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Fiorentina, ora hai trovato il regista: un Fagioli tutto nuovo guida la risalita viola

Gazzetta

La Fiorentina riparte da Fagioli per il presente, che è la partita di domani contro il Milan, e per il futuro perché Nicolò è nella lista degli incedibili viola. Da giocatori del suo livello passa la salvezza soprattutto se continuasse, come nelle ultime uscite, a fare la differenza in mezzo al campo. Contro la Lazio mercoledì sera all’Olimpico l’assist per Gosens, due salvataggi uno dei quali sulla linea e numeri più che positivi che lo stesso calciatore ha pubblicato sui profili social personali: 5 passaggi chiave, 73 su 78 passaggi precisi, 5 su 7 lanci lunghi, 6 recuperi e 91 tocchi nei novanta minuti. È il nuovo volto di Fagioli che ha trovato il modo di far convivere qualità e continuità. Non è più una questione di lampi isolati, ma del saper prendere le redini del centrocampo.

Per cercare di uscire dal corto circuito in cui è finita la Fiorentina serve uno scatto in avanti dei migliori e Fagioli ha risposto presente all’allenatore Paolo Vanoli che, appena è arrivato in panchina a Firenze, ha cercato subito di spronare il centrocampista: "È bravo, però deve dimostrarlo perché con me gioca chi porta i risultati e io devo pensare a tutta la squadra, non ai singoli". L’avvio non è stato semplice ma alla fine Fagioli è rinato. Contro il Milan sono attese conferme con una fiducia altissima, proprio davanti a quel Massimiliano Allegri che lo ha allenato ai tempi della Juventus e lo ha sempre tenuto in altissima considerazione. Lo ha anche chiamato quando il giocatore un anno fa ha accettato la destinazione Firenze. Una telefonata "paterna" fatta di stima e d’affetto. Max lo vedeva soprattutto mezzala, adesso la novità è il ruolo di play che alla fine Fagioli ha incamerato e fatto suo.

Ci aveva già provato Stefano Pioli, prima di alzare bandiera bianca sul ruolo: "Pensavo di farlo diventare regista e ci credevo tanto, ma alle prime difficoltà lui ci ha creduto meno". Eppure Vanoli è ripartito proprio da lì e la risposta positiva sul campo non è stata immediata, tuttavia non c’è stato neanche spazio per la rinuncia. Lanci di livello, suggerimenti e invenzioni lo hanno portato a essere il regista che Firenze aspettava. Domani contro il Milan serve un’altra controprova, ma anche tanto cervello per diventare l’ago della bilancia della sfida. Fagioli è pronto a confermarsi perché ora sta volando pure dal punto di vista dell’autostima, a differenza della gara di andata a San Siro quando ancora non era in fiducia come adesso. Ora è in forma e anche questo ha il suo peso così come l’assetto tattico perché da quando la difesa è passata alla linea a quattro, Fagioli si è esaltato, ha messo in mostra la sua visione di gioco e ha trascinato i compagni. Ha le caratteristiche perfette per stare davanti alla difesa a dettare i tempi e illuminare il gioco.

È tornato quello dell’apertura chirurgica nella passata stagione all’esordio in viola per Moise Kean a Milano contro l’Inter, ma ora è più consapevole del fatto che non possono bastare alcune giocate episodiche per stare fra i migliori. Paolo Vanoli lo ha elogiato pubblicamente senza mezzi termini, concludendo che "ha preso in mano la squadra, deve essere ambizioso ed è da Nazionale. Alcuni pensavano che il play non lo potesse fare e invece cresce di partita in partita". Applausi a cui si sono aggiunti quelli di Robin Gosens: "Nicolò sta alla grande e così fa la differenza". Domani pomeriggio al Franchi i riflettori saranno su di lui.