Gerard Deulofeu, sotto contratto con l'Udinese fino a giugno e fermo da 3 anni per i guai al ginocchio, annuncia l'intenzione di voler tentare il rientro: "A livello muscolare sto perfettamente, ma mi manca la cartilagine. Non penso al post carriera, bensì a tornare in campo".
Gerard Deulofeu, senza pallone, non riesce a stare.
Il fantasista spagnolo, che a dispetto dello sfortunato calvario fisico in corso da 3 anni ha rinnovato il proprio contratto con l'Udinese fino al 30 giugno del 2026, ai canali ufficiali del club friulano ha annunciato l'intenzione di voler provare un clamoroso ritorno in campo.
Uno scenario che cancellerebbe in un colpo solo le voci relative ad un ipotetico ritiro anticipato, dovuto ai guai accusati al ginocchio che stanno tormentando l'ex Barcellona e Milan.
Ecco cosa ha detto Deulofeu, intervenuto a 'Udinese Tonight', sulle proprie condizioni e sull'eventuale rientro.
"Come va? Va bene e non va bene. Va bene perché sto migliorando tanto, non va bene perché mi manca il campo. Sono però contento di potermi allenare ogni giorno, prima non potevo farlo".
"Lavoro a orari diversi rispetto ai ragazzi perché non voglio disturbare, ma passo diverso tempo con loro, parliamo tanto. Mi alleno assieme a Gokhan Inler, è una persona spettacolare, ci motiviamo a vicenda".
"Ogni mattina sono allo stadio, farò un tentativo di rientro nel 2026 e vediamo come andrà con la gamba più pronta. In passato ho avuto fretta di provare il rientro, ma la gamba non era ancora pronta. Punto a fare questo tentativo prima di giugno, sento la gamba pronta, a livello muscolare sto perfettamente, ma il problema è che mi manca la cartilagine nel ginocchio".
"Ho lasciato il campo a 28 anni, ora ne ho 31 e a livello muscolare io sarei pronto per giocare e fare la differenza. A me manca solo che il ginocchio stia bene".
"Purtroppo sento costantemente dolore, adesso meno di altri periodi, ma non ho cartilagine nel ginocchio, le ossa si toccano. Ho fatto dei trattamenti, forse si sta tornando a creare qualcosa tra le due ossa, ma sento dolore a ogni passo. Tutti i calciatori convivono con dei dolori, il mio è semplicemente più forte".
"Non mi sono chiesto cosa farò a fine carriera, perché non posso fare due cose alla volta. Ora penso a tornare in campo. I miei amici mi dicono 'fai il corso da allenatore, fai il corso da dirigente' ma io sono concentrato solo sul ritorno in campo, perché è una cosa che posso raggiungere. Quando deciderò di smettere farò altro, ma ora penso a tornare in campo, se ci riuscissi farei la storia come il giocatore che è tornato dopo più tempo da un infortunio".
"In Spagna si sta bene, Madrid e Barcellona sono due belle città ma sono molto caotiche. Il Friuli, invece, mi fa sentire in pace. Restare qui è sicuramente un’idea, sto bene qua e potrei aiutare l’Udinese anche non da calciatore. Il Friuli mi permette di stare nella natura e di vedere la mia fidanzata e i miei bambini felici. La cosa più importante è che sono dove voglio essere, quando ti senti così non vuoi altro. Ogni giorno mi sveglio e lavoro per tentare un miracolo, ma lo faccio con gioia, perché sono dove voglio essere”.