Un abito ritoccato per far sfilare tutti i big.
Antonio Conte ci ha lavorato, cavalcando l'onda che ha prodotto il tricolore nel finale della scorsa stagione, confermando come la necessità legata a mercato e infortuni alla fine dei conti si sia rivelata una virtù.
Il Napoli dal 4-3-3 nella scorsa stagione è passato al 3-5-2 trasformato a stretto giro in 4-4-1-1, oggi divenuto un 4-1-4-1 utile a garantire la convivenza di Frank Anguissa, Kevin De Bruyne e Scott McTominay. Risultato? 2-0 al Sassuolo ed avvio di campionato da applausi.
Nelle scelte di Conte, rispetto all'anno passato, la novità principale è rappresentata dall'inserimento di KDB tra centrocampo e trequarti: il belga viene impiegato mezzala con licenza di fungere da sottopunta, garantendo un adeguato sostegno offensivo al centravanti (Lucca, visto l'infortunio di Lukaku).
De Bruyne mezzala sinistra con licenza di alzare il proprio raggio, Anguissa interno destro più a protezione del play basso Lobotka, arretrato di qualche metro, mentre McTominay resta largo sulla corsia mancina nei panni del finto esterno. A completare il settore, dall'altro lato, lo stantuffo Politano.
In molti tra Dimaro e Castel di Sangro si chiedevano come potessero giocare contemporaneamente tutti calciatori che predilogono agire per vie centrali: ebbene, Conte in ritiro ha lavorato forte sul 4-3-3 per facilitare l'inserimento dei nuovi senza mai però mandare in soffitta le certezze costruite sul finire del campionato valso lo Scudetto.
Così il 4-4-1-1, che vedeva Raspadori a sostegno di Lukaku, è stato 'ammodernato' diventando un 4-1-4-1 nel quale McTominay resta esterno sinistro pronto a tagliare e sorprendere gli avversari (il goal del vantaggio ne è la fotografia) e De Bruyne fa il pendolo tra le linee, garantendo equilibrio ma allo stesso mantenendo alto il tasso di classe e pericolosità in proiezione avanzata.
In avvio di match, inoltre, Sassuolo-Napol ha offerto un'ulteriore connotato tattico interessante già intravisto in amichevole contro l'Olympiacos: quando McTominay va dentro al campo, De Bruyne si apre e va a coprirgli le spalle sulla mattonella mancina, all'insegna di un interscambio non troppo frequente ma prezioso ai fini di solidità e imprevedibilità.
NAPOLI DELLO SCUDETTO (4-4-1-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Politano, Anguissa, Lobotka, McTominay; Raspadori; Lukaku.
NAPOLI 2025/2026 (4-1-4-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Lobotka; Politano, Anguissa, De Bruyne, McTominay; Lucca/Lukaku.
A riprova della camaleonticità voluta da Conte, ecco cosa ha evidenziato venerdì nella conferenza stampa che ha fatto da antipasto a Sassuolo-Napoli:
"Sappiamo benissimo che il 4-3-3 è nelle corde di questa squadra, abbiamo anche fatto acquisti mirati in tal senso, ma ci sono anche altre strade senza snaturare i giocatori e facendo giocare i migliori".
L'infortunio di Lukaku, inoltre, aspettando novità dal mercato obbliga l'allenatore leccese a reinventare ulteriori alternative a Lucca: una di esse prevede l'impiego di De Bruyne nel ruolo di 'falso nueve', con due esterni offensivi pronti a far male sfruttando la visione di gioco di una boa ricca di talento. Era stato provato già con l'Olympiacos, è successo anche nel finale del match contro il Sassuolo: l'ex City finto centravanti e i nuovi entrati Lang e Neres frecce piazzate nelle vesti di ali.
"Dopo l'infortunio di Romelu stiamo valutando una terza opzione - aveva spiegato appunto Conte sempre alla vigilia della trasferta di Reggio Emilia - perché ora abbiamo solo una punta e bisogna pensare anche di giocare senza di essa".