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Gli anni di Commisso presidente della Fiorentina: tre finali, il Viola Park e gli affari sul mercato

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Sei anni e mezzo di presidenza della Fiorentina per Rocco Commisso, diventato patron nel 2019: dalle vittorie sfiorate all'importante lascito del Viola Park.

La Fiorentina e i suoi tifosi piangono la scomparsa del proprio presidente: Rocco Commisso è venuto a mancare negli Stati Uniti all'età di 76 anni a causa di una malattia.

Un triste risveglio per il nostro calcio, che perde una delle figure più importanti dell'intero sistema per quello che è stato l'operato nei sei anni e mezzo trascorsi alla guida della società viola.

Tanti obiettivi di crescita raggiunti e un'eredità caratterizzata in primis dalla presenza dell'avveniristico Viola Park, senza dimenticare i risultati sportivi raggiunti e le operazioni che hanno elettrizzato il calciomercato in entrata e in uscita.

PRESIDENTE NEL 2019

Commisso era diventato il numero uno della Fiorentina il 6 giugno 2019, quando per una cifra compresa tra i 150 e i 170 milioni di dollari aveva acquisito la maggioranza del club dai fratelli Andrea e Diego Della Valle.

Sotto la sua guida, la società toscana ha raggiunto importanti traguardi in Italia e in Europa, nonostante un avvio complicato (10° e 13° posto nelle prime due stagioni di Serie A) che comunque non ha posto un freno al processo di crescita generale.

LE FINALI PERSE

La svolta è arrivata con la nomina ad allenatore di Vincenzo Italiano, con cui la Fiorentina è riuscita a tornare in una competizione europea grazie al settimo posto finale nella Serie A 2021/22.

Nella stagione successiva, i viola hanno sfiorato la doppia impresa arrivando in finale sia di Conference League che di Coppa Italia e venendo in entrambe le situazioni sconfitta di misura: nel primo caso dal West Ham, nel secondo dall'Inter di Simone Inzaghi.

La Fiorentina ci ha riprovato nel 2023/24, raggiungendo nuovamente l'ultimo atto della terza competizione europea per club: stavolta, a bloccare i sogni di gloria, è stato l'Olympiacos dopo una lunga battaglia conclusasi soltanto ai tempi supplementari.

LA MORTE DI JOE BARONE

La presidenza di Commisso è stata segnata anche dalla scomparsa del suo fedele collaboratore Joe Barone, morto nel 2024 dopo un malore accusato nell'albergo che ospitava la Fiorentina in vista di una sfida di campionato che si sarebbe dovuta giocare sul campo dell'Atalanta.

Barone aveva assunto la carica di direttore generale del sodalizio viola, occupandosi di portare a compimento l'ambizioso progetto del Viola Park, fiore all'occhiello dei traguardi completati durante la presidenza targata Commisso.

IL VIOLA PARK

Presentato nel 2020, il progetto del Viola Park è stato fortemente voluto da Commisso grazie all'acquisizione di un'area privata nel comune di Bagno a Ripoli e ha visto la luce nel 2023, anno dell'inaugurazione.

Il centro sportivo viola (ampio ben 22 ettari) è una struttura all'avanguardia, formata da dieci campi d'allenamento tra cui uno stadio da 3000 posti (dove giocano le formazioni Primavera, sia maschile che femminile) e uno da 1500 dedicato alle giovanili. 

Per la realizzazione sono stati necessari tra i 110 e i 120 milioni di euro, a conferma della bontà di un progetto per molti versi 'rivoluzionario' per il contesto italiano.

GLI AFFARI SUL MERCATO

Sotto la presidenza Commisso, la Fiorentina ha fatto la voce grossa anche nel calciomercato: diverse le operazioni celebri, in entrata e in uscita.

Nella sua gestione si sono verificati sia l'acquisto più oneroso nella storia del club (Nico Gonzalez dallo Stoccarda per 27 milioni) che la cessione più remunerativa (Vlahovic alla Juventus per oltre 80 milioni).

Ai bianconeri è stato ceduto anche Chiesa per poco meno di 45 milioni mentre, considerando la rosa attuale, spicca l'affare Kean: per l'attuale bomber viola, prelevato dai bianconeri, sono bastati 13 milioni, cifra bassissima rispetto alla valutazione di cui gode in questo momento.