Luciano Spalletti torna a parlare dopo una settimana tipo, senza impegni per preparare la sfida alla "sua" Roma, la squadra che ha allenato per anni e con cui ha cominciato davvero la scalata al calcio europeo.
Tanti i punti della conferenza, dalla formazione alla sfida con Mourinho, amico-nemico anche domani all'Olimpico: "O siamo sicuri di noi stessi o non lo siamo. In mezzo non c’è nulla. Dovremo essere sicuri di noi stessi per giocarci la partita a Roma".
"Noi dobbiamo pensare a quello che sappiamo fare e a quella che è la nostra forza per mettere in campo la nostra qualità" ha detto Spalletti. "Continueremo a fare quello che sappiamo, ancora con più qualità e velocità di quanto fatto fin qui. La Roma ha qualità, sa incidere con i calci piazzati, dipenderà da quello che concederemo e dal nostro atteggiamento. Se riusciremo a tenere la palla rischieremo di meno, non dovremo snaturarci".
C'è voglia di ripetersi: "Non possiamo giocare diversamente dalle ultime volte. Siamo fatti così. Abbiamo le nostre qualità e sono importanti: più giochiamo in attacco e più abbiamo possibilità di vincere. Dovremo farci trovare pronti in base alle cose che possono metterci in difficoltà, abbiamo sempre voluto un Napoli così. I tifosi napoletani amano il bel calcio, vogliono vedere una squadra come la nostra: Napoli è spettacolare sotto ogni aspetto, anche la squadra deve esserlo. Primo big match a Roma? No, ce ne sono state altre. Troveremo una squadra forte, uno stadio pieno, ma abbiamo già dimostrato quello che siamo altrove, possiamo giocare la nostra partita. Ogni volta che torno a Roma prendono il sopravvento i pensieri belli. Conosco ancora tante persone, ci sentiamo spesso. Tornare a Roma mi riporta il sorriso, sono felice di tornarci. Quello che sarà nello stadio non lo so ma per me restano queste sensazioni".
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"Non so cosa stia pensando oggi, lui è un super allenatore, uno di quelli tremendissimi, ma alla fine conta di più quello che sanno fare le squadre in campo", ha ammesso Spalletti in conferenza.
"Non so se loro guarderanno a cosa sa fare il Napoli, ma nel caso pensiamo anche noi a cosa siamo, alle qualità che abbiamo. È difficile non apprezzare il lavoro dei miei colleghi. Io le partite le guardo tutte, anche di C e B, fino a Liverpool e Manchester City. Per me Mourinho è stato uno di quelli che ho seguito di più, quando mi saluta percepisco di essere un suo amico e per me è lo stesso. Entrambi abbiamo impegni in settimana: faremo delle scelte per vincere le partite che abbiamo".
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Ancora qualche dubbio di formazione per Spalletti: "Anguissa è difficile che sia dentro: non è corretto rischiarlo, gli altri stanno bene e ci hanno dimostrato di essere allo stesso livello, sarebbe per loro una mancanza di fiducia", ha ammesso l'allenatore.
"Kvaratskhelia? Sicuramente non si fa influenzare dalle voci e dai complimenti. È speciale nei suoi comportamenti e nella consapevolezza della sua qualità. È disposto ad assorbire tutte le nostre richieste e a superare le difficoltà. Gli ho chiesto di tirare i rigori e mi ha risposto “Why not?”. Osimhen ha fatto due spezzoni nelle ultime due partite ma ora è nelle condizioni per poter essere scelto. Dopo l’infortunio abbiamo aspettato una partita in più proprio per essere tranquilli".