Contro l’Udinese, Cristian Chivu ha lasciato Thuram per 90’ in panchina: un’ulteriore conferma della forza dell’attacco dei nerazzurri.
Una vittoria per prolungare la serie positiva in campionato e soprattutto per difendere la vetta dal possibile assalto del Milan.
L’Inter espugna anche il campo dell’Udinese e lo fa proponendo una prova di grande maturità. La compagine nerazzurra è stata chiamata anche a soffrire in alcuni frangenti, ma è comunque riuscita a fare sua l’intera posta, confermandosi, una volta di più, forse la vera principale candidata nella corsa che conduce al titolo.
A decidere la sfida è stato un goal del solito Lautaro Martinez, che si conferma in fuga nella classifica dei marcatori del torneo con undici centri: è un uomo che ormai ha affinato quella speciale qualità che è propria dei grandissimi, segnare reti pesanti e sbloccare dunque i risultati.
Al suo fianco dal 1’ Pio Esposito che, come già successo in diverse occasioni in questa stagione, è riuscito a incidere con il suo grande lavoro in attacco.
Cristian Chivu, contro l’Udinese, ha deciso di puntare dal 1’ sulla coppia composta da Lautaro Martinez e Pio Esposito.
Il tecnico nerazzurro, ancora una volta, ha dimostrato di non avere remore particolari nel ruotare i suoi uomini in attacco e, se con il Lecce aveva dato fiducia a Thuram e Bonny, a Udine ha schierato un duo offensivo dalle caratteristiche totalmente diverse.
Una scelta che si è rivelata centrata, tanto che proprio Esposito (assist) e Lautaro hanno confezionato il goal che è poi valso i tre punti.
I due si sono trovati benissimo in campo, dimostrando un affiatamento già molto forte. L’Inter può dunque puntare su quattro attaccanti intercambiabili che, con caratteristiche diverse, riescono sempre a dare il loro apporto.
Anche per questo motivo, rispetto al passato, le gerarchie nel reparto offensivo sembrano essere meno definite: Thuram e Lautaro Martinez restano i titolari, ed è vero, ma chi prende il loro posto ha quasi sempre il merito di non farli rimpiangere.
Lautaro Martinez, nel corso degli anni, ha ampiamente dimostrato non solo di essere uno degli attaccanti più forti e prolifici del campionato italiano, ma anche un giocatore che ha la straordinaria capacità di adattarsi al meglio alle caratteristiche del compagno di reparto.
In passato ha formato una coppia fortissima con Lukaku, poi ha fatto altrettanto con Thuram e con Pio Esposito ha dato l’impressione di trovarsi sempre alla perfezione.
Cambiano dunque le caratteristiche, ma non il risultato finale: il bomber nerazzurro riesce a trarre il meglio dal lavoro del partner d’attacco ed anche a farlo esprimere, a sua volta, al meglio.
Questione d’istinto probabilmente, ma soprattutto di bravura nel variare i suoi movimenti in base alle circostanze.
Non è un caso che abbia già segnato 11 goal in questo campionato e che sembra involato verso il suo secondo titolo di capocannoniere della Serie A in carriera.
Se Lautaro Martinez è il leader in campo, il trascinatore capace di sbloccare le partite e di garantire un lavoro a 360° in Serie A, Pio Esposito si sta continuando a confermare di settimana in settimana.
Se contro il Lecce ha segnato da subentrante il goal che ha consentito all’Inter di mettere in cascina altri tre punti importanti, a Udine ha sfornato il suo quarto assist in assoluto per Lautaro Martinez.
Un giocatore diverso da tutti i compagni di reparto, che riesce a far respirare la squadra, a tenere palloni e a cercare sempre la sponda giusta.
Un centravanti forse “vecchio stile”, uno di quelli che si vedono sempre di meno in campo, ma il cui apporto è sempre decisivo. Quando Chivu, contro l’Udinese, ha deciso di richiamarlo in panchina, la manovra dell’Inter è completamente cambiata e la mancanza del suo peso dal centrocampo in su si è avvertita non poco.
La forza dell’attacco dell’Inter in questa stagione è raccontata anche dai 90’ vissuti in panchina da Thuram a Udine.
Un qualcosa al limite dell’impensabile un anno fa, quando le alternative non erano evidentemente di un livello tale da consentirgli di rifiatare anche in partite dal peso specifico elevato.
Contro l’Udinese ha vissuto una partita da semplice spettatore e la cosa ormai non sorprende più. Nell’ambito di un calendario che non concede respiro e che già martedì vedrà l’Inter nuovamente in campo in Champions League contro una super big del calcio europeo come l’Arsenal, fare delle rotazioni è fondamentale e Chivu può permettersi di farlo senza il minimo affanno.
È anche questa una delle principali differenze tra la squadra che sta aprendo un nuovo ciclo e quella che nella scorsa stagione era inevitabilmente arrivata alla fine di quello targato Simone Inzaghi.