questura, è stata netta: esclusione dai settori dello stadio dei tifosi considerati “non graditi”, cancellazione dei marchi “Curva Nord” e “Curva Sud”, divieto di esposizione degli striscioni, blocco alla cessione degli abbonamenti e introduzione di sistemi di riconoscimento facciale ai tornelli.
L’obiettivo condiviso è impedire il ritorno di una gestione mafiosa e violenta del tifo organizzato e rendere lo stadio un ambiente più controllato e trasparente.
Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, Inter e Milan hanno rifiutato il rinnovo dell’abbonamento a centinaia di tifosi delle curve sulla base dei propri codici etici.
I soggetti esclusi sono stati individuati tra coloro che in passato hanno ricevuto un Daspo – il divieto di accesso agli impianti sportivi – oppure sono stati segnalati o sanzionati per comportamenti violenti, risse o disordini.
Tra questi figurano anche molti dei nomi emersi nell’inchiesta “Doppia curva” del pm Paolo Storari, che ha svelato la presenza di un’organizzazione criminale all’interno delle curve, con interessi legati a traffici illeciti e infiltrazioni mafiose. Alcuni dei leader ultrà coinvolti sono già stati condannati a pene fino a dieci anni.
Dietro la svolta decisa delle società, vi è il lavoro congiunto della procura di Milano, guidata da Marcello Viola, del questore Bruno Megale e del ministero dell’Interno.
Il Corriere sottolinea come, fin dalle prime ore successive agli arresti, fosse chiaro l’intento delle autorità di recidere ogni legame con il passato criminale del tifo organizzato.
A partire dalla cancellazione simbolica dei marchi storici “Curva Nord” e “Curva Sud” e dal divieto di esporre striscioni associati ai vecchi gruppi, fino al vero e proprio blocco d’accesso allo stadio per chi viene ritenuto non compatibile con i principi etici dei club.
Un altro punto centrale dell’intervento riguarda il divieto assoluto di cessione degli abbonamenti nei settori più caldi dello stadio: il secondo anello blu per i tifosi del Milan e il secondo verde per quelli dell’Inter.
Come evidenziato dalle indagini della Dda e riportato dal Corriere della Sera, i gruppi ultrà avevano costruito un sistema redditizio fondato su tessere intestate a persone fittizie – almeno 200 – che venivano rivendute a ogni partita con un sovrapprezzo.
Pratiche come la “doppietta”, cioè l’ingresso di due persone con un solo abbonamento, talvolta con la complicità di alcuni steward, erano diffuse.
Per contrastare questi fenomeni, gli abbonamenti in curva non saranno più cedibili. In altri settori, come nel caso dell’Inter, sono state introdotte limitazioni e sovrapprezzi per la cessione dei biglietti, a seconda del tipo di tessera.
La stretta si completa con un nuovo piano sicurezza che prevede l’installazione di telecamere dotate di riconoscimento facciale ai tornelli dello stadio Meazza.
Il sistema è già pronto e, secondo quanto riporta il Corriere, si attendono solo le ultime autorizzazioni da parte del Garante per la privacy. Il progetto dovrebbe entrare in funzione già all’inizio della prossima stagione sportiva, con l’intenzione di esportare questo modello anche in altri stadi italiani.
L’obiettivo è rafforzare il controllo sugli ingressi, garantendo che solo chi è autorizzato e registrato possa accedere, in linea con la nuova filosofia di sicurezza adottata dai club e dalle istituzioni.