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Dzeko alla Fiorentina, ma l'Inter resta nei suoi pensieri: "Due anni bellissimi, ma non ho ancora capito"

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La Fiorentina accoglie Edin Dzeko, volto nuovo dell'attacco che si metterà a disposizione di Stefano Pioli, anch'egli appena ufficializzato dopo la breve parentesi araba sulla panchina dell'Al-Nassr.

Il bomber bosniaco è reduce da due stagioni in Turchia al Fenerbahce, dove si era trasferito a parametro zero nel 2023 in seguito al mancato rinnovo del contratto con l'Inter finalista di Champions League.

Proprio la sua ex squadra è ancora nei pensieri di Dzeko, intervenuto ai microfoni di 'Sky Sport' e in conferenza stampa per parlare anche di altri temi: su tutti quello relativo all'età avanzata (a marzo 2026 soffierà su 40 candeline) e alla stima reciproca in essere con Pioli, suo ex 'nemico' ai tempi della militanza in nerazzurro.

"NON SONO DA BUTTARE"

"L'età non conta - ha dichiarato a 'Sky' - non sono ancora uno da buttare. Dietro a tutto ciò c'è il lavoro che uno a 39 anni deve fare, molto più degli altri. Sto bene, stiamo lavorando duramente e questo ci darà grandi soddisfazioni nel prosieguo della stagione. L'impatto è stato positivo, i ragazzi sono carichi e il mister ci sta trasmettendo pian piano quello che ha intenzione di vedere da noi in campo".

LA STIMA DI PIOLI

"Pioli mi ha fatto un'impressione positiva, è uno che dice subito quello che pensa. Già da avversario lo stimavo tantissimo sapendo che anche da parte sua era così, me lo diceva dopo le partite. Krunic mi parlava benissimo di lui in nazionale. Sono contento di poter lavorare insieme a Pioli, anche a 39 anni con umiltà. Fin dal primo giorno ha detto che mi avrebbe voluto con sé già al Milan".

"INTER? NON HO CAPITO"

"Nessuna polemica, era la verità. Ho pensato ciò che ho detto: non ho capito il motivo della mancata riconferma dopo la titolarità nella finale di Champions a Istanbul. All'Inter ho comunque trascorso due anni bellissimi, non vedo l'ora di tornare a giocare a San Siro".

L'ADDIO DI DZEKO E IL CASO LUKAKU

Il riferimento delle parole di Dzeko è a ciò che successe nell'estate del 2023, quando i dirigenti dell'Inter decisero di non rinnovargli il contratto in scadenza il 30 giugno, a circa tre settimane dalla dolorosa finale europea di Istanbul.

Il piano di Marotta e Ausilio era infatti quello di chiudere col Chelsea per l'acquisto a titolo definitivo di Romelu Lukaku, subentrato dalla panchina proprio al posto del bosniaco contro il Manchester City: tutto andò però in frantumi a causa della volontà del giocatore belga che scelse di non tornare in nerazzurro, con Dzeko ormai salutato e impossibilitato a rimanere al suo posto nel roster offensivo di Simone Inzaghi.