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La prima intervista di Ricci da giocatore del Milan: il ruolo preferito, Pirlo come modello, perché ha scelto il numero 4

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Samuele Ricci è un giocatore del Milan da pochi giorni: da quando, cioè, giovedì sera il club rossonero ha annunciato ufficialmente il suo arrivo dal Torino al termine di una trattativa andata a buon fine.

Due giorni dopo, Ricci ha rilasciato la sua prima intervista da calciatore del Milan in attesa della conferenza stampa di presentazione: lo ha fatto a Milan TV, emittente ufficiale rossonera.

Una chiacchierata in cui l'ex granata ha svariato lungo diversi temi: tra questi anche il ruolo in cui vorrebbe essere utilizzato nell'undici di Massimiliano Allegri, il suo nuovo allenatore a Milano.

"MAI STATO COSÌ NERVOSO"

"Le emozioni sono tante, non sono mai stato così nervoso come in questi giorni. Essere qui è un onore, sappiamo tutti che club è il Milan. Le aspettative sono alte, è un anno importante e farò del mio meglio per ripagare la fiducia che mi è stata data.

Gli obiettivi sono cercare di vincere più partite possibile: il Milan è un club importante e bisogna cercare di dare sempre il massimo”.

"IL MOMENTO GIUSTO DI ESSERE QUI"

"Penso sia il momento giusto di essere al Milan. Il Torino mi ha dato l’opportunità di crescere molto, Juric e Vanoli mi hanno aiutato e devo dire grazie anche a loro se sono qui, oltre a tutti quelli che hanno fatto parte della mia carriera. Credo che questo sia il posto giusto per migliorare: qui ti confronti con giocatori importanti, tra i più forti al mondo. Io sarò sempre me stesso sia dentro che fuori dal campo, sempre molto equilibrato. Penso che potrò dare una mano al Milan”.

IL RUOLO PREFERITO

“Il ruolo del mediano a tre è quello che sento più mio, però nel corso degli anni ne ho imparato anche altri. Ho iniziato come mezzala in Serie B, con Juric ho giocato in una mediana a due e lì ti chiedono più cose, devi fare tutto in maniera perfetta. Poi sono tornato a giocare mediano davanti alla difeso: forse il ruolo che sento più mio è quello”.

IL MODELLO

“Il primo giocatore che mi viene in mente è Pirlo, il maestro in quel ruolo. Vedevo i suoi video quand'ero piccolo. Non sono riuscito a vedere moltissime sue partite, ma me lo ricordo molto bene”.

PERCHÉ IL NUMERO 4

"L'avevo avuto anche in passato nelle nazionali. Mi piace molto, si addice molto a quello che sono dentro e fuori dal campo, è un numero che dà stabilità ed equilibrio. È quello che sono io".