Nel giro di dodici mesi, in casa Juventus il mondo si è letteralmente ribaltato.
Un anno fa, di questi tempi, c’era grande curiosità per l’inizio di un ciclo caratterizzato dall’arrivo di tanti giocatori dal mercato (alcuni dei quali non hanno poi reso secondo le aspettative) e soprattutto dall’approdo in panchina di Thiago Motta, ovvero il tecnico che avrebbe dovuto portare in dote un calcio totalmente diverso, fatto di idee moderne, spettacolo e tanta proiezione offensiva.
Una netta rottura rispetto al passato, che però non ha dato i frutti sperati. L’avventura dell’allenatore italo-brasiliano in bianconero è stata scandita da tanti alti e bassi ed è finita molto prima di quanto fosse lecito aspettarsi ed oggi la Vecchia Signora è ripartita da nuovi dirigenti e da un tecnico, Igor Tudor, che tutti inizialmente consideravano un traghettatore, ma che poi si è meritato il sul campo la riconferma.
La Juve che si presenta ai blocchi di partenza dell’annata 2025/2026 desta probabilmente meno curiosità di quella della scorsa estate e questo probabilmente anche perché si è tornato a gestire il tutto in maniera meno plateale e più tranquilla.
Meno casi e più unità e lo sanno bene anche gli esuberi che, a differenza di un anno fa, non rappresentano più una parte a se stante del gruppo, ma fanno comunque parte del progetto che si sta portando avanti.
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Quello di dodici mesi fa era di fatto un gruppo diviso in due: da una parte c’erano i giocatori sui quali Thiago Motta aveva deciso di fare affidamento, dall’altra c’erano invece coloro che erano considerati esuberi.
Nella seconda categoria rientravano elementi come Arthur, Kostic, Chiesa, Tiago Djalò e perfino Weston MeKennie, con quest’ultimo che poi è riuscito a guadagnarsi la fiducia del suo tecnico venendo di fatto reintegrato, prima di ritagliarsi poi uno spazio importante nel corso della stagione.
Igor Tudor ha deciso di gestire il tutto in maniera diversa. Come dodici mesi fa, la Juventus vivrà parte del suo ritiro in Germania, ma questa volta nessuno degli elementi sul mercato è rimasto a Torino.
Tudor, in accordo con la società, ha portato a Herzogenaurach tutti gli elementi della rosa che attualmente sono nelle condizioni di allenarsi ai suoi ordini.
Del gruppo partito alla volta della Germania, fanno parte anche quei giocatori come Weah, Douglas Luiz, Arthur e Vlahovic che sono da tempo considerati nella lista dei partenti.
I primi tre non hanno preso parte alla prima amichevole stagionale, quella giocata sabato alla Continassa con la Reggiana, ma comunque continuano ad allenarsi con il resto della squadra in attesa di una nuova sistemazione.
Di fatto, ciò che è radicalmente cambiato rispetto a dodici mesi fa, è il fatto che nessuno in casa Juve venga oggi realmente considerato escluso.
Certo ci sono giocatori per i quali si stanno cercando nuove sistemazioni, ma tutti sono in fase di valutazione e per nessuno si vuole creare quella situazione che poi porterebbe ad un netto deprezzamento del cartellino.
Contro la Reggiana si sono visti in campo anche elementi come Miretti, Djalò, Kostic e Rugani (ma anche Nico Gonzalez) che non sono certi della permanenza, ma che comunque potrebbero ritagliarsi ancora uno spazio come valide alternative.
Per questo motivo dunque, a Torino sono rimasti i solo Milik e Savona, ma per motivi che nulla hanno a che fare con il mercato: sono reduci da infortuni e dunque lavoreranno per riavvicinarsi alla giusta condizione.
Tra tutti i giocatori oggi a disposizione di Igor Tudor, quello che sembra più vicino alla cessione è Timothy Weah.
Non è un mistero che sulle sue tracce ci sia il Marsiglia e che il giocatore gradisca la destinazione.
Di fatto, se fosse per lui, a quest’ora sarebbe già agli ordini di De Zerbi, ma sin qui il suo trasferimento non si è concretizzato a causa del mancato accordo tra i due club.
Nulla di insormontabile, soprattutto qualora si dovesse trovare la giusta quadra relativa alla formula. Qualora l’OM riuscisse a spingersi verso un’operazione a titolo definitivo, la fumata bianca potrebbe arrivare in tempi brevi.
Quello che è certo è che Weah aspetterà novità direttamente dalla Germania, mentre continua a lavorare con i suoi compagni di squadra.