Il mercato del Milan ha messo una toppa necessaria (terzino destro), non ha colmato una lacuna evidente (a centrocampo serviva altro che un Bondo in più e un Bennacer in meno) e ha rivoluzionato l’attacco portando gol (Gimenez ne fa più di Morata), qualità (Joao Felix ne ha più di Okafor) e alleggerendo Leao. Il portoghese adesso avrà meno responsabilità, perché il reparto offensivo può contare sull’elevato potenziale di altri elementi, ma anche meno alibi. L’arricchimento dell’attacco è la cura migliore alla dipendenza da Leao, tante volte unico motorino d’avviamento della squadra. Ma succedeva spesso che Rafa giocasse male e il Milan con lui. Poi Leao veniva sostituito e il Milan giocava ancora peggio.
Non c’è un controsenso: semplicemente chi entrava al suo posto era meno forte e non alzava il rendimento individuale e nemmeno quello collettivo. Adesso non dovrebbe più essere così. Okafor non era un’ala e si adattava a farlo (male). D’ora in poi Conceiçao potrà eventualmente piazzare a sinistra un esterno di ruolo (Pulisic, Jimenez, Sottil) e chiedere a Joao Felix di mettere il suo talento a disposizione della squadra, attivando ugualmente le discese di Theo sulla fascia e aprendo le difese avversarie. Ora Rafa potrà concentrarsi su se stesso cercando davvero di tirare fuori quello che ha. Questo Milan è forte: non può navigare intorno alla sesta-settima posizione o temere il Feyenoord nei playoff di Champions. I prossimi quattro mesi saranno fondamentali per un progetto che è partito più lentamente del previsto. Vale per tutto il gruppo, certo. Ma soprattutto per Leao. Non ha più l’obbligo di essere il trascinatore: dovrebbe, però, avvertirne il gusto. Il desiderio.
Fonte: gazzetta.it