Pasquale Mazzocchi, finora, in partite ufficiali non ha mai visto il campo.
Il terzino di Barra risulta l'unico calciatore di movimento del Napoli fuori dai radar di Antonio Conte, il quale ad oggi ha scelto di non utilizzare mai il suo numero 30.
Avvio di stagione difficile quello del partenopeo doc, riconosciuto uomo spogliatoio ma scivolato ai margini del progetto dell'allenatore salentino.
Campionato e Champions, per Mazzocchi, fin qui rappresentano palcoscenici amari. L'ex Salernitana, escluso dalla lista UEFA, giunti ormai a metà novembre deve ancora rompere il ghiaccio in quanto a minuti giocati: zero, esattamente come il terzo portiere Nikita Contini e (naturalmente) l'infortunato Romelu Lukaku.
Tutti gli altri, chi più e chi meno e compresi i giovani Ambrosino e Vergara, sono stati gettati nella mischia.
A complicare piani e scenari presenti e futuri di Mazzocchi, è senza dubbio la presenza nel ruolo di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro è uno degli stacanovisti del Napoli di Conte, con una sola partita saltata (per squalifica) in Europa contro lo Sporting a causa del rosso rimediato sul campo del City.
Al collega di reparto di valore e ritenuto imprescindibile, si affiancano dinamiche di mercato che in estate avevano portato il club a voler investire su un nuovo terzino destro: le negoziazioni - poi naufragate - col Siviglia per Juanlu Sanchez sono cosa nota, così come le mire rivolte dal ds Manna nei confronti del genoano Norton-Cuffy in vista di gennaio.
Insomma, per Mazzocchi spazi minimi e orizzonti sbiaditi. Lui che ella vittoria del quarto Scudetto, all'inizio della passata stagione, si era fatto apprezzare per attaccamento alla maglia e prestazioni tutte cuore, riscuotendo consensi ed applausi da parte del popolo azzurro, ora si ritrova ampiamente indietro nelle gerarchie tecnico-tattiche e col contratto in scadenza nel 2027. Chissà che, nella finestra invernale, le strade non possano separarsi.