
Ancora una volta, Cesc Fabregas sta dando dimostrazione di essere un grande allenatore nella gestione del talento. Non solo Nico Paz e Baturina, perché la lista dei giovani valorizzati nelle ultime tre stagioni è davvero impressionante. E dopo quanto visto in occasione della vittoria di ieri, l'ultimo di questo elenco potrebbe essere anche il brasiliano Kaiki.
Prelevato dal Cruzeiro la scorsa estate, il terzino del 2003 ha debuttato ieri pomeriggio contro il Parma dal primo minuto. In precedenza, aveva collezionato appena nove minuti di gioco da esterno di centrocampo, entrando nel finale di gara contro il Napoli alla seconda giornata di Serie A Enilive.
Nel primo mini-turnover della stagione, a pochi giorni dal successo storico in Champions League contro il Lipsia, Fabregas gli ha concesso una grande opportunità dall'inizio al posto dell'inamovibile Valle. E Kaiki non ha perso tempo: subito un gol per rompere il ghiaccio nel migliore dei modi davanti ai suoi nuovi tifosi, mettendo in mostra un'interpretazione del ruolo moderna e propositiva.
Una sorpresa, a detta di molti, ma non di Fabregas che lo aveva voluto fortemente dopo aver apprezzato il suo percorso di crescita nel campionato brasiliano. Kaiki, alla sua prima esperienza europea, ha trovato una delle formazioni più internazionali in circolazione. Una squadra capace di metterlo sin dalle prime battute nelle condizioni di esprimere al meglio le sue potenzialità.
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Il gol contro il Parma, per quanto semplice da realizzare, è nato proprio da una richiesta ben precisa del suo allenatore. Sulla ribattuta spedita in rete, infatti, il brasiliano si trovava in posizione da trequartista. Un ruolo che Kaiki, così come Couto dall'altra parte, ricopre spesso durante la partita. Il terzino che entra dentro il campo per isolare l'uno contro uno degli esterni d'attacco, ma anche per aggiungere qualità e fluidità al gioco in mezzo. Concetti chiave nel gioco di Fabregas, esaltati dalle caratteristiche dei suoi interpreti. Proprio per questa ragione lo spagnolo quasi si indispettisce quando il termine 'sorpresa' viene accostato ai suoi giocatori. Il mercato, così come il suo gioco, ha preservato una precisa identità.
Analizzando la sua partita, emergono alcuni indicatori che balzano subito all'occhio. L'ex Cruzeiro ha toccato ben 69 palloni in tutta la partita, realizzando cinque dribbling su cinque tentativi. Una percentuale mostruosa per un terzino sinistro che denota anche una certa personalità. Nel computo totale dei passaggi, il 50% sono stati effettuati nella metà campo avversaria, a dimostrazione della presenza offensiva garantita durante tutta la gara. Sfruttando i tagli centrali di Baturina, poi, è riuscito a crossare cinque volte e servire due passaggi chiave ai compagni dentro l'area di rigore.
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Sulla fase di non possesso, ovviamente, ci sarà da lavorare. Il Como è una squadra che per caratteristiche tende a subire poche iniziative degli avversari nei novanta minuti. Come successo contro il Parma, però, soprattutto nei minuti finali la squadra può perdere un po' di lucidità sia nel pressing che negli accerchiamenti una volta persa palla. In quelle fasi della partita, dunque, Kaiki dovrà inevitabilmente crescere in aggressività e lettura dei pericoli. Sul gol del 2-1 siglato da Romero quasi allo scadere, il brasiliano è sembrato fin troppo leggero nel duello con Almqvist. Una situazione di gioco che un tecnico maniacale come Fabregas avrà già attenzionato con il suo staff e sulla quale il terzino dovrà migliorare per contendere a Valle il posto da titolare anche nelle serate di Gala.
In generale, ci troviamo di fronte all'ennesima intuizione di Fabregas e della squadra mercato del Como. Un aspetto che a volte finisce per passare in secondo piano nel dibattito attorno al club, frequentemente criticato per il limitato impiego di giovani italiani. Un tema legittimo, forse l'unico argomento portato avanti dai detrattori del tecnico spagnolo. Ma che rischia di far perdere di vista un'altra realtà: il Como sta dimostrando una capacità di scouting tra le più interessanti del panorama europeo.
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Il Como può contare su una solida potenza economica, è vero, ma ha scelto comunque di puntare più sulle proprie idee che sui grandi nomi. Nico Paz, Baturina, Ramon, Diao, Douvikas, Valle, Perrone e potremmo andare avanti all'infinito: tutti tasselli diversi della stessa filosofia. Rendere il Como più italiano potrebbe essere la sfida più intrigante e complicata dei prossimi mesi. Perché in fondo questa è la firma più riconoscibile del lavoro di Fabregas: trasformare quelle che dall'esterno appaiono come delle sorprese in decisioni che col tempo diventano quasi inevitabili.
Al termine di una trattativa lunga e snervante con il Cruzeiro, il Como la scorsa estate è riuscito ad aggiudicarsi il cartellino del brasiliano. L'intesa finale per Kaiki è stata raggiunta sulla base di un prestito con obbligo di riscatto fissato sui 15 milioni di euro. Il brasiliano ha dunque siglato un contratto di cinque anni con il club lombardo, con scadenza fissata nel giugno 2031.
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