“Spalletti alla Juventus non è un colpo al cuore, la carriera degli allenatori è diversa da quella dei giocatori”. Radja Nainggolan, l’antijuventino per eccellenza, fa il tifo per Lucio, per lui molto più che un tecnico nelle stagioni trascorse insieme tra Roma e Inter. “Spalletti - sottolinea il centrocampista belga - è un mio papà del calcio, mi capiva come nessuno altro e mi ha migliorato. Parliamo di un allenatore top, che ha idee e sa trasmetterle ai giocatori: la Juventus non era così bella e dominante dagli anni degli scudetti con Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Alla faccia di chi dava del bollito a Luciano dopo l’addio dalla Nazionale”.
Da quando Spalletti è arrivato a Torino (30 ottobre), la Juventus ha un ritmo da scudetto (media di 2,18 punti a gara). Sorpreso?
La volta che ha fatto arrabbiare di più Spalletti?
“No, perché Spalletti è un genio del calcio, il miglior allenatore che ho avuto. Vede cose che altri nemmeno immaginano: a me cambiò ruolo facendomi svoltare e mi impiegó anche in attacco. Non ha la bacchetta magica, però tira fuori il meglio dai giocatori. Come si può essere stupiti di un tecnico che ha vinto lo scudetto a Napoli mostrando un gran calcio e senza esser favorito? Fossi la Juventus lo blinderei subito”.
Spalletti è arrivato troppo tardi per lo scudetto?
“L’Inter resta la favorita, non solo perché é prima. Ma é un campionato equilibrato e livellato, tutti possono avere battute d’arresto: nel gruppo di testa ci sono 5 squadre in 7 punti. Quella di Spalletti è la miglior Juve degli ultimi anni, sta andando forte e vista la partenza con Tudor non c’è l’assillo del dover vincere ad ogni costo. Se davanti perdono ancora qualche punto, io inizierei a temere Luciano. É ancora tutto aperto”.
A distanza di anni si è pentito di aver rifiutato a più riprese i bianconeri?
“Non rinnego nulla di quello che ho fatto, nemmeno il no alla Juventus. Io volevo essere protagonista sempre e mi stimolava l’idea di provare a vincere lo scudetto battendo la Juventus, nei miei anni la grande dominatrice. Per questo motivo passo per anti juventino”.
Non rinnega nemmeno qualche bravata?
“No, perché io sono così, nel bene e nel male. Sono un ragazzo di cuore e ho sempre cercato di fare gruppo. L’unico Capodanno che non sono uscito e non ho fatto tardi, ho combinato quella cavolata del video. Sarebbe stato meglio far serata e brindare…”.
“In una partita a Torino, contro il Toro. Primo tempo inguardabile, così all’intervallo Spalletti mi dice: ti vuoi svegliare. E poi mi bagna la testa e la faccia con dell’acqua. Al 60’ mi sostituisce: non c’era verso quel giorno. Luciano mi comprendeva come nessun altro e gli stavo simpatico”.
È McKennie il nuovo Nainggolan di Spalletti?
“Mi rivedo un po’ in McKennie, uno che difende, attacca e gioca in mille ruoli”.
Alla Juventus manca un regista alla Pizarro o alla Lobotka per essere veramente “Spallettiana”?
“No, c’è già Locatelli che detta i tempi e giocando a due in mezzo va benissimo. Mi sembra manchi più uno Dzeko, un centravanti a cui appoggiarsi per sviluppare il gioco offensivo. David e Openda hanno sempre segnato in passato e sono ottimi attaccanti, però hanno altre caratteristiche e l’Italia resta il campionato più difficile per le punte”.
Rifiuterebbe 100 milioni per Yildiz?
“La vera domanda è un’altra: ma Ronaldo il Fenomeno, che era di un’altra categoria, quanto costerebbe con i prezzi di oggi ? Io all’apice sono passato dalla Roma all’Inter per 38-40 milioni, ora ne servirebbero almeno ottanta… Dopo Neymar al Psg, si è perso il controllo”.
Si divertirebbe nella Roma di Gasperini?
“Non mi diverte come giocano, non dominano e tante volte hanno vinto di corto muso, con degli 1-0. Ma alla Roma ci giocherei sempre”.
Palestra, in prestito dall’Atalanta, é l’uomo in più del Cagliari: é da big?
“Ha un bel motorino, in velocità è devastante. Ma fare l’esterno nel Cagliari é un mestiere e in una big un altro”.
Cioè?
Se Spalletti le offrisse un posto nel suo staff, direbbe ancora no alla Juventus?
“No comment”.
Ci racconti un aneddoto…
“Quando a Trigoria mi sdraiavo sul lettino del massaggiatore a dormire, mi riprendeva con il cellulare e filmava anche se stesso che rideva. Spalletti mi ha dato tanto e io ho ricambiato facendo il massimo per lui”.
Dzeko ha 39 anni ed é in uscita dalla Fiorentina: non arrivasse Mateta del Crystal Palace, fosse in Spalletti prenderebbe il bosniaco anche alla Juventus?
“Dzeko lo prenderei sempre, é un amico e un campione. Ha i suoi anni, ma se sta bene fisicamente sa come si gioca con Spalletti, in un top club e migliorerebbe anche David e Openda. Mateta non lo conosco così bene, l’ho visto poche volte. Non sono uno che guarda calcio dalla mattina alla sera”.
Yildiz ha qualcosa di Totti?
“Non esageriamo, Francesco è Francesco: quanto mi mancano le sue battute nello spogliatoio. Yildiz é fortissimo, un giocatore raro da trovare: é giovane, ha un dribbling stupendo, segna, fa assist e difende anche. E con Spalletti sta diventando ancora più determinante”.
A Chiesa, chiuso al Liverpool, consiglierebbe un secondo ballo con la Juventus?
“Sí, gli potrebbe far bene. Chiesa in forma fa la differenza e alla Juventus lo ha già dimostrato”.
Spalletti cerca il tesoro nella sua isola d’adozione, la Sardegna. Come finisce Cagliari-Juventus?
“Spero 1-1. Tifo Cagliari, ma a Spalletti voglio bene”.
“In una medio-piccola ti fai notare con la velocità sulla fascia, mentre in una grande i terzini sono fondamentali anche in impostazione. É una questione di livello tecnico: io ci punterei su Palestra”.
Voto al Cagliari di Pisacane?
“Mi piace perché ha identità, è sempre intenso e cerca sempre di recuperare palla alto. Sono convinto che si salverà”.