Due partite che hanno cambiato prospettive. Sei punti che fanno tutta la differenza del mondo. Dopo un periodo buio (due punti in otto partite) il Lecce è riuscito a sterzare, a rimettersi pienamente in corsa per la zona salvezza e a coinvolgere parecchie altre squadre. Dopo aver piegato l’Udinese con il gol al 90’ di Lameck Banda, ecco il bis a Cagliari con una partita pressoché perfetta, anche dietro: i sardi non hanno mai tirato verso la porta di Falcone. Il comune denominatore di queste due vittorie si chiama Omri Gandelman, arrivato a gennaio per 4,5 milioni dal Gent e subito nel cuore del gioco dei salentini, grazie al suo sinistro educato e nella bravura negli inserimenti.
La società è stata brava a scovarlo, Eusebio Di Francesco ha capito subito le qualità dell’israeliano, lo ha lanciato nella mischia appena lo ha avuto a disposizione e l’israeliano ha fatto vedere tutte le sue qualità, anche sotto porta. Del resto nel primo scorcio di stagione, nel campionato belga, aveva fatto ben 7 gol in 18 partite. In Serie A invece ne ha segnati due di fila: sinistro vincente contro l’Udinese per sbloccare la partita, stacco di testa implacabile contro il Cagliari con un terzo tempo perfetto, probabile derivazione dalla sua storia familiare tramite il nonno e il papà che era un giocatore di basket professionista. "Sono molto contento di aver segnato il secondo gol con la maglia del Lecce - ha detto Gandelman subito dopo la perla di Cagliari - ma soprattutto di aver contribuito alla vittoria della mia squadra. Ora dobbiamo andare avanti così".
Sabato contro l’Inter potrebbe anche rientrare dall’infortunio Medon Berisha e sulla trequarti Di Francesco avrà una bella abbondanza di pedine, anche se l’albanese logicamente ha bisogno di minuti per ritornare al top visto che la sua ultima partita è datata 12 dicembre contro il Pisa. Così Di Francesco sabato punterà ancora sull’israeliano che ha cambiato la faccia e l’umore del Lecce.