Nelle ultime due tournée estive negli Stati Uniti, il Manchester United ha affrontato squadre del calibro di Real Madrid, Arsenal, Liverpool e Borussia Dortmund. Quest'anno, invece, il calendario della pre-season americana appare decisamente meno scintillante: West Ham, Everton e Bournemouth saranno gli avversari.
Un cambio di livello che fotografa perfettamente il ridimensionamento del club, soprattutto in ottica internazionale. Del resto, molte delle big con cui lo United ambisce a confrontarsi hanno scelto itinerari ben diversi. Liverpool, Arsenal, Tottenham e Newcastle sono volati in Asia, mentre Chelsea e Manchester City hanno già attraversato l’Atlantico per disputare il Mondiale per Club.
Ma non è solo il programma delle amichevoli a mancare di appeal. Anche il mercato stenta a decollare: finora sono stati ufficializzati solo l’arrivo di Matheus Cunha e il già definito acquisto del giovane paraguaiano Diego Leon. La trattativa per Bryan Mbeumo si è arenata, mentre sul fronte delle cessioni la situazione è ancora più stagnante.
Nonostante il clima generale poco esaltante, il mese a venire sarà cruciale. Amorim non ha usato mezzi termini, definendo l’ultima stagione "un disastro". Ora serve un’inversione di rotta netta.
Il precampionato prenderà il via sabato con il test contro il Leeds a Stoccolma, poi la squadra volerà negli USA per la "summer series". A New Jersey sfiderà il West Ham al MetLife Stadium, poi toccherà al Bournemouth al Soldier Field di Chicago, e infine all’Everton al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Prima dell’esordio ufficiale in Premier League — niente meno che contro l’Arsenal all’Old Trafford — ci sarà un’ultima amichevole contro la Fiorentina dell’ex David De Gea.
Ecco sei aspetti da tenere d’occhio mentre Amorim e i suoi ragazzi iniziano a fare sul serio…
Andre Onana si è presentato al raduno in bilico, con il suo status di numero uno dello United messo in discussione dopo una seconda stagione tutt’altro che convincente. A meno di una settimana dall’inizio della preparazione, il camerunese ha riportato un infortunio muscolare al bicipite femorale che lo terrà ai box per le prime amichevoli estive, se non addirittura per l’intero precampionato.
Un problema non da poco per i Red Devils, perché se è vero che Onana è spesso nel mirino della critica, le alternative non offrono maggiori garanzie. Altay Bayindir si è distinto più per errori che per parate nelle rare occasioni in cui è sceso in campo, e pare intenzionato a lasciare il club per trovare maggiore continuità altrove. Il terzo portiere Tom Heaton ha 39 anni e non gioca una gara ufficiale da febbraio 2023.
Amorim potrebbe così dare spazio ai giovani Elyh Harrison (19 anni), Radek Vitek (21) o Dermot Mee (22), mentre resta sullo sfondo la possibilità di intervenire sul mercato. Una situazione tutt’altro che ideale per un club che, dopo aver investito 47 milioni di sterline per strappare Onana all’Inter due estati fa, pensava di aver sistemato il ruolo a lungo termine.
Matheus Cunha è stato accolto come l’uomo della svolta e tutti gli occhi saranno puntati su di lui, sia in pre-season che quando inizieranno le partite che contano. L’amministratore delegato Omar Berrada lo ha paragonato a una figura leggendaria come Eric Cantona, e al brasiliano – nato il giorno dopo lo storico Treble del 1999 – è stata subito affidata la prestigiosa maglia numero 10, strappandola di fatto a Marcus Rashford prima ancora che l’inglese trovasse una nuova sistemazione.
Dopo che lo United ha pagato la clausola da 62,5 milioni per portarlo via dal Wolverhampton, Cunha ha fatto subito breccia nei cuori dei tifosi raccontando di quando guardava le partite dei Red Devils a casa della nonna o giocava indossando la maglia del club con gli amici. Ora, però, dovrà dimostrare il suo valore sul campo.
Il suo carattere vincente è noto, ma in passato gli è anche costato qualche grattacapo: starà a lui incanalare nel modo giusto questa personalità ingombrante e conquistarsi la fiducia dello spogliatoio. Quel che è certo, però, è che lo United ha un disperato bisogno di un leader tecnico come lui, e sarà interessante vedere se riuscirà a prendersi la scena.
In genere, un allenatore reduce dalla peggior stagione del club negli ultimi 51 anni partirebbe con il fiato sul collo. Amorim, invece, sembra esercitare ancora un controllo totale, come fin dal primo giorno. Non ha esitato a escludere Rashford appena poche settimane dopo il suo arrivo, e ha già comunicato ad Alejandro Garnacho – uno dei pochi talenti offensivi rimasti – che non rientra nei piani.
Il tecnico ha un’influenza evidente anche sul mercato: lo United sta puntando principalmente su giocatori già rodati in Premier League e che conoscono il suo modulo di riferimento, il 3-4-2-1. Sarà interessante capire come reagirà lo spogliatoio e se ci saranno altri scontri caratteriali. D’altronde, parliamo di un allenatore che ha rotto un televisore dopo una sconfitta contro il Brighton e ha definito la sua squadra “una delle peggiori della storia dello United”.
Per Amorim, questa pre-season è l’occasione ideale per far crescere condizione e automatismi, visto che finora la squadra ha mostrato grosse lacune sia fisiche che tattiche. Il fatto di affrontare quattro squadre di Premier nei prossimi impegni estivi potrà aiutarlo… ma anche metterlo sotto pressione: una serie di risultati negativi complicherebbe le cose prima ancora dell’inizio ufficiale della stagione.
Rasmus Hojlund ha chiuso la scorsa stagione visibilmente stremato. Solo tre goal in 34 partite tra dicembre e maggio, e l’impressione costante che non vedesse l’ora che tutto finisse. Anche la tournée asiatica post-campionato è stata un incubo: nessun goal contro le All Stars ASEAN o contro Hong Kong, e umiliazione finale con il 17enne Chido Obi che segna la rimonta dopo averlo sostituito.
Gary Neville ha descritto Hojlund come “psicologicamente finito” durante la sua astinenza da goal durata 21 partite. E i rumors su un nuovo attaccante in arrivo (i nomi vanno da Ekitike a Kean, passando per Watkins e Delap) certo non aiutano il morale del danese.
Gli ultimi due estati sono stati un incubo: prima un infortunio alla schiena che gli ha impedito di partecipare al pre-campionato 2023, poi lo stiramento muscolare alla prima partita della tournée americana contro l’Arsenal. Un precampionato senza problemi fisici potrebbe finalmente essere il trampolino per dimostrare il suo valore e giustificare i 72 milioni spesi per lui. In caso contrario, le strade tra lui e il club potrebbero separarsi molto prima del previsto.g
È altamente improbabile che Marcus Rashford o Alejandro Garnacho prendano parte alle amichevoli estive, così come gli altri epurati dell’attacco: Jadon Sancho e Antony. Ma più passa il tempo senza una loro cessione, più diventano un problema per Amorim.
Il tecnico dovrà affrontare inevitabilmente molte domande in conferenza stampa su queste esclusioni eccellenti, in particolare su Rashford e Garnacho, da lui stesso messi fuori rosa.
Più urgente, però, è il bisogno di vendere questi elementi – insieme a Tyrell Malacia – per finanziare il resto del mercato. Amorim ha ancora molto da fare per completare la sua rivoluzione, e ogni giorno che passa senza cessioni lo complica.
Segnalato come cedibile già a dicembre, Kobbie Mainoo sembra ora destinato a restare. A differenza di Garnacho, non ha mai creato problemi ad Amorim, ma resta il fatto che il tecnico non gli ha ancora trovato una collocazione chiara.
Nelle prime settimane di gestione portoghese è stato impiegato in ruoli diversi, incluso un fallimentare esperimento da falso nueve contro il Crystal Palace. Dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori otto settimane, ha giocato pochissimo.
Mainoo ha iniziato solo 4 delle ultime 12 gare stagionali, e sempre in occasione di rotazioni pre-Europa League. Nella finale decisiva contro il Tottenham, è entrato solo al 90’. Eppure, all’Europeo 2024 è stato fondamentale per l’Inghilterra, così come lo era stato per Ten Hag. Il fatto che Amorim non lo consideri centrale resta un mistero.
Il precampionato sarà quindi un test importante per entrambi: per il tecnico, che dovrà capire dove possa rendere di più; e per Mainoo, che dovrà dimostrare il proprio valore e guadagnarsi fiducia.