La prima grande e sostanziale differenza nel cammino a breve-medio termine di Inter e Milan la consegna il piano di lavoro di questa settimana: mentre i nerazzurri sono stati impegnati in Coppa Italia e oggi si esibiranno in campionato, il Diavolo godrà di una vacanza supplementare. I rossoneri sono reduci da tre giorni di libertà consecutivi: giovedì, venerdì e sabato. Un lusso raro, fondamentalmente una primizia in questo periodo dell'anno per una squadra in lotta per lo scudetto. Dipende dal fatto che questo fine settimana per il Milan è libero: il calendario proporrebbe il Como, ma la concomitanza olimpica al Meazza ha fatto slittare la partita. Niente Australia, come previsto inizialmente, si giocherà a San Siro mercoledì 18 febbraio, ma tanto basta per avere il weekend sgombro da impegni. La data da cerchiare sul calendario comunque è quella dell'8 marzo (in attesa dell'ufficialità): ovvero il giorno di Milan-Inter, la sfida delle sfide che potrebbe cambiare volto al campionato oppure mandarlo virtualmente in archivio. Molto dipenderà dalla classifica delle milanesi in quella data. Ma che cosa succederà fino ad allora?
Detto della notevole differenza lavorativa nella settimana che si chiude oggi, in questo mese che ci separa dalla stracittadina il primo dato a balzare all'occhio è il numero di partite. L'Inter ne giocherà sette: quattro di campionato, due di Champions e quella in Coppa Italia. Il Milan si fermerà alle quattro di campionato: tre impegni in meno nell'arco di un solo mese sono un fattore che va tenuto in ampia considerazione e va ovviamente sfruttato da parte di chi insegue. Il doppio impegno europeo dell'Inter è con il Bodo, in termini puramente tecnici inferiore ai nerazzurri, ma squadra particolarmente scorbutica sul proprio campo (qualche italiana ne sa qualcosa...), oltre al discorso di una trasferta poco agevole per clima e distanza. Sono spostamenti stancanti, al di là della partita in sé. In Coppa Italia i quarti di finale hanno portato a San Siro il Torino: gara secca, non agevole, con dispendio in termini mentali. Per quanto riguarda invece le partite di campionato, nel fine settimana in cui il Milan si accomoda in poltrona i nerazzurri sono ospiti del Sassuolo e il sabato successivo, a San Valentino, al Meazza andrà in scena la super sfida con la Juve. Difficile pensare che siano cuoricini. Dopo di che, sabato 21 trasferta a Lecce e l'1 marzo di nuovo in casa col Genoa. L'obiettivo? Scontato: mantenere i 5 punti di vantaggio sui cugini e, magari, provare pure ad ampliarli.
Il calendario dell'Inter è un po' più complesso rispetto a quello rossonero ma, a grandi linee, è concettualmente simile: anche per il Diavolo un incrocio ostico e altri tre sulla carta abbordabili. Il primo appuntamento è quello di venerdì 13 febbraio a Pisa, dopo di che il recupero col Como a San Siro (18 febbraio), seguito da un altro impegno casalingo con il Parma (22 febbraio) e poi dalla trasferta di Cremona (1 marzo). In casa rossonera la buona notizia è che, come confida Allegri, con dieci giorni prima della prossima partita, gli acciaccati Pulisic e Leao hanno la possibilità di sistemare i rispettivi muscoli. La notizia meno buona arriva osservando i risultati del girone di andata contro le tre piccole: tra Pisa, Parma e Cremonese il Milan aveva messo insieme la miseria di due punti (Pisa e Parma), trovando alla prima giornata con la Cremonese l'unica sconfitta in questo campionato. Con il Como invece era arrivata una vittoria. Tirando le somme: l'obiettivo rossonero è evidentemente arrivare al derby quanto meno con l'Inter a portata di tiro (tradotto: se sarà divario, non oltre i 3 punti possibilmente). Ovvero riuscire a rosicchiare qualche punticino prezioso per presentarsi al D-day - "d" come derby, certo - con una corsa scudetto potenzialmente tutta da riaprire.