Semplicemente, quello che serviva. Con tutta la squadra -panchina compresa - ad abbracciarlo in campo a condividere il sollievo del gol ritrovato in Serie A dopo 135 giorni di digiuno. Quella del Mapei Stadium è stata soprattutto la serata di Jonathan David, anche se il suo timbro è stato l'ultimo dei tre della Juventus e anche se fino a quel momento la sua prestazione era stata "ordinaria". Gli attaccanti però si misurano con le reti che segnano, nel bene e nel male, e la partecipazione collettiva nel "cerchio della vita" che si è formato attorno al canadese dopo la rete siglata testimonia quanto il mondo bianconero aspettasse con ansia il momento del riscatto. Lui, però, a fine partita non ha perso occasione di riconfermarsi freddo come il suo soprannome, Iceman: "Ho apprezzato molto il gesto dei miei compagni. Quel gol andava segnato, perché l'importante era tornare subito a vincere".
Il precedente capitolo della stagione, sabato, non si era concluso nel migliore dei modi per l'ex Lille: il rigore sbagliato contro il Lecce con "scavetto" fallimentare aveva scatenato i fischi di una parte dell’Allianz Stadium come a eleggere il gesto come simbolo della vittoria mancata. Con una maglia che già pesa parecchio quando le cose girano per il verso giusto, essere nell'occhio del ciclone può trasformarsi in una maledizione. Lui, invece, ha colpito alla prima occasione per cambiare inerzia a questo 2026: "La cosa che mi è pesata di più di quel rigore sbagliato - ha spiegato David - è stato il pareggio finale che aveva il sapore della sconfitta. Io cambio sempre il modo di calciare, ma questa volta non ho colpito il pallone come avrei voluto". Poco importa, ora, perché l'attualità sovrascrive la memoria e al Mapei Stadium, in soli 110 secondi, Jonathan ha rispolverato la memoria collettiva sui motivi dell'investimento estivo della Juventus: prima ha lanciato Fabio Miretti verso il raddoppio con una sponda perfetta e poi - meno di 2' più tardi - ha sfruttato in regalo di Jay Idzes per involarsi verso la porta a scacciare i fantasmi di quegli 11 metri. Missione compiuta, verso un cambio di tendenza che potrebbe allontanare anche le voci di calciomercato nel reparto offensivo della Signora.
Come ha spiegato Luciano Spalletti dopo la vittoria di Reggio Emilia, tutti in settimana si sono stretti attorno a David per fargli sentire il sostegno della squadra. L'abbraccio collettivo è il dipinto di questa coesione, ribadita poi esplicitamente anche dai calciatori intervistati nel post-partita. Fabio Miretti, per esempio, beneficiario del suo assist: "Siamo un gruppo veramente molto unito, tutto il gruppo protegge chi viene attaccato". Gli ha fatto eco anche Khephren Thuram, mostrando i sorrisi che il canadese a volte pare sfoggiare con parsimonia: "Siamo contenti per Johnny - ha sottolineato -, era un momento difficile per lui dopo il rigore sbagliato e ha fatto una grandissima partita". E tanti saluti a quei maledetti 11 metri.