Inizia oggi la settimana delle scelte per il Milan. Perché dopo i tanti colloqui definiti "approfonditi e con elementi di alto livello" dai piani alti di via Aldo Rossi, è arrivato il momento delle decisioni in particolare riguardo a chi guiderà il progetto tecnico con il ruolo di capo dell’area sportiva (il direttore tecnico) e a chi siederà in panchina. Glasner, non è un mistero, ha messo il Diavolo in pole alla lista delle sue preferenze e, dopo il lungo colloquio avuto martedì con Cardinale e Ibrahimovic, spera di essere scelto. Anche Rangnick inizierebbe volentieri una nuova avventura professionale, come capo del progetto rossonero, ma per farlo (e abbandonare l’Austria) vuole ampia facoltà di scelta sui suoi collaboratori (compreso il ds), sull’allenatore e sui giocatori. E proprio nell’ottica di aggiungere esperienza e mentalità vincente alla rosa, attenzione a David Alaba, difensore centrale svincolato dopo l’esperienza al Real Madrid nonché capitano dell’Austria. Con Rangnick è legato da un rapporto di grande stima e fiducia e potrebbe essere... il Modric del 2026-27.
Nel summit con il fondatore di RedBird e Ibrahimovic, il tecnico ex Crystal Palace ha analizzato molti aspetti personali e del Milan. Sia del passato sia del futuro. Si è presentato dopo aver visto, insieme ai membri del suo staff, diversi incontri dei rossoneri dell’ultima stagione. Si è fatto così un’idea precisa sulla rosa e sui calciatori funzionali al suo gioco. Che è molto diverso da quello di Allegri. Come Rangnick, dal quale è stato indicato per sedere sulla panchina rossonera, Glasner ama un calcio fatto di pressione e intensità. Chiaramente lo adatta alla rosa che ha a disposizione e, con Eintracht e Palace, ha dovuto anche essere un po’ più prudente di quello che avrebbe voluto. Con il Milan, però, è convinto di portare una mentalità offensiva e un calcio spettacolare. Anche lui, comunque, è consapevole che avrà bisogno di tempo perché le sue squadre solitamente faticano nei primi mesi per poi acquisire il giusto passo. Lo dice la sua storia, con i risultati e i piazzamenti in classifica che sono migliorati con il passare degli anni. Un modo per far capire che potrebbe aver bisogno di sostegno. Su questo punto Cardinale sembra avere le idee chiare e la volontà netta di supportare l’allenatore che sceglierà. Questo concetto lo ha fatto filtrare senza indecisioni perché dalla primavera 2024 ha “bruciato” quattro tecnici.
Glasner ha fiducia che a breve, magari già oggi, gli arriverà una nuova convocazione per una riunione on line o per un meeting. Il Milan è il club che ritiene ideale per fare un salto in avanti in carriera, per lottare per vincere il campionato dopo i quattro trofei messi in bacheca (Europa League con l’Eintracht, Fa Cup, Community Shield e Conference League con Crystal Palace). Se non siederà sulla panchina rossonera, aspetterà una chiamata a stagione in corso.
E poi c’è Rangnick che un segnale dal Milan lo aspetta, ma per il ruolo di direttore tecnico. E, a questo punto, non vuole che l’attesa si protragga molto oltre. Perché anche lui ha spiegato il progetto che ha in mente. Un progetto che necessita di suoi uomini, dallo scouting alle giovanili passando per un tecnico che abbia la sua stessa visione del calcio (Glasner più di Jaissle) e un ds che esegua le sue istruzioni finché l’Austria sarà in corsa al Mondiale (Johannes Spors il preferito; il Milan ha parlato anche con Devin Ozek, svincolato dopo le esperienze al Leverkusen e al Fenerbahce). Una pista da seguire per quel che riguarda i giocatori è quella di David Alaba, svincolato dopo l’esperienza al Real Madrid. È un fedelissimo di Rangnick e, anche se ha una controindicazione legata ai molti infortuni avuti dal 2023-24 in poi (prima la lesione del crociato, poi problemi muscolari e a un menisco), come personalità e abitudine ai top club è una garanzia. Ha quasi 34 anni ed è stato proposto a più squadre, compresa l’Inter. Potrebbe finire nell’altra metà di Milano.