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Napoli, un centrocampo stellare per restare al top: i fab-four lanciano Conte

Gazzetta

Il sarto si è messo al lavoro. Per stupire, per lasciare tutti a bocca aperta. Ancora una volta, come tante altre è già riuscito in passato. Ma questa sfida col Napoli lo sta proiettando ogni giorno oltre i limiti dell’immaginabile. Antonio Conte è un uomo dedito al lavoro. Maniacale in ogni dettaglio, in ogni situazione di gioco. Uno studioso della materia che ha saputo aggiornarsi quando è stato fermo, senza accontentarsi di un palmares da top manager. E questa la differenza: la voglia di non dare nulla per scontato, di sentirsi sempre al passo con i tempi e – se possibili – anche di anticiparli, per sorprendere. Come ha fatto in questi primi quattordici mesi alla guida col Napoli, riportato sul tetto d’Italia dopo una disastrosa gestione post scudetto spallettiano. Conte ha rimesso il Napoli in carreggiata, ma non ha certo finito il suo lavoro. Anzi, è appena iniziato: l’obiettivo è alzare ancora l’asticella, delle ambizioni e dei successi. Lo deve pure a se stesso, e all’amore che ha per il proprio lavoro.

A Reggio Emilia è partita una nuova fase dell’evoluzione contiana, perché "il calcio è in continuo movimento" ha raccontato nel post-partita, e dunque impossibile rimanere fermi a guardare. Bisogna saper surfare anche nel mare in tempesta, come ha fatto Antonio quando ha accettato di ripartire da Napoli. Cominciando a rilanciare il progetto mettendo mano alle fondamenta, rilanciando il valore del senso di appartenenza prima ancora che ridando un equilibrio tecnico-tattico alla squadra. Un anno fa aveva lavorato per due mesi sul 3-4-2-1, poi - con l’arrivo di McTominay nell’ultimo giorno di mercato - ha stravolto tutto passando al 4-3-3. Perché poi è chiaro che bisogna saper sfruttare al meglio le qualità dei singoli. E pure avere il coraggio di non rinunciare a nessun pilastro, garantendo sempre l’equilibrio di squadra. Anguissa e Lobotka erano intoccabili con Spalletti e lo sono ancora oggi con Conte. Che quest’anno sta ripetendo l’operazione fatta con Scott a settembre scorso, per inserire e sfruttare al meglio De Bruyne, molto più di un semplice centrocampista. E Kevin ha già risposto con una prova totale, a tutto campo: prima mezzala, poi trequartista, a volte play basso, alla fine anche falso 9. Il tutto garantendo sempre intensità anche senza palla. È la forza di Conte, riuscire a fare andare tutti oltre i propri limiti. Convincere in poco tempo anche le stelle ad avere l’umiltà dei gregari. E re Kevin è già entrato nel mood contiano.

L’idea era affascinante, ma non per forza vincente. Ma dare al Napoli un equilibrio con i FabFour in campo, era sembrata subito una strada intrigante, soprattutto in ottica europea. "Stiamo lavorando su dei concetti su cui una squadra europea non può prescindere: portare una pressione molto aggressiva rischiando anche qualcosa, non facendo giocare la palla facilmente all’avversario. Si cerca poi di implementare il discorso del gioco e del possesso" ha spiegato ancora Conte. Ma prima di lui lo avevano fatto i suoi ragazzi in campo: con i terzini dentro al campo a fare le mezzali – novità di fine 2024, che portò il Napoli a inanellare una serie di sette vittorie decisiva poi in chiave scudetto -, con Lobotka e De Bruyne a volta in linea con i difensori, come i liberi di una volta. Con Anguissa ad assaltare in ogni zona del campo e McTominay praticamente attaccante. Il sarto continua a cucire, per arrivare con l’abito più bello al gran gala di Champions.