Se alla Juventus il Mondiale per Club ha regalato qualche nota lieta azzerata dall'amarezza causata dall'eliminazione agli ottavi per mano del Real Madrid, Igor Tudor può comunque sorridere per certezze destinate a tornare utilissime già a partire dalla prossima stagione.
Una di esse la si registra tra i pali, dove Michele Di Gregorio ha completato il grande salto stagionale offrendo un rendimento di alto profilo anche negli USA.
Dal Monza alla Signora: per il nuovo numero uno bianconero, step compiuto e crescita consolidata.
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DiGre, con le sue parate, ha tenuto in vita la Juve in più d'una circostanza. In particolare contro il Manchester City, dove al netto del pesantissimo 2-5 incassato per mano di Haaland e soci l'ex estremo difensore brianzolo ha evitato che la sconfitta assumesse i contorni di una figuraccia ben peggiore.
Basti pensare che, nonostante il passivo, tra le fila di Madama il migliore in campo è risultato essere proprio il 27enne portiere.
In dodici mesi Di Gregorio si è ritrovato a misurarsi con realtà e pressioni ben diverse rispetto a quelle con cui ha convissuto in provincia, dove ha saputo coltivare il proprio talento e sfruttato doti mentali ad hoc fondamentali per chi vuole diventare grande.
Lavoro dentro e fuori dal campo ripagato con gli interessi, perché al di là dell'appendice stagionale vissuta al Mondiale il custode dei pali juventini si è regalato prestazioni da MVP anche in campionato e Champions League. Tradotto in un aggettivo: garanzia.
Ad rendere ulteriormente rumorosa l'ascesa dell'erede di Szczesny, inoltre, sono stati i limiti difensivi con cui ha dovuto convivere la Juve nel corso dell'intera annata: l'idea di calcio liquida portata da Thiago Motta prima, seguita poi dal cambio modulo radicale assimilato soltanto in parte una volta sedutosi in panchina Tudor, non ha consentito al gruppo di assimilare meccanismi in via continuativa e ciò ha prodotto scricchiolii a più riprese.
Pecche arretrate a cui Di Gregorio, con le sue parate, in più di un'occasione ha saputo metterci una pezza contribuendo in maniera evidente al ritorno in Champions dei bianconeri.
Di Gregorio, come recita il comunicato ufficiale diffuso la scorsa estate dalla Juve, è stato acquistato dal Monza per "€ 13,5 milioni, pagabili in tre esercizi, oltre ad oneri accessori per € 0,8 milioni; tale corrispettivo potrà essere aumentato, nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva con il calciatore, per un ammontare non superiore a € 2 milioni, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi".
"Stante l’elevata probabilità del verificarsi delle condizioni di cui sopra tale operazione, ai fini contabili, risulta qualificabile come acquisizione a titolo definitivo già a decorrere dalla data odierna per un importo complessivo pari a € 18 milioni".
Al portiere, che ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno del 2029, ingaggio da circa 2 milioni a stagione più bonus.