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L'Atalanta cade a Udine, prima sconfitta e imbattibilità persa: Zaniolo stende la Dea a Udine, crisi di gioco e goal per la squadra di Juric

GOAL

L’Atalanta non è più imbattuta. La squadra di Ivan Juric era rimasta fino ad oggi una delle due uniche imbattute nei principali campionati europei, insieme al Bayern Monaco. 

La caduta è arrivata al BluEnergy Stadium di Udine, dove un’Udinese organizzata e affamata ha imposto il primo K.O. stagionale ai nerazzurri vincendo 1-0 grazie al goal dell’ex Nicolò Zaniolo

Il risultato racconta solo in parte la distanza tra le due squadre: i friulani hanno dominato per ritmo, intensità e lucidità, mentre la Dea è apparsa scarica, senza idee e con i reparti scollegati.

La squadra di Juric, dopo cinque pareggi consecutivi, scivola così fuori dalle zone europee e, soprattutto, entra in una fase di crisi profonda. 

Non è solo la prima sconfitta stagionale, ma il simbolo di una squadra che sembra aver smarrito la sua identità, quella fatta di aggressività, ritmo e coraggio che per anni ha reso l’Atalanta un modello.

L’ATALANTA NON SEGNA PIÙ

Il dato più allarmante riguarda l’attacco. Nelle ultime sei giornate la Dea ha segnato soltanto quattro goal, troppo poco per una formazione che ambiva ai vertici della classifica. 

Krstovic, subentrato nella ripresa, ha avuto la palla del pareggio su cross perfetto di Zappacosta, ma ha sprecato clamorosamente calciando alto. 

Scamacca è rimasto isolato per tutta la prima ora, mentre Sulemana e Samardzic, chiamati a creare gioco, non hanno mai trovato lo spazio o l’intuizione giusta. De Ketelaere, entrato nel finale, non è riuscito a cambiare il ritmo e ha mostrato segni di nervosismo.

I NUMERI DELLA CRISI

Contro l’Udinese, la sterilità offensiva dell’Atalanta è stata evidente: nessun tiro nello specchio della porta, nonostante il 62% di possesso palla e le numerose occasioni mancate nella gestione dell’ultimo passaggio.

I numeri parlano chiaro: cinque punti nelle ultime sei gare, con un attacco bloccato e una manovra prevedibile. Juric non trova soluzioni né in costruzione né nella fase di finalizzazione, e la squadra dà la sensazione di giocare senza fiducia.

Dopo dieci giornate, l’Atalanta conta due vittorie (entrambe a settembre), sette pareggi e una sconfitta. L’attacco, un tempo tra i più prolifici del campionato, è oggi tra i meno incisivi del gruppo di testa.

L’ultimo successo risale a oltre un mese fa e il rendimento offensivo è in caduta libera: quattro goal nelle ultime sei partite, con la media di uno ogni 135 minuti. Troppo poco per una squadra costruita per l’Europa.

JURIC: “ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO”

Ai microfoni di DAZN, Ivan Juric ha riconosciuto apertamente la crisi: “È stata una prestazione completamente sbagliata, non siamo mai entrati in partita. Oggi non c’è nulla da salvare: ritmo, tecnica e atteggiamento, tutto sbagliato”. 

Il tecnico croato ha parlato di “squadra spenta” e ha ammesso che anche chi è entrato a gara in corso “non ha alzato il livello come mi aspettavo”.

Juric ha difeso la scelta di cambiare cinque titolari rispetto al pareggio con il Milan, ma ha riconosciuto che le rotazioni “non hanno funzionato”: “Ho provato a dare freschezza, ma non abbiamo trovato intensità. Alcuni giocatori, anche freschi, sono stati sotto tono. È la prima volta che vedo una mia squadra così ferma”.

Il tecnico, pur evitando toni allarmistici, ha lanciato un avvertimento: “Accetto questa sconfitta, ma non può ripetersi. Serve una reazione immediata”.

CONFUSIONE TATTICA E ASSENZA DI LEADERSHIP

L’Atalanta è vittima di un paradosso: ha giocato meglio nelle giornate di emergenza, quando mancavano fino a nove titolari, che ora con la rosa al completo.

Il continuo turnover di Juric ha spezzato le certezze e impedito la costruzione di automatismi. L’assenza di De Roon, perno tattico e leader carismatico, ha pesato più del previsto: senza di lui il centrocampo ha perso compattezza e personalità.

La fragilità difensiva è stata evidente anche a Udine, dove Zalewski ha sbagliato più interventi, Samardzic è apparso la copia sbiadita del giocatore visto in avvio di stagione e Pasalic ha faticato a dare equilibrio. L’attacco, privo di movimenti sincronizzati, è sembrato scollegato dal resto della squadra.

LA POSIZIONE DI JURIC

La panchina di Ivan Juric non è in discussione, ma il momento è delicato. Il tecnico è atteso da due sfide chiave: il match di Champions League contro il Marsiglia e quello di campionato contro il Sassuolo

Due gare che potrebbero determinare il destino della stagione e, forse, anche il futuro dell’allenatore.

Juric ha chiesto compattezza e responsabilità, ma l’Atalanta deve ritrovare in fretta identità e concretezza. L’imbattibilità è caduta, i goal mancano e il gioco non c’è. Per una squadra che era un modello di intensità e coraggio, la crisi è ormai un dato di fatto.