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La Juventus patteggia sul caso plusvalenze: "Nessuna ammissione di responsabilità, ribadiamo la correttezza del nostro operato"

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Il processo Prisma sulle plusvalenze si è concluso a Roma col patteggiamento degli ex dirigenti bianconeri e della stessa Juventus.

In una nota ufficiale pubblicata sul sito del club, però, la società ha voluto chiarire come la scelta di patteggiare non comporti alcuna ammissione di colpa.

La Juventus anzi ha sottolineato ancora una volta la correttezza del proprio operato motivando la decisione solo "nell'interesse di società e azionisti".

LA JUVE PATTEGGIA: AMMENDA

"Juventus Football Club S.p.A. comunica che in data odierna il GUP del Tribunale di Roma ha accolto le istanze di applicazione della pena su richiesta di tutte le parti (imputati e PP.MM.) (ex artt. 444 e ss. c.p.p.) e ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di uno degli imputati. A seguito del patteggiamento la Società sarà tenuta al pagamento di una sanzione pecuniaria di Euro 157 mila” si legge nel comunicato ufficiale.

LA DIFESA DELLA JUVE

Poi la stessa Juventus chiarisce i motivi del patteggiamento che "non comporta alcuna ammissione né riconoscimento di responsabilità. La Società, pur ribadendo la correttezza del proprio operato e la fondatezza delle proprie argomentazioni difensive, ha ritenuto di accedere a tale istituto nel miglior interesse della Società stessa, dei suoi azionisti e di tutti gli stakeholders (sia appartenenti al mondo dello sport che non), ottenendo la definizione della propria posizione processuale in relazione ad un procedimento avviato nel novembre 2021 e a vicende ormai risalenti nel tempo”.

L'ACCORDO CON LE PARTI CIVILI

La società, oltre all'ammenda, dovrò risarcire le parti civili che si erano costituite nel procedimento. In tale contesto "alla data odierna, sono stati definiti accordi transattivi con alcune parti civili costituitesi nel procedimento penale tra le quali Consob, le Associazioni dei Consumatori nonché circa un terzo delle altre parti civili”.

LE DICHIARAZIONI DI ANDREA AGNELLI

Anche l'ex presidente Andrea Agnelli, coinvolto nell'inchiesta Prisma, ha scelto la strada del patteggiamento ed è stato condannato a un anno e otto mesi. Ma anche in questo caso senza ammettere alcuna condotta illecita:

"Ribadisco oggi il profondo rispetto per le Autorità competenti chiamate a valutare il mio operato, nella piena consapevolezza che le inchieste sportive e penali costituiscono sul piano personale, un capitolo molto gravoso, ma anche un utile spunto di analisi per il futuro. La decisione di avanzare larichiesta di applicazione della pena, sospesa, priva di effetti civili e di sanzioni accessorie, senza riconoscimento di responsabilità, quindi coerente con la mia posizione di innocenza, è stata indubbiamente molto sofferta. Dopo aver a lungo riflettuto, sono però convinto che rappresenti la scelta più opportuna, considerando che questo procedimento penale, avviato ormai quasi quattro anni fa, si trova ancora nella fase iniziale dell’udienza preliminare e l’alternativa sarebbe stataun limbo destinato a trascinarsi ancora per moltissimo tempo.Avendone quindi oggi l’opportunità, ritengo giusto porre fine a questo lungo periodo nel pieno rispetto delle procedure.

Il mio amore per la Juventus resta totale e immutato, così come il mio legame con l’Italia e, in particolare, con Torino, la mia città".