La prima parte della stagione di Alessandro Buongiorno non ha rispecchiato valore del calciatore e aspettative: tra guai fisici e cali di tensione Conte gli ha preferito Juan Jesus, che dovrebbe partire titolare anche in Inter-Napoli di domenica.
Napoli-Verona, per Alessandro Buongiorno, ha rappresentato un po' la punta dell'iceberg di una stagione fin qui ben al di sotto delle previsioni.
Polemiche a parte per il rigore provocato tra le proteste azzurre, che ha consentito a Giovane di gelare il Maradona e portare l'Hellas sul provvisorio 0-2, la prestazione del centrale piemontese ha palesato lacune già mostrate in diversi frangenti del percorso dei campioni d'Italia tra campionato e Champions.
Buongiorno non è quello visto all'opera quando il trend è risultato negativo, questo lo sanno tutti, ecco perché di fronte a passaggi a vuoto ed errori il rendimento verso il basso dell'ex Toro fa notizia.
Ne sa qualcosa Juan Jesus, che nelle ultime settimane ha effettuato il sorpasso nelle gerarchie difensive di Antonio Conte strappando la titolarità al numero 4, in odore di panchina nel big match di domenica sera contro l'Inter.
A fare da cornice al 2025/2026 in affanno di Buongiorno, è doveroso evidenziarlo, ci si son messi guai fisici che ne hanno condizionato preparazione all'annata e un impiego al 100% della condizione.
Il calvario stagionale di Buongiorno è stato inaugurato a ridosso del ritiro di Dimaro, con prima metà del precampionato saltata per intero: motivo? un intervento all'inguine effettuato prima di partire per la Val di Sole, necessario per risolvere il groin pan. Trattasi di un dolore che interessa l'area dell'inguine, spesso viene associato alla pubalgia e può essere causato da lesioni muscolari, infiammazioni, ernie o compressione dei nervi.
Ad inizio agosto il ritorno in gruppo, a Castel di Sangro, coi restanti scampoli di sedute, programma e amichevoli agli ordini di Conte col resto dei compagni: la forma non poteva però essere delle migliori, ragion per cui l'esordio in campionato è avvenuto alla seconda giornata - subentrando a 20' dal termine - contro il Cagliari.
Da lì in avanti 90' autoritari a Firenze, prova rivedibile nella tana del City e 81' col Pisa, nuovo capolinea causa infortunio: lesione di basso grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra e niente Milan, Sporting e Genoa, con rientro dalla panchina contro il 'suo' Torino.
Da lì in avanti Buongiorno le ha giocate tutte alternando rendimento sufficiente a blackout, come quello vissuto nel tracollo di Eindhoven o tradotto nel mani valso il penalty all'Inter nel primo round del Maradona.
Tra Benfica e Udinese, poi, altre due prestazioni sbiadite che hanno portato Conte a 'switchare': in Arabia fuori Ale e dentro Juan Jesus, con Milan e Bologna scalpi del Napoli vincitore della Supercoppa.
Il brasiliano ha convinto con gli interessi, guadagnandosi la conferma anche contro Cremonese e Lazio fino alla panchina col Verona, sfida che - rigore a parte - ha mostrato un Buongiorno di nuovo in difficoltà.
L'allenatore salentino, domenica scorsa, al termine di Lazio-Napoli aveva risposto così alla domanda sul perché dell'avvicendamento tra Buongiorno e Juan Jesus:
"Quando ci sono altri calciatori che danno garanzie è giusto cambiare. Juan Jesus ha qualità, è carismatico e abbiamo bisogno anche di questo. Alessandro ora sta bene e ci sarà da giocare ogni tre giorni, dunque servirà effettuare delle rotazioni. Ora è rientrato anche Olivera, lo farà anche Beukema: la difesa non mi preoccupa".
Conte ha schierato titolare Buongiorno contro l'Hellas anche alla luce della diffida di Juan Jesus, che si appresta a giocare dal 1' Inter-Napoli riprendendo posto sul centrosinistra del pacchetto a 3: un giallo coi veneti sarebbe costato al brasiliano il forfait nella supersfida di San Siro, che l'ex Toro invece appare destinato a guardare - perlomeno inizialmente - dalla panchina.