
L’11 settembre 2026 diventa così la serata di Mastantuono, il più giovane straniero a segnare almeno tre gol in una partita di Serie A: 19 anni e 28 giorni. Il terzo arriva all’84’, nel 4-2 che consegna alla Fiorentina i primi punti della stagione.
Da qui parte il viaggio fra sette dei più precoci stranieri capaci di segnare almeno tre reti in una gara di Serie A. Ci sono due derby, una domenica di lutto a Genova e un portiere ringraziato anche per il Fantacalcio. Consideriamo ogni giocatore una sola volta ed escludiamo gli oriundi che hanno vestito l’azzurro, come Angelillo e Altafini: il criterio è la nazionale rappresentata, non l’ascendenza italiana.
La prima vittoria viola porta soprattutto la sua firma. Sul pareggio si accentra dopo il passaggio di Jiménez e sorprende Stanković con un mancino dal limite. Sul secondo gol sfrutta il lavoro di Beto, che approfitta della scivolata di Haps e gli serve il pallone: un altro sinistro, questa volta rasoterra, tocca il palo e finisce dentro.
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Nella ripresa Pellegrino allunga, poi Mastantuono completa la tripletta con un po’ di fortuna: sul pallone di Ndour, Stanković respinge il primo tentativo, ma il rimpallo sull’argentino vale il quarto gol viola. Hainaut accorcia nel finale.
Arrivato in prestito dal Real Madrid, Mastantuono aveva cominciato la sua esperienza italiana dentro le difficoltà della squadra. Il ritorno di Paolo Vanoli dopo l’esonero di Fabio Grosso gli offre subito una serata diversa. A Firenze servivano punti; lui aggiunge un record che lo porta davanti anche a Icardi.
A Marassi, il 27 gennaio 2013, si gioca con il lutto al braccio. Riccardo Garrone è morto sei giorni prima e la Sampdoria affronta il Pescara nella prima partita dopo la scomparsa del presidente. In tribuna c’è la sua famiglia. Icardi ha 19 anni e 343 giorni, e davanti a sé un pomeriggio che finirà per ricordare a lungo.
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Éder apre su rigore, poi l’argentino scatta alle spalle di Capuano e firma il 2-0 prima dell’intervallo. Nella ripresa Obiang segna dalla distanza e gli offre anche il pallone per superare Perin in dribbling. Icardi aggiunge un tocco sul suggerimento di Éder e sfrutta un altro errore difensivo per arrivare a quattro.
Finisce 6-0. Delio Rossi lo richiama in panchina per far entrare Maxi López, concedendogli l’applauso del Ferraris. Icardi fa addirittura poker e lo dedica a Garrone. Quella domenica il suo nome entra nei record della Serie A per 13 anni, ma a Genova resta legato anche al saluto al presidente.
Harald Nielsen deve ancora compiere ventun anni: ne ha 20 e 353 giorni quando, il 14 ottobre 1962, il Bologna riceve il Modena. Il derby finisce 7-1 e Nielsen non è nemmeno l’unico a portarsi a casa una tripletta. Ne segna tre anche Ezio Pascutti; Giacomo Bulgarelli completa il punteggio.
Pascutti apre quasi subito, Nielsen raddoppia prima dell’intervallo. Nella ripresa il Bologna continua ad attaccare e il danese aggiunge altre due reti. A fine partita Fulvio Bernardini pronuncia la frase che accompagnerà quella squadra nella memoria dei tifosi: «Ragazzi, così si gioca solo in Paradiso!».
Il seguito dà sostanza all’entusiasmo dell’allenatore. Nielsen chiude quel campionato da capocannoniere con 19 reti, alla pari con Pedro Manfredini. Nella stagione successiva ne segna 21, vince di nuovo la classifica marcatori e conquista lo scudetto. La tripletta al Modena arriva quando quel Bologna sta ancora costruendo la squadra del titolo. Il record, durerà ben 51 anni, prima del sopracitato Icardi.
La Fiorentina torna nel nostro racconto, con un salto all'indietro fino al 13 marzo 2021, a Benevento. I Viola devono guadagnare margine sulla zona retrocessione. Vlahović ha 21 anni e 44 giorni e affronta lo scontro diretto con una presenza in area che la difesa di casa non riesce a contenere. All’8’ raccoglie un pallone deviato e segna in girata; al 26’ arriva sulla respinta di Montipò dopo un colpo di testa di Cáceres.
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Il terzo è diverso. Nel recupero del primo tempo controlla un rilancio di Dragowski e, da fuori area, manda un sinistro a giro all’incrocio. La Fiorentina va al riposo sul 3-0 e vince poi 4-1. È la prima tripletta in Serie A del serbo, in un campionato che terminerà con 21 gol, nella sorpresa di molti.
Nel dopopartita Vlahović trova spazio anche per una battuta sull’azione del terzo gol: «Ringrazio Dragowski per l’assist, ce l’ho anche al Fantacalcio». Dopo una vittoria così importante per la salvezza, si può sorridere anche del bonus del proprio portiere.
Un derby non è mai una partita qualunque. Pensa deciderlo con una tripletta. Il 14 novembre 2010 Javier Pastore entra nella storia di Palermo-Catania con tre modi diversi di segnare. Ha 21 anni e 147 giorni e comincia con quello meno associato alla sua figura di trequartista: un colpo di testa. Al 33’ batte Andújar e porta avanti il Palermo, ma all’inizio della ripresa Terlizzi rimette il derby in parità.
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La risposta arriva quasi subito. Pastore trova il 2-1 di destro, togliendo al Catania il tempo di approfittare del pareggio. All’85’, sul passaggio di Maccarone, chiude i conti di sinistro: testa, destro e sinistro, la combinazione della tripletta perfetta.
Il 3-1 porta soltanto la sua firma. In una lista piena di centravanti, il Flaco si distingue anche per questo: il giocatore da cui ci si aspetta l’ultimo passaggio occupa l’area e conclude le azioni. Farlo tre volte contro il Catania gli consegna uno dei pomeriggi più belli della sua esperienza a Palermo.
Il 15 febbraio 1998 Ronaldo ha 21 anni e 150 giorni e sta giocando la sua prima stagione nell’Inter. Contro il Lecce apre il punteggio di sinistro, su assist di Diego Simeone. Poi partecipa anche al raddoppio, servendo il pallone a Mauro Milanese. Prima dell’intervallo segna Cauet: a San Siro è già 3-0.
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Nella ripresa il brasiliano trasforma un rigore e completa la tripletta di testa, sul servizio dello stesso Cauet. Il tabellino del 5-0 gli assegna quindi tre reti e un assist. Anche la sua è una tripletta perfetta: sinistro, destro dal dischetto e colpo di testa.
È una prestazione in cui Ronaldo fa quasi tutto: sblocca la gara, manda in gol un compagno e torna a segnare quando il risultato è ormai largo. Pochi mesi dopo il suo esordio in Serie A, ha già fatto capire perché diventerà, per tutti, "Il Fenomeno". Nella graduatoria per età finisce appena dietro Pastore. Fra i due ci sono tre giorni, nonostante appartengano a epoche diverse del campionato italiano.
Il 1° maggio 2005 il Via del Mare vede otto gol, due espulsioni e due triplette. Il Lecce di Zdeněk Zeman affronta la Lazio e va al riposo sul 2-1, con Vučinić autore del secondo gol. Il montenegrino ha 21 anni e 212 giorni. Nella ripresa, però, la partita sembra diventare quella di Tommaso Rocchi.
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La Lazio perde César per espulsione, ma Rocchi segna altre due volte e completa la propria tripletta: i biancocelesti sono avanti 3-2 pur giocando in dieci. Poi viene espulso anche Dalla Bona e il Lecce riprende ad attaccare. Diamoutene pareggia, Vučinić trova il sorpasso e firma anche il definitivo 5-3.
Il montenegrino pareggia così il conto personale con Rocchi e vince quello che vale i tre punti. È una delle partite che spiegano perché quel Lecce di Zeman venga ancora ricordato: anche dopo aver perso il vantaggio e un giocatore, continua a cercare il gol. Con Vučinić, quel pomeriggio, ne trova abbastanza per vincere e mettersi in mostra nel campionato italiano.
Questa graduatoria è ricostruita dalle fonti statistiche e dai resoconti delle partite consultati. Ogni calciatore compare una sola volta, con l’età alla prima gara da almeno tre reti. Sono esclusi gli oriundi che hanno rappresentato l’Italia; restano inclusi gli stranieri di ascendenza italiana che non hanno vestito l’azzurro. Non si tratta di una classifica ufficiale pubblicata dalla Lega Serie A.
| Posizione | Giocatore | Età | Squadra | Anno |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Franco Mastantuono | 19 anni e 28 giorni | Fiorentina | 2026 |
| 2 | Mauro Icardi* | 19 anni e 343 giorni | Sampdoria | 2013 |
| 3 | Harald Nielsen | 20 anni e 353 giorni | Bologna | 1962 |
| 4 | Dušan Vlahović | 21 anni e 44 giorni | Fiorentina | 2021 |
| 5 | Javier Pastore | 21 anni e 147 giorni | Palermo | 2010 |
| 6 | Ronaldo | 21 anni e 150 giorni | Inter | 1998 |
| 7 | Mirko Vučinić | 21 anni e 212 giorni | Lecce | 2005 |
*Segnò addirittura un poker in quella gara.
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