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Calcio

Le dritte di Pasqual, gli assaggi di A, il primo assist: quando Dimarco era all'Empoli

Matteo Nava
Le dritte di Pasqual, gli assaggi di A, il primo assist: quando Dimarco era all'EmpoliN/A

"Empoli è il posto migliore per crescere". Federico Dimarco la pensava così nel 2016, quando accettò la Toscana come destinazione in prestito dopo un discreto anno in Serie B all'Ascoli. L'attuale esterno dell'Inter aveva 19 anni e si sentiva pronto per una stagione in quella massima divisione che aveva già assaggiato una volta all'Inter, come coronamento dello splendido percorso nel vivaio. I capitoli successivi della sua carriera confermeranno che ci aveva visto bene perché, nonostante un'annata da alternativa al terzino sinistro titolare - come è normale che fosse -, l'estate successiva i dirigenti nerazzurri decideranno sì di cederlo agli svizzeri del Sion, ma inserendo nell'accordo quella clausola di riacquisto che gli ha poi permesso di tornare alla base e quindi di essere oggi un pilastro della prima squadra. Del club che ha sempre tifato fin da bambino.

Quel titolare era Manuel Pasqual, appena arrivato agli azzurri dopo l'addio alla Fiorentina di cui era capitano. Insomma, uno di quelli da cui qualche segreto lo si può rubacchiare di allenamento in allenamento, soprattutto se si è ancora un teenager dagli incredibili mezzi tecnici. Nel corso della stagione lo status in rosa di Dimarco non è cambiato, ma nello scenario di un'annata complessa a livello di squadra - poi retrocessa - è riuscito a ritagliarsi spazi importanti per la propria crescita: 13 le presenze complessive, di cui una in Coppa Italia, per un totale di 766 minuti in campo. Più del minutaggio totale, per la crescita di Dimarco era stata fondamentale l'esperienza in Toscana a livello globale: l'ambiente positivo, la città tranquilla, le vere occasioni che Giovanni Martusciello gli aveva concesso anche da titolare.

Erano state sette in tutto le partite cominciate dal primo minuto, compreso quell'Atalanta-Empoli in cui la Serie A scoprì il mancino di Federico, su punizione: finta del capitano Daniele Croce e cross preciso di Dimarco per il vantaggio di Levan Mchedlidze. Insomma, gli avversari di Pasquetta dell'Inter hanno un sapore speciale per l'esterno. Non che questo gli crei qualche remora, visto che gli ha già segnato due volte contro: l'ultima all'andata con una strepitosa botta di sinistro sotto l'incrocio, da fuori area.

Fonte: Gazzetta.it